Il giardino selvaggio, Mark Mills
L’arte del giallo
di Simona Maria Frigerio
Un po’ naïf, sebbene piacevole, il romanzo di Mark Mills, in delicato equilibrio tra mystery e romance. Lettura adatta all’estate e alle giornate che si trascorrono crogiolandosi al sole o, in primavera, quando è piacevole percorrere i crinali delle Terre di Siena ricoperti di vigneti. Ma anche come regalo per un compleanno: quale anticipo per il tempo che verrà o ricordo di un passato appena trascorso.
E ora veniamo al libro. Mills utilizza una serie di stilemi letterari con accortezza e parsimonia senza appesantire troppo la trama. Vi sono salti temporali, l’inserto di testi estranei, messaggi e un autentico enigma o, forse, sarebbe meglio parlare di un puzzle da ricostruire. Si avverte il fascino degli anni 50 del Novecento, e di una geografia cara alla celluloide grazie a una Toscana rurale da Camera con vista – del resto, Mills è londinese e, prima di diventare uno scrittore a tempo pieno, ha lavorato come sceneggiatore in The Reckoning (un mistery ambientato nel Medioevo e tratto dal romanzo Morality Play di Barry Unsworth) e in The Lost Son (un poliziesco, ambientato nel mondo della prostituzione infantile).
Proprio grazie a questa sua attività per il cinema, si sente il gusto per il dialogo, per la mescolanza dei piani temporali, per i cliffhanger a fine capitolo (di cui è maestro uno tra i migliori giallisti in circolazione, Jeffery Deaver), per il giusto ritmo tra azione e indagine ma, soprattutto, per quel mix tra innamoramento e scoperta della verità che caratterizza molti tra i migliori film noir fin dai tempi di Humphrey Bogart e Lauren Bacall.
La Toscana ma, soprattutto, una antica dimora padronale con magnifico giardino fanno da sfondo a un mistero che, a essere sinceri, risulta abbastanza prevedibile anche a causa del côté melodrammatico. E difatti l’interesse risiede più che nello scoprire vittime, assassini e moventi, nel rintracciare il simbolismo celato nel giardino stesso, che si presenta al lettore fin dalle prime pagine (anche grazie alla piantina) come il vero protagonista dell’enigma.
Nella penna di Mills si sente il piacere di descrivere un mondo sofisticato, alto-borghese, ben educato e attento alle buone maniere – da Ritratto di signora o Il giardino dei Finzi-Contini, sebbene l’ambientazione sia differente. E però un certo modo di relazionarsi in punta di forchetta, di usare parole forbite emerge di quando in quando con descrizioni doviziose di particolari.
Come non immaginarci, mentre indossiamo una maglia da cricket bianca con scollo a V e una minigonna a pieghe in tinta, la fascia tra i capelli e, magari, un fiocco, stese accanto ad Adam, felice, che “abbandonato sull’erba si godeva la brezza notturna e la conversazione”? Come possiamo non arrovellarci sulla figura che pare copiare il Mr. Rochester di Charlotte Brontë, sebbene inventata da Mills: “Benedetto, il marito della signora Docci. Che cosa lo aveva spinto a conservare intatto il luogo dell’omicidio di Emilio, obbligando la famiglia a convivere con quel ricordo, invece di lasciare loro libero accesso alla scena del delitto? […] Anche considerando il dolore che lo sconvolgeva, c’era qualcosa di inusuale, persino di scortese, nel suo comportamento. Tradiva un vago sentore di fanatismo tipico delle penitenze”. Ogni paragrafo trasuda, a livello linguistico e descrittivo, ma anche affettivo, un piccolo mondo antico ormai scomparso: “Percorsero il resto del sentiero quasi senza parlare e si fermarono brevemente nell’ultima radura, quella con la statua di Venere china su Adone morente. Era l’ultima dell’itinerario e il loro messaggio di dolore e lutto divenne per Antonella e Adam quasi insopportabile…”.
Piacevole, ben scritto, godibile soprattutto se non si conosce bene la Toscana, un po’ démodé. Adatto soprattutto a chi senta il bisogno di tuffarsi in un universo ormai scomparso, in un romanzo da primo Novecento di chiaro stampo britannico.
Il Giardino Selvaggio
di Mark Mills
traduzione Marta Matteini
Giulio Einaudi Editore, 2008 e 2009
334 pagine
Euro 12,50
venerdì, 22 agosto 2025
In copertina: particolare della copertina dell’edizione Einaudi con foto di Jean-Baptiste Leroux / Jacana / Eyedea / Contrasto. Progetto grafico 46xy

