Spulciando tra i documenti de-secretati sull’omicidio di JFK
di Luciano Uggè
Ci vorranno anni agli studiosi e agli storici per leggere tutto il materiale reso di dominio pubblico sugli omicidi di John Fitzgerald e Robert Kennedy, oltre che di Martin Luther King. E anche se tutti i media si sono affrettati a scrivere che non aggiunge nulla a quanto già si sapeva (chissà chi avrà mai letto le centinaia di migliaia di pagine: noi, finora, ci siamo limitati a sfogliarne alcune centinaia del primo .pdf, che ne contiene 35.737), in realtà abbiamo già scoperto delle chicche di cui scriveremo per vari motivi.
Il 26 marzo 1964, ad esempio, compare un documento classificato segreto che allega un articolo, datato 7 marzo 1964 (ma andato perso), del Settimanale del Partito Comunista (così viene definito), Rinascita, scritto da Gianfranco Corsini (corrispondente “non continuativo dagli States per la stampa comunista italiana”). Corsini, fa notare il latore del documento, avrebbe riferito di “voci” che suggeriscono come sarebbe “stata l’Agenzia a organizzare l’omicidio del Presidente Kennedy”.
Ovviamente che i nostri giornali e giornalisti siano sempre stati sorvegliati dalla Cia non è una notizia, ma lo è – a ben vedere – aver considerato una nota così marginale un ‘segreto di Stato’ da tenere chiuso a chiave per oltre sessant’anni.
Alcuni dubbi sull’omicidio del Presidente Kennedy
In realtà gran parte del materiale ha ben poco da aggiungere a quanto appurato dalla Commissione parlamentare presieduta da Earl Warren – costituita già il 29 novembre 1963 dal presidente Lyndon B. Johnson, quando l’assassinio di John F. Kennedy era avvenuto solo pochi giorni prima, il 22 novembre. La seconda Commissione (la United States House of Representatives Select Committee on Assassinations, HSCA), istituita nel 1976, ha posto alcuni dubbi sulle risultanze della prima in quanto afferma che gli studi scientifici eseguiti sulle prove “non precludono la possibilità che due persone abbiano sparato al Presidente” (mentre per la Warren Commission aveva sparato solo Lee Harvey Oswald) e, di conseguenza, non ha escluso che vi fosse una “cospirazione” di qualche natura in atto.
Ma lasciando agli storici l’arduo compito di trovare il documento che andrebbe oltre le Commissioni parlamentari (se esiste), ciò che emerge dalla documentazione desecretata è ben altro in quanto, sebbene inclusa nel materiale relativo all’omicidio di JFK, comprova soprattutto “gli sforzi mondiali della Cia di influenzare le elezioni, sabotare le economie, rovesciare Governi”, come afferma Peter Kornbluh, analista senior del National Security Archive, un istituto di ricerca che si occupa della trasparenza del Governo statunitense – e aggiunge: “Adesso sappiamo almeno che cosa è stato fatto in nostro nome ma senza che ne fossimo consapevoli” (2).
Le operazioni della CIA
E cosa faceva (allora, ma non affermeremmo che oggi sia diverso) la Cia a parte sorvegliare i giornali e i giornalisti italiani?
Ovviamente con il consenso di JFK, se non per suo preciso mandato, ad esempio, azioni sotto copertura nei sindacati brasiliani per indebolire il Partito comunista. Operazioni sotto copertura per un regime-change (come quello che abbiamo tanto atteso in Siria e del quale oggi ci sono così grati gli alawiti, sic!) in alcuni Paesi dell’America Latina, come Cuba. Nella Guyana britannica, in collaborazione con l’MI6 (ossia il servizio segreto britannico) la Cia sosteneva (anche finanziariamente) lo sciopero generale per contrastare il governo (regolarmente eletto) del Primo Ministro, Cheddi Jagan. In Cile, per contrastare l’elezione di Salvador Allende, la Cia finanziò con due milioni di dollari la candidatura di Eduardo Frei – e a questo punto siamo già nel 1964 e JFK è morto, ma il leitmotiv non cambia se pensiamo che, oggi, sono i Dem (quando perdono) ad accusare i russi di interferenze nelle proprie elezioni… Ovviamente la Cia ha giocato un ruolo nel golpe contro Patrice Lumumba in Congo (ucciso la sera del 17 gennaio 1961, grazie alla complicità di Belgio e Stati Uniti e al solito silenzio/assenso dell’Onu). E non pensiate che la Cia agisse senza l’autorizzazione del Presidente Kennedy. Come emerge dalla documentazione fu proprio JFK a emettere “una nuova direttiva designando il comitato” (un Watch Dog Committee, voluto dopo il fallimento dell’invasione della Baia dei Porci del 19 aprile 1961) che fungesse da “Consiglio del Presidente sui servizi segreti all’estero, col potere di consigliare il Presidente ‘riguardo agli obiettivi e all’esecuzione’ delle azioni sotto copertura, incluse quelle ‘altamente sensibili relative ad azioni politiche, propaganda, guerra economica, sabotaggio, fughe ed evasioni, sovversione contro Stati ostili o gruppi e a supporto di comunità native ed elementi anti-comunisti in Paesi minacciati (sic!) del mondo libero’” – come da documento Top Secret del 1° dicembre 1963, preparato per Lyndon Johnson dopo l’assassinio di JFK (2).
Ecco, da quella paginetta su Rinascita, retroattivamente fino alla Baia dei Porci, passando per l’assassinio di Lumumba e il colpo di Stato in Congo: forse non sapremo mai chi uccise JFK, ma ogni documento che si legge è un’accusa contro lo stesso e i suoi successori quali mandatari di golpe, massacri, guerre, attentati e assassini politici in ogni parte del mondo (‘libero’ e non).
(1)
venerdì, 25 luglio 2025
In copertina: Patrice Lumumba, durante la Conferenza di Bruxelles del gennaio 1960. Foto di Harry Pot -Nationaal Archief Fotocollectie Anefo (CC BY-SA 3.0 nl)

