Molto rumore per nulla?
di Luciano Uggè e Simona Maria Frigerio
Un po’ come in Grand Budapest Hotel e un po’ come nella curatela della mostra, Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori (1), Wes Anderson ci accompagna nel suo algebrico e algido universo estetico con raffinato distacco (perfetta la ripresa dall’alto della stanza da bagno di Zsa-zsa Korda, quasi un omaggio a Psycho e alle coreografie acquatiche di Esther Williams).
L’elemento onirico-surreale esplode negli inserti in banco e nero – similmente al ben più seducente e grottesco Blancanieves di Pablo Berges. Mentre i rimandi a opere pittoriche grondano quasi in ogni scena del film e tracimano un’erudizione che non è mai pedante – in quanto coerente con stile e stilemi di Anderson.
La suddivisione del film in capitoli/scatole pare quasi la riproposizione delle sale della sua Wunderkammer, allestita a Fondazione Prada, con un parodico rovesciamento dei ruoli finale ove Benedict Cumberbatch, lo zio Nubar, sembra passare dai panni di Sherlock Holmes, che lo hanno reso famoso, a quelli della nemesi (di Zsa-zsa), il professor Moriarty. Benicio del Toro, come sempre, giganteggia anche solo quando solleva un sopracciglio. Cast tanto faraonico quanto sprecato.
Qua e là il film si fa più graffiante anche se non mostra mai veramente le unghie: la complicità del potere, sacro e profano, i giochi speculativi, le carestie o l’aumento del prezzo di particolari prodotti a fini speculativi o per sfruttare la manodopera locale ridotta in semi-schiavitù scivolano tra le righe ma non vergano certamente la pagina di un film di denuncia.
L’happy ending ha il sapore edulcorato de Il favoloso mondo di Amélie, dove tutti fanno un passo indietro per consegnarci un mondo più buono – tra bacetto Perugina e biscottino cinese.
La trama fenicia (The Phoenician Scheme)
regia Wes Anderson
soggetto Wes Anderson e Roman Coppola
sceneggiatura Wes Anderson
produttore Wes Anderson, Jeremy Dawson, John Peet e Steven Rales fotografia Bruno Delbonnel
montaggio Barney Pilling
musiche Alexandre Desplat
scenografia Adam Stockhausen e Anna Pinnock
costumi Milena Canonero
con Benicio del Toro: Zsa-zsa Korda, Mia Threapleton: suor Liesl, Michael Cera: Bjorn Lund, Tom Hanks: Leland, Bryan Cranston: Reagan, Riz Ahmed: principe Farouk, Jeffrey Wright: Marty, Scarlett Johansson: cugina Hilda, Richard Ayoade: Sergio, Rupert Friend: Excalibur, Hope Davis: madre superiora, Benedict Cumberbatch: zio Nubar, Bill Murray: Dio, Charlotte Gainsbourg: prima moglie, Willem Dafoe: Knave, Mathieu Amalric: Marseille Bob, F. Murray Abraham: profeta
Usa, Germania, 2025
venerdì, 1° agosto 2025
In copertina: La Locandina del film (particolare per ragioni di layout)

