Le prove presentate dai russi contro il regime di Kyiv
di La Redazione di InTheNet (traduzione di Simona Maria Frigerio)
Il nuovo Capo delle truppe di protezione nucleare, chimica e biologica delle Forze Armate russe, il Maggiore Generale Aleksei Rtishchev e il Ministro della Difesa della Federazione Russa, Andrej Rėmovič Belousov, proseguono l’analisi delle attività degli Stati occidentali e dell’Ucraina relativamente a violazioni della Convenzione sulle Armi Chimiche: “Nel corso dell’Operazione Militare Speciale, sono stati registrati oltre 500 casi di uso di agenti per il controllo delle sommosse da parte ucraina (cloroacetofenone, orto-clorobenziliden-malononitrile), così come di sostanze tossiche di agenti psicotropi e di agenti tossici in generale (cloruro di cianogeno, acido prussico)”.
Proseguendo nella lettura della dichiarazione ufficiale si apprende che: “Dall’inizio del 2025, le Forze Armate ucraine hanno usato regolarmente droni per lanciare contenitori con orto-clorobenziliden-malononitrile e munizioni improvvisate contenenti cloropicrina sulle postazioni delle Forze Armate della Federazione. In particolare, tali azioni si sono notate nei pressi di Liman Pervy (nella regione di Kharkov) e Kolotilovka (nella regione di Belgorod). L’ultimo caso è stato registrato l’8 luglio 2025, vicino a Ivanovka (nella Repubblica Popolare di Donetsk), dove i nazionalisti ucraini hanno sganciato munizioni riempite di cloropicrina e cloroacetofenone a mezzo droni. Incidenti simili sono accaduti altresì vucino a Donetsk, Bogdanovka, Gorlovka, Kremennaya e Artemovsk”.
Tra le accuse mosse dalla Russia il “supporto dei Paesi occidentali al regime di Kyiv […] in operazioni di combattimento con il metodo della ‘cintura chimica’, ovvero piazzando e detonando taniche contenenti sostanze chimiche tossiche nelle aree in cui le truppe russe portano avanti operazioni di combattimento”.
In particolare il “3 luglio 2025, si è stabilito che militari ucraini hanno installato un’antenna vicino a Novotroitskoye, in un punto dove vi è un grande distributore di ammoniaca. L’impianto appartiene alla Classe 1 di Pericolo e, se colpito, vi è il rischio di immissione di oltre 550 tonnellate di ammoniaca liquida nell’ambiente”.
Si ricorda anche che nel “2024, un laboratorio chimico è stato scoperto nei pressi di Avdeyevka. Lo stabilimento era stato progettato per produrre agenti tossici in generale, inclusi quelli con acido prussico come base. A maggio 2025, il Servizio di Sicurezza Federale russo, con il Ministero della Difesa, hanno rilevato un ulteriore deposito delle Forze Armate ucraine vucino a Ilyinka, nel distretto di Kurakhovo (nella Repubblica Popolare di Donetsk). Conteneva dispositivi esplodenti improvvisati, progettati per essere rilasciati da droni, riempiti con esplosivi e fiale con liquidi tossici. Le analisi delle fiale, eseguite da un laboratorio chimico accreditato dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), nel pieno rispetto degli standard dell’organizzazione, ha rivelato la presenza di cloropicrina, che è presente nella lista 3 dell’OPCW”.
Come già accaduto con l’AIEA (per i tentativi ucraini di far esplodere la Centrale Nucleare di Zaporižžja o le dichiarazioni contrastanti di Raphael Grossi rispetto all’Iran), la Russia tenta di attrarre l’attenzione di una organizzazione internazionale su eventuali abusi o illeciti commessi dall’Ucraina, ossia da uno Stato alleato con l’Occidente: “Durante la 109a sessione del Consiglio Esecutivo, tenutasi all’Aia dall’8 all’11 luglio 2025, la Federazione Russa ha chiesto al Direttore Generale dell’OPCW di inviare un team di esperti del Segretariato Tecnico in Russia per fornire assistenza nelle indagini sui crimini commessi dal Governo ucraino. Inoltre, è stata proposta una bozza di accordo tra Russia e OPCW riguardo l’organizzazione e lo svolgimento delle visite per fornire tale assistenza. Questo passo è stato fatto in quanto l’organizzazione non ha finora risposto in maniera appropriata a tutte le prove documentarie precedentemente sottoposte e alle opinioni degli esperti. Vi sono circa 40 note a verbale della Missione Permanente della Federazione Russa all’OPCW che, tutt’ora, non hanno ricevuto una risposta significativa”.
La Russia ricorda altresì che: “l’Ucraina e il Segretariato Tecnico dell’OPCW hanno firmato un accordo speciale di cooperazione. Nella cornice di tale documento, l’Ucraina ha già ricevuto un equipaggiamento del valore di centinaia di milioni di dollari, e più di 40 appartenenti alle Forze Armate ucraine sono stati addestrati presso il Centro di Tecnologia Chimica dell’Aia”.
Questo, per i russi è: “un segnale dell’impegno dei Paesi occidentali nell’OPCW e della loro politica protezionistica verso una nazione particolare, il che non è coerente con l’Atto costitutivo e i principi fondamentali dell’organizzazione internazionale. Avvantaggiandosi dei propri privilegi, l’Ucraina si è ripetutamente rivolta al Segretariato Tecnico dell’OPCW in modo da legittimare incidenti inscenati dagli ucraini e dai servizi segreti occidentali, presumibilmente con l’uso di sostanze per il controllo delle sommosse, come se fossero commessi da parte delle truppe russe sulla linea di contatto”.
Come già riportato in un precedente articolo (1), le denunce russe vertono come sempre sul fatto che, avendo la Russia distrutto tutti i suoi arsenali chimici, le misure di protezione personale fornite a Kyiv dall’OPCW e dall’Occidente potrebbero servire per proteggere i soldati ucraini non da un attacco russo bensì per maneggiare tali armi da usare contro le truppe russe o per predisporre un’operazione sotto falsa bandiera (false flag).
La guerra e i cosiddetti bambini ‘rapiti’
Da tre anni la stampa italiana ripete che la Federazione Russa, oltre a combattere a suon di pale e pezzi di frigorifero, rapisce i bambini ucraini – non avendo problemi più urgenti da risolvere.
La Stampa, ancora il 17 marzo 2025 (tenete a mente la data), affermava che: “Le autorità ucraine stimano che circa 20.000 bambini siano stati portati con la forza dai territori occupati in Russia da quando è iniziata la sua invasione su vasta scala”.
Ma questa cifra non è nulla al confronto con circa 700.000 bambini – orfani o abbandonati dalle famiglie – che sono stati salvati dalle zone di conflitto in Ucraina e trasportati al sicuro in territorio russo (come ha scritto sul proprio canale di messaggistica Telegram Grigory Karasin, responsabile del comitato internazionale del Consiglio della Federazione). Purtroppo per i russi, molti colleghi della stampa hanno sottoscritto la versione ucraina e i bambini da ‘salvati e trasportati al sicuro’ sono finiti per essere ‘deportati illegalmente o allontanati con la forza dalle loro famiglie’. Una denuncia che proviene da un Paese che, da una nostra precedente inchiesta, era considerato una ‘fabbrica di bambini’, dove era facile ed economico trovare madri surrogate, mentre negli “orfanotrofi in pessime condizioni […] sopravvivevano a stento bambini abbandonati e per i quali l’agenzia (che si occupava delle pratiche dell’utero in affitto, n.d.r.) versava il 5% dei propri guadagni, ottenuti da coppie che avrebbero potuto adottarli ma preferivano ‘ordinarli su misura’ (2)”. Tutto questo accadeva in Ucraina ben prima dell’Operazione Militare Speciale, quando un Paese corrotto e in bancarotta lasciava i bambini abbandonati in orfanotrofi squallidi o li produceva a comando per venderli allegramente alle coppie europee sterili.
Su EuroNews, Sasha Vakulina, ancora il 5 dicembre 2024, scriveva: “Il laboratorio di ricerca umanitaria di Yale ha pubblicato un nuovo rapporto sulle adozioni forzate di bambini ucraini da parte della Russia. Secondo il rapporto, Mosca ha avviato il programma insieme alla sua invasione totale”. E proseguiva: “Prelevati dalle case, detenuti per mesi e sottoposti a un’intensa propaganda prima dell’adozione forzata: un nuovo rapporto della Scuola di salute pubblica di Yale ha fatto luce sulla deportazione forzata dei bambini ucraini da parte della Russia, rivelando informazioni e dettagli finora sconosciuti. I ricercatori sono riusciti a scoprire come Mosca stia rimuovendo i bambini dalle loro case, rieducandoli con la forza e poi collocandoli presso famiglie russe con schemi di adozione forzata in modo ‘sistematico’. L’operazione documentata, secondo la ricerca, è stata avviata dal presidente russo Vladimir Putin e dai suoi subordinati con l’intento di ‘russificare’ i bambini ucraini”. Qui siamo a metà strada tra 1984 e La notte delle matite spezzate.
In altri online (di cui non pubblicheremo nemmeno il titolo per non pubblicizzarli) abbiamo letto: “A luglio 2022, gli Stati Uniti hanno stimato che la Russia abbia ‘deportato con la forza’ 260.000 bambini, mentre il ministero per l’Integrazione dei territori occupati dell’Ucraina afferma che 19.492 bambini ucraini sono attualmente considerati deportati illegalmente”.
Maria Lvova-Belova, commissaria russa per i diritti dell’infanzia su cui pende un mandato di cattura della Corte penale internazionale proprio per la deportazione di minori (così come pende sul Presidente Putin) quando sarà finalmente riabilitata?
Come scritto dal collega Vincenzo Lorusso su International Reporters, adesso il numero esatto dei bambini ‘contesi’ è stato ufficialmente appurato con tanto di nomi e cognomi. Dopo cifre a 5 zeri, si è arrivati, forse, alla verità: “Nell’ambito dei colloqui russo-ucraini a Istanbul del 2 giugno [2025] è stata consegnata una lista di 339 bambini che si troverebbero nel territorio russo, quelli che l’Ucraina definisce ‘bambini rapiti’ (3)”. Al di là che alcuni possano essere effettivamente ‘contesi’ tra genitori (magari perché uno vuole vivere in Russia o in Donbass e l’altro in Ucraina) e che altri, come più volte ribadito da Lvova-Belova, sono stati portati in Russia per ragioni di sicurezza e ogni caso sarà vagliato singolarmente per effettuare ogni ricongiungimento familiare possibile, dopo tre anni di numeri in stile roulette non vi sentite un po’ presi in giro dal mondo dell’informazione con tanto di tessere dell’Ordine dei Giornalisti?
La Russia non è l’Argentina di Videla né il Cile di Pinochet – che, però, prendeva il tè poco prima del suo arresto, coi biscottini dalla Lady di Ferro…
(2) https://www.inthenet.eu/2023/05/05/i-figli-non-si-pagano/
(3) https://www.ir-press.ru/it/2025/06/03/bambini-ucraini-russia-fake-news/
venerdì, 1° agosto 2025
In copertina: Мария Алексеевна Львова-Белова (Pubblico dominio, particolare per motivi di layout)


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