Non solo in Ucraina
di Luciano Uggè e Simona Maria Frigerio
È un flash vedere il generale Igor’ Kirillov, Comandante del Corpo truppe difesa radiazioni, chimiche e biologiche, che ha indagato sia sui biolaboratori statunitensi in Ucraina (1) sia sull’origine del Sars-Cov-2, ed è stato ucciso con il suo assistente in un attentato il 17 dicembre scorso. Per il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (la famigerata SBU), il generale, al contrario, sarebbe stato responsabile di “uso massiccio di armi chimiche” durante quella che definiscono ‘invasione russa dell’Ucraina’ – ma non ci risultano prove al riguardo. Mentre è certo che il Sottosegretario di Stato alle Politiche Estere, Victoria Nuland, ha ammesso ufficialmente l’esistenza di laboratori di ricerca biologica nel Paese governato da Zelensky e che gli States stessero operandosi per evitare che i russi ne prendessero possesso (2). Questo video ufficiale (di un’audizione del 7 marzo 2022) è presente in rete (così come nel documentario di RT) e non può non sollevare un dubbio: se i laboratori statunitensi in Ucraina non fossero stati finanziati per ingegnerizzare virus o creare nuovi patogeni, bensì per immunizzare o curare da eventuali malattie epidemiche, perché preoccuparsi che i russi acquisissero il materiale relativo agli esperimenti effettuati negli stessi? Perché avrebbero, magari, sottratto qualche brevetto a Big Pharma o agli States?
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Premessa fatta, il 3 settembre, in prima nazionale, presso Hacking Labs Aps, è stato trasmesso il documentario di RT, BIOLAB, la guerra biologica, che tratta (con un sovraccarico di informazioni spesso non sufficientemente approfondite) proprio l’argomento dei laboratori statunitensi che, all’estero, svilupperebbero e sperimenterebbero sulle (ignare) popolazioni locali gli effetti di agenti patogeni e virus potenziati, da usare come armi biologiche in futuri scenari di guerra. Gli esempi citati non riguardano solamente l’Ucraina, in quanto i giornalisti intervistati hanno affrontato anche il discorso del laboratorio Lugar, presente in Georgia (3) – che aveva già sollevato i dubbi del Cremlino sulle ricerche ivi svolte e i finanziamenti ricevuti dagli States – e di quello presente in Crimea, prima del referendum che ha sancito l’adesione della penisola alla Federazione Russa.
Ma se fino a qui molti di voi penseranno che, affermazioni di Nuland a parte, il resto sia propaganda filorussa, vi rimandiamo a un articolo interessante (4), nel quale si afferma che: “Secondo il Global BioLabs Report 2023 del King’s College London, ci sono attualmente 69 laboratori BSL-4 (il livello di biosicurezza più alto) operativi o in costruzione in 27 Paesi, con un aumento di 10 laboratori dal 2021, soprattutto in Asia. A questi si aggiungono 57 laboratori BSL-3+, una categoria meno standardizzata ma comunque utilizzata per ricerche ad alto rischio, come quelle GoF (5).La maggior parte di questi laboratori si trova in Europa, Nord America e Asia, con una crescente espansione in Paesi asiatici come Cina e India. I laboratori BSL-4 sono progettati per gestire patogeni estremamente pericolosi, come i virus Ebola, Marburg o vari coronavirus, mentre i BSL-3+ sono spesso usati per studi GoF su patogeni come l’influenza aviaria (H5N1) o SARS-CoV-2”.
Questo come è possibile visto che gli Stati Uniti (come la Russia, del resto, e altri 181 Stati in giro per il mondo) hanno firmato, il 10 aprile 1972, la Convenzione sulle armi biologiche (BWC) che vieta lo sviluppo, la produzione e lo stoccaggio di armi biologiche e tossiniche, e ne impone la distruzione?
Facciamo un passo indietro
Si è spesso parlato e scritto sugli esperimenti nazisti sui prigionieri e su Josef Mengele, in particolare. Molto meno sull’Unità 731 (6), un’unità segreta di ricerca e sviluppo di armi chimico-biologiche dell’Esercito Imperiale Giapponese, attiva tra il 1936 e il 1945, sotto la direzione del tenente generale Shirō Ishii – che operò esperimenti letali su prigionieri di guerra e su civili cinesi, per testare gli effetti di malattie, virus e infezioni, con l’obiettivo di verificare il loro possibile utilizzo quali armi biologiche. Su questi cosiddetti esperimenti (che sarebbe più appropriato definire crimini di guerra e contro l’umanità), gli States calarono un velo (come riportato nel documentario e come ormai acclarato anche a livello storico) in quanto si resero conto della loro importanza per eventuali ricerche statunitensi nel settore e i risultati conseguiti dall’Unità 731 sono ora custoditi a Fort Detrick, nel Maryland (7).
Ma come continuare tali esperimenti se, nel frattempo, si è firmata la BWC? Nel documentario, la risposta che danno i giornalisti intervistati e che da anni fanno inchieste in questo settore, è che il Ministero della Difesa statunitense, attraverso appalti di aziende private, continui a farli in Paesi terzi – un po’ come accadeva durante la cosiddetta ‘guerra al terrore’ con persone che l’FBI e la CIA non avevano prove per portare di fronte a un Tribunale e, quindi, i servizi segreti statunitensi rapivano e portavano in Paesi terzi per farle torturare impunemente, come riferisce l’inchiesta e la denuncia dell’ACLU (8).
Seguire i soldi
Una delle parti più interessanti del documentario e che andrebbe approfondita dai colleghi di RT (ma non solo) è quella dei collegamenti finanziari proprio tra il Dipartimento della Difesa, società private e gli eventuali introiti che derivano da ricerche su virus potenziati e che portano, a loro volta, allo studio di nuovi vaccini i quali, venduti a miliardi di individui terrorizzati, generano una enorme ricchezza non solamente per le Case farmaceutiche ma anche per eventuali ‘mediatori politici’ – non solamente a livello personale o familiare (nel documentario si accusa esplicitamente la famiglia Biden per il caso Burisma, che però non è collegato al settore farmaceutico) e interi partiti (in questo caso, a giovarsene, sarebbe stato il Partito Democratico).
Se è impossibile per noi seguire i collegamenti su descritti senza prove documentali, l’affaire Burisma Holdings (la compagnia energetica ucraina) è stato denunciato anche da importanti quotidiani statunitensi come il New York Times (9). Perfino il Guardian (10) ha riportato la dichiarazione di James Comer, membro della Camera dei Rappresentanti per il Partito Repubblicano, che ha guidato un’inchiesta del Congresso statunitense riguardo agli affari di Hunter Biden, definendo gli stessi: “il più grosso scandalo di corruzione politica nella nostra storia”.
Tangenti, lobbies, scambio di favori tra politica e multinazionali (in questo caso, però, del settore energetico e non farmaceutico): nulla di nuovo sotto il sole, per noi italiani. Come titolava Il Giornale nel 2023 (11), “Burisma, ora Biden trema per le registrazioni con il figlio in Ucraina” e sottotitolava: “Il fondatore della società ucraina , coinvolto in un ‘presunto schema di corruzione’, afferma di avere 17 registrazioni riservate con Joe e Hunter Biden”. Ma sappiamo come ‘ogni salmo finisca in gloria’ e, con la grazia concessagli dal padre, Hunter ormai è al sicuro.
E però la cosa potrebbe farsi più interessante se si scoprissero i “legami Potenziali tra l’Wuhan Institute of Virology e l’Origine della Pandemia di Covid-19” (12) e come mai “nel 2018, un anno prima della pandemia, EcoHealth (13), in partnership con l’WIV, in una richiesta di fondi a DARPA (segmento del Dipartimento della Difesa US, n.d.t.) proponeva di creare un virus con le caratteristiche del SARS-CoV-2 con un sito di scissione furina, che è la medesima peculiarità che rende gli umani sensibili all’infezione da Covid-19”.
Ovviamente noi non possiamo che rifarci alla documentazione data alla stampa dagli Stati Uniti e che abbiamo già pubblicato: 520 pagine dell’inchiesta del Congresso (12), che non riescono comunque a scalfire le reticenze di Anthony Fauci sulla Covid-19 (anche lui ormai fuori dai giochi, in quanto graziato preventivamente dall’ex Presidente Biden).
A meno che un giorno il Presidente Xi Jinping non affronti lui l’argomento e riveli se esiste una connessione, non sapremo mai se il Sars-Cov-2 sia o meno un virus ingegnerizzato, da chi e perché: nel Laboratorio di Wuhan o direttamente a Fort Detrick? Sfuggito per caso o portato (involontariamente) dai militari statunitensi ai Giochi Militari di Wuhan, tenutisi dal 18 al 27 ottobre 2019 (14)?
Muri di gomma
Quello che ci consegna il documentario sono una serie di dubbi. Tra gli altri, ci chiediamo cosa si studi e si sperimenti nei laboratori biologici statunitensi in Europa occidentale. È Limes a titolare il 30 marzo 2020: “Il Laboratorio militare Usa trasferito a Sigonella aveva scoperto il Coronavirus del 2012” e a sottotitolare: “Gli Stati Uniti hanno recentemente trasferito il laboratorio medico-scientifico della Marina dall’Egitto alla Sicilia. La pandemia di Covid-19 non c’entra, ma il contributo degli scienziati militari a stelle e strisce è già stato decisivo nell’identificazione di MERS-CoV” (15). E se anche non vogliamo (o non possiamo) credere che gli statunitensi utilizzerebbero tali armi biologiche in un conflitto – come essere certi che un virus ingegnerizzato non ‘sfugga’ ai controlli o qualche Paese o gruppo terroristico, magari meno rispettoso della vita umana, non utilizzi qualche arma biologica se messo alle strette? Del resto, persino alla Boston University, Forbes ha acclarato che i National Institutes of Health hanno finanziato una ricerca che ha condotto alla creazione di “una chimera, soprannominata Omi-S, con la quale hanno ucciso l’80% delle cavie infettate, mentre il virus originale Omicron causa una lieve infezione, non fatale” (16). Quindi, gli studi sul Gain of Function continuano anche su suolo statunitense – con fondi che dovrebbero essere destinati non già alla Difesa ma alla Sanità pubblica.
Questa non è propaganda ma una legittima richiesta dei cittadini di chiarezza da parte dei loro Governi.
La proiezione si è tenuta:
Hacking Labs Aps
via Piaggiori Basso, 212 – Capannori (LU)
mercoledì, 3 settembre 2025, ore 21.00
BIOLAB, la guerra biologica
(prima visione nazionale)
(1)
(3) https://www.eastjournal.net/archives/107630
(5) GoF: Gain of Function, ovvero studi sui virus già esistenti in natura per potenziarne gli effetti nocivi su uomini e animali
(6) https://it.wikipedia.org/wiki/Unità_731
(7) https://www.lacittafutura.it/esteri/le-uova-del-serpente-–-dall’unità-731-a-fort-detrick
(8) https://www.aclu.org/issues/national-security/torture/extraordinary-rendition: “Extraordinary rendition is the practice of kidnapping or capturing people and sending them to countries where they face a high risk of torture or abuse in interrogations. Under the Bush administration, the U.S. government systematically sent people off to a ‘who’s who’ of nations known to use torture – including Egypt, Syria, Uzbekistan, and Yemen. Under the Bush administration’s program, the CIA rendered at least hundreds of people to torture in other countries, both in facilities run by foreign intelligence agencies or in CIA-run ‘black sites’.”
(9) https://www.nytimes.com/2024/08/13/us/politics/hunter-biden-ukrainian-company.html
(10) https://www.theguardian.com/us-news/article/2024/aug/14/hunter-biden-burisma-energy-company
(11) https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/fondatore-burisma-ha-17-registrazioni-su-joe-e-hunter-biden-2166634.html
(12)
(13) https://www.ecohealthalliance.org/
(14) https://www.corriere.it/sport/20_maggio_07/coronavirus-wuhan-quei-mondiali-militari-atleti-tornati-cina-quelle-strane-febbri-novembre-8924b39a-9037-11ea-b981-878bbbd902eb.shtml
(15) https://www.limesonline.com/limesplus/il-laboratorio-militare-usa-trasferito-a-sigonella-aveva-scoperto-il-coronavirus-del-2012-14706868/
(16)
venerdì, 12 settembre 2025
In copertina: Locandina gentilmente fornita da Vincenzo Lorusso

