Da capitale del Barocco a palcoscenico dell’arte contemporanea
di Luciano Uggè
Partiamo da una novità: Lecce si candida quale capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2027 e fa già parte di CreArt – Network of cities for artistic creation, un progetto europeo quinquennale teso a favorire la mobilità degli artisti e delle opere, coordinato della Fondazione Comunale per la cultura di Valladolid e che comprende 14 città (1). A dimostrazione, la profusione di gallerie con pregevoli opere non solo del tipico artigianato locale.
Prima tappa del tour nel Barocco, la Cattedrale di Santissima Maria Assunta e Sant’Oronzo, in piazza del Duomo, affianco dell’Episcopio. Si contraddistingue per una facciata principale semplice a livello decorativo, sviluppata in due ordini dove sono presenti le statue dei Santi Pietro e Paolo, di San Gennaro e di San Ludovico da Tolosa. Per chi entra dal sagrato ecco, al contrario, uno scenografico prospetto settentrionale, suddiviso in cinque sezioni da paraste e colonne scanalate, e la cui trabeazione è coronata da una balaustra alternata da colonnine e pilastrini. Al centro, spicca la statua di Sant’Oronzo. Si fa notare, lateralmente, il campanile – edificato tra il 1661 e il 1682 – su base quadrata e suddiviso in cinque piani rastremati, sormontati da una cupola ottagonale maiolicata, sovrastata da una statua in ferro sempre del Santo (in restauro al momento della nostra visita). Scandita solo da monofore, la torre campanaria raggiunge l’altezza di 70 metri.
Eretta nel XVII° secolo, la Chiesa di San Matteo, incastonata in una minuscola piazzetta, non potrà non riportarvi alla mente la più famosa San Carlo alle Quattro Fontane di Francesco Borromini, in quanto la facciata è anch’essa convessa all’ordine inferiore e concava al superiore. Sempre nel solco degli edifici religiosi, consigliamo una visita anche alla Chiesa di Santa Chiara, ricostruita quasi completamente nel XVII° secolo, e la cui facciata presenta un portale decorato riccamente con motivi vegetali, sormontato da un timpano mistilineo con, al centro, lo stemma dell’ordine delle clarisse. L’edificio ha alcune particolarità. Innanzitutto, una pianta ottagonale allungata, lungo le pareti interne una serie di grate da cui le monache partecipavano, in passato, alle funzioni, e infine una tela di Sant’Agnese firmata da Francesco Solimena, architetto e pittore celebre nello sviluppo sia dello stile Barocco sia di quello Rococò.
Tra gli edici civili, merita sicuramente una foto Palazzo Vernazza, esempio di architettura rinascimentale in pietra leccese, tra i più antichi della città (risalendo ai secoli XV°-XVI°), e la cui Torre Signorile – alta una ventina di metri – è databile al tardo Quattrocento. Grazie a un importante intervento di ristrutturazione statale, nel 2011 questo splendido edificio è stato restituito alla cittadinanza. Durante i lavori, si sono scoperte tracce dell’Età del Ferro e, poi, di epoca Romana, come l’intera area adiacente che, soprattutto in epoca Augustea (I° secolo a.C. / I° secolo d.C.), vide l’edificazione del Teatro, dell’Anfiteatro e delle Terme Pubbliche, oltre che di un Santuario dedicato a Iside
Nei pressi, quindi, è possibile ammirare anche i resti dell’Anfiteatro Romano attualmente in fase di restauro. Concepito per ospitare fino a 25mila spettatori, ricavato in parte nella roccia e in parte costruito su arcate, rimangono alla vista – oltre a una parte dell’arena ellittica – le gradinate dell’ordine inferiore, e due corridoi anulari, uno che corre sotto le gradinate, e il secondo, esterno, porticato.
Il Castello di Carlo V° d’Asburgo, infine, sta giovandosi anch’esso di importanti lavori di recupero, soprattutto della piazza d’armi, ed è oggi sede dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Edificato a partire dal 1539 su un vecchio baluardo principesco, di epoca medievale conserva – di età sveva o angioina – la torre svettante di forma quadrata, che si trova al centro della fortezza quadrangolare con altrettanti bastioni.
Il consiglio, come sempre, è lasciarsi condurre dal Genius loci o dall’estro personale, scegliendo tra i gusti del gelato locale, la mandorla con i fichi, e di entrare da Porta Napoli, sicuramente la più comoda per visitare il centro.
(1) https://www.creart-eu.org/presentation
venerdì, 19 settembre 2025
In copertina: L’Anfiteatro Romano in fase di restauro, foto de La Redazione di InTheNet

