
Report di sabato 2 agosto da OV 2025
di Simona Maria Frigerio
La giornata festivaliera inizia in piazza Duomo, nella Loggia del Comune, con la restituzione in VR di Abbraccia un Borgo/Embracing Places – ideazione di Margherita Landi e Agnese Lanza. Il progetto dal vivo, come presentatoci l’anno scorso, doveva comportare il coinvolgimento della cittadinanza di vari borghi che avrebbero abbracciato gli stessi (immaginiamo intorno alle Mura di Lucca come sarebbe stato suggestivo vedere centinaia di persone stringersi le une alle altre in segno di compartecipazione, empatia, condivisione – soprattutto in questi tempi di crimini di guerra e genocidio). Il risultato, però, è altro. Le persone si siedono, ognuna si rinchiude nel suo mondo (il che è eticamente e poeticamente in contrasto con la necessità di tale progetto creativo) e, attraverso un visore, osserva alcune persone abbracciarsi tra loro e, a un certo punto, una delle performer farsi gigantesca (errore tecnico?) e abbracciare chi sta osservando attraverso il visore questa scena abbastanza noiosetta e ripetitiva. Fine.
Passiamo a Cappuccetto Rosso nel bosco, ideato da Zaches quando i teatri – a causa della Covid-19 – erano chiusi e si era costretti a inventarsi modi di incontro, anche teatrali, solo all’aperto. In realtà la location, il boschetto che circonda le Mura di San Gimignano, appena sotto la Rocca di Montestaffoli, è perfetta. La storia affascina i bambini presenti, che seguono rapiti. Come sempre con Zaches, ottimo l’uso delle maschere (qui, quella della protagonista, offre assonanze con il Teatro del Nō giapponese). Ottimo l’uso del teatro delle ombre e di figura, musiche e suoni in armonia col racconto e la natura che ci circonda. Bella l’idea del bruco che si trasforma in farfalla, o come affermano i buddisti della Soka Gakkai “trasformare il veleno in medicina”. Vi è sapore di eterno ritorno e Cappuccetto Rosso, come le protagonista di altre fiabe (ma non tutte, basti pensare alla Sirenetta o a Scarpette rosse – ci assicura la Voce Narrante, crescerà (tanto è vero che inserisce il suo piccolo cappuccio rosso in una boccetta, e la posiziona nella scatola delle fiabe. Basterà sturarla e il suo aroma riprenderà a fluire nell’etere. Applauso.
Peccato che poi Zaches caschi nel pedagogico e inizi a raccontare che il cacciatore è un’invenzione ottocentesca e le donne devono salvarsi da sole, senza attendere l’aiuto degli uomini. Falso. Nessuno si salva da solo. Né maschio né femmina. Come scriveva in questi giorni Andrea Zhok, professore di filosofia morale all’università degli Studi di Milano: “Quando insegnano ai giovani che gli anziani in pensione gli rubano il futuro, e agli anziani che i giovani sono degli inutili bamboccioni. Quando aizzano una guerra perenne tra i sessi a colpi di DDL sul femminicidio, ciance sul soffitto di cristallo, colpevolizzazioni preventive ad alzo zero dei maschi in quanto maschi, ecc. Quando concentrano il discorso pubblico sulle discriminazioni razziali, presunte o reali, quando trasformano l’antisionismo in antisemitismo, quando leggono costantemente conflitti sociali e problemi di ordine pubblico con lenti etniche e razziali (pensate alla ‘affirmative action’ (1) negli USA). Quando, insomma, spacchettano la società secondo linee di opposizione prepolitica, fondate su caratteristiche naturali (non storiche, non culturali, non economiche) quello che stanno facendo NON è un fraintendimento, NON è un errore di lettura dei fatti”. E più oltre: “Qui non abbiamo a che fare con un qualche errore accidentale, ma con una precisa strategia ideologica, una strategia teorizzata e governata a monte. Costruire il discorso pubblico secondo queste linee di faglia, alimentare le opposizioni interne alla società lungo queste linee oppositive significa esaurire le capacità di reazione interne a una società bruciandole in direzioni dove si condannano a rimanere sterili. Ciò che tutte queste discussioni hanno in comune è di lasciare rigorosamente da parte ogni riferimento ai rapporti di potere reale. Ci si accapiglia allo stremo su opinabilissime istanze di ‘potere simbolico’ mentre si rimuovono sullo sfondo, come un fattore accidentale, stantio e, diciamocelo, noiosetto, le questioni di potere reale: potere contrattuale, ricatto economico, gerarchie di capitale, ma anche potenza industriale e militare”.
E chiudiamo la serata con La guerra svelata di Cassandra. Aletheia. Partiamo da quest’ultimo termine – sconosciuto ai più, immaginiamo – che ha molteplici sfumature di senso: svelamento (appunto), ma anche rivelazione e verità. Ciò a cui ci troviamo di fronte, a livello scenografico e registico è, però, lontanissimo dal titolo: Casssandra mangia da un tupperware di plastica, stantii video in stile teatro anni 90 fanno da sfondo cercando di mescolare mito e realtà, e un giovane Enea in mutande ripreso in bianco e nero – che non si sa bene se danzi o combatta – interviene, sempre in video, in maniera estemporanea.
Le immagini dei conflitti dei nostri giorni purtroppo non hanno alcun aggancio con il lungo monologo, abbastanza bizantino e macchinoso: nulla, ripetiamo, connette (logicamente o politicamente) la guerra sotto le Mura di Ilio alla Terza Guerra Mondiale a pezzi. Le guerre di oggi non sono frutto di una bugia: al massimo si può dire che la propaganda massmediatica le alimenta ferocemente, ma le ragioni non sono rintracciabili nell’orgoglio o nella menzogna di un Re, quanto nelle mire imperialiste, capitaliste e predatorie della società consumistica occidentale e delle borghesie e delle élite compradore.
Le guerre non le vogliono solo gli uomini (nonostante Cassandra lo rivendichi dal palco): basti guardare a una Kaja Kallas o a una von der Leyen in elmetto e giubbotto antiproiettile; al sì della cosiddetta capitana Rackete all’uso da parte dell’Ucraina di armi occidentali in territorio russo; o ascoltare le invettive razziste e genocidiarie della leader israeliana Tally Gotliv, membro del Likud, che rivendica: “Ogni persona a Gaza che non coopera con Israele è, per quanto mi riguarda, un morto vivente” e chiede la distruzione di Gaza con missili balistici per mantenere quella che lei definisce ‘dissuasione’. Gotliv è tra coloro che sostengono di sottoporre “la popolazione di Gaza” alla (per noi) tortura della “sete e della fame” come mezzi per “ottenere gli obiettivi militari di Israele”. E tutte queste, come la Lady di Ferro o Bloody Mary, sono donne. La guerra è insita nella natura – come dimostrano gli scimpanzé del Gombe. Dovrebbe essere la cultura o l’ideologia politica a rifiutarla quale mezzo di risoluzione delle controversie tra Stati (come reciterebbe la nostra Costituzione, calpestata e gettata alle ortiche decenni fa).
Questa Cassandra non convince, pindarica e mettatoriale, strappa l’applauso di chi, a teatro, è ancora abituato a veder rispecchiare la propria visione di sé. Ma ormai l’Occidente dovrebbe smettere di rivendicare come propri i valori di libertà e democrazia, essendo solo portatore di imperialismo, capitalismo, ferocia predatoria e razzismo (2).
Gli spettacoli sono andati in scena nell’ambito di Orizzonti Verticali 2025:
San Gimignano, varie location
sabato 2 agosto, ore 18.00
Loggia del Comune
Compagnia Giardino Chiuso presenta:
Abbraccia un Borgo/Embracing Places
ideazione Margherita Landi e Agnese Lanza
regia VR Margherita Landi
co-progettazione Massimo Bevilacqua
hanno generosamente donato i loro abbracci Chiara Salvadori, Nicola Bochicchio, Beatrice Boldrini, Antonella Artini, Simona Cifariello, Nicolas Di Paolantonio, Nadia Di Paolantonio, Alessandra Padelletti Coda, Alessia Aliraj, Maria Luisa Farsi, Margherita Landi e Agnese Lanza
produzione Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali
con il contributo di MiC Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU, Regione Toscana
in collaborazione con DIDA – Dipartimento di Architettura / Università degli studi di Firenze
main partner Gold Enterprise, Comune di San Gimignano – Assessorato alla Cultura
progetto vincitore della Menzione Onoraria al CultTech per ArsElectronica Award 2024 – Vienna, finalista al Fedora Prize – Digital
(installazione VR, ingresso gratuito)
sabato 2 agosto, ore 19.00
Rocca di Montestaffoli
Zaches Teatro presenta:
Cappuccetto Rosso nel bosco
regia, drammaturgia, coreografia Luana Gramegna
maschere, costumi, oggetti di scena Francesco Givone
musica dal vivo e paesaggio sonoro Madoka Funatsu
compositrice Cristina Petitti
con Gianluca Gabriele, Amalia Ruocco, Enrica Zampetti
assistente costumi e oggetti di scena Alessia Castellano
realizzazione costumi Giulia Piccioli
management e distribuzione Theatron 2.0
produzione Zaches Teatro
con il sostegno di MiC, Regione Toscana
(teatro per famiglie e bambini dai 4 anni)
ore 21.30
Palco della Rocca di Montestaffoli
Nutrimenti Terrestri presenta:
La guerra svelata di Cassandra. Aletheia
di Salvatore Ventura
regia Alessio Pizzech
con Gaia Aprea
costumi supervisione Gianluca Sbicca
musiche Dario Arcidiacono
contributi Video Andrea Montagnani
voce di Enea Tommaso Garrè
corpo di Enea Giovanni Boni
assistente alla regia Adriana Mangano
produzione Nutrimenti Terrestri, Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali
in collaborazione con Mythos Troina Festival
con il Sostegno di Mic, Regione Sicilia, Regione Toscana
(teatro)
(1) Basti pensare al libro The Human Stain di Philip Roth per capire il peso di tale norma sull’ordinamento accademico o le accuse mosse negli ultimi anni da Noam Chomsky contro la woke culture, ad esempio con A letter on justice and open dibate
(2) https://www.inthenet.eu/2025/08/01/intervista-a-mike-van-graan-autore-teatrale-e-presidente-dellafrican-cultural-policy-network/
venerdì, 15 agosto 2025
In copertina: Una veduta di San Gimignano, foto della Redazione di InTheNet







