
65 anni di relazioni diplomatiche: Cina e Cuba festeggiano a Beijing
di Luciano Uggè
Mentre i cosiddetti volonterosi si riuniscono con Zelensky per cercare di far quadrare il cerchio – della serie Mission Impossible 2 – con il summit della SCO e i festeggiamenti per l’80° anniversario della vittoria cinese sul Giappone, nella Seconda guerra mondiale, l’asse del mondo si è decisamente spostato. Ormai il miliardo d’oro è talmente impelagato in una crisi economica ma soprattutto etica e di legittimità, che le sue marionette rasentano il ridicolo; mentre il resto del mondo avanza, magari a passi troppo lenti per Gaza e il popolo palestinese, ma avanza – verso il multipolarismo e la fine dell’egemonia euroatlantica.
Tra i segnali positivi provenienti da Beijing, l’incontro tra il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, e il vicepresidente cinese, Han Zheng, dello scorso 4 settembre. Partendo dal ricordo delle relazioni storiche tra Fidel Castro e Mao Zedong, si è tenuta una cerimonia – di buon auspicio anche per il futuro prossimo – nella sede dell’Associazione di Amicizia del Popolo cinese con i Paesi Stranieri, durante la quale Díaz-Canel ha ringraziato la Repubblica Popolare per l’appoggio costante contro il bloqueo statunitense. Díaz-Canel, presente a Beijing per le commemorazioni degli 80 anni dalla Guerra di Resistenza cinese contro l’aggressione giapponese (avvenuta nel 1937 e protrattasi fino al 1945), ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra i due Stati, anche a livello internazionale – affermazione confermata, poi, dal presidente Xi Jinping.
Díaz-Canel (come riportano vari giornali latino-americani) ha sottolineato che tali vincoli assumono un significato ulteriore in quanto coincidono con un momento di consolidamento strategico tra crescenti tensioni mondiali.
Venendo all’economia (visti anche i gravi problemi energetici di Cuba), Díaz-Canel ha affermato che la presenza di aziende cinesi in settori chiave per lo sviluppo economico dell’isola caraibica, interesseranno non solamente il settore energetico ma anche le biotecnologie e le infrastrutture. L’integrazione economica dovrebbe passare dalla compartecipazione di esperienze e conoscenze – un qualcosa che gli occidentali hanno sempre rifiutato, aggiungeremmo noi, tentando di monopolizzare le tecnologie di ultima generazione e il know how, e trasformandoli in strumenti per esercitare la propria egemonia a livello economico ma anche culturale nel Sud del mondo.
Il presidente cubano ha visitato altresì Guangdong, provincia cinese situata sulla costa meridionale della Cina continentale, di fronte a Hong Kong: una tra le più prospere e in tumultuoso sviluppo dell’intero Paese. Qui ha incontrato le autorità locali e visitato diversi parchi tecnologici per capire su quali basi operare per il miglioramento del settore cibernetico. Con gli imprenditori di Shenzhen, in particolare, il Presidente cubano ha rammentato che il suo Paese ha tra le proprie priorità la produzione di generi alimentari (Guangdong ha un passato e un presente nel settore primario di tutto rispetto) e di energia, oltre che di rafforzare la sicurezza digitale. A loro volta, gli imprenditori cinesi hanno manifestato il proprio interesse ad aumentare la loro presenza nell’isola, il che darebbe nuove prospettive di sviluppo a entrambi i Paesi ma, aggiungeremmo noi, sarebbe una fattiva speranza di sopravvivenza, in questo difficile momento, proprio per Cuba. Díaz-Canel ha anche sottolineato l’importanza crescente (e ormai ben nota anche al barcone occidentale, manovrato da marinai ubriachi di egotismo) delle relazioni Sud-Sud, in materia economica ma anche per la difesa della sovranità nazionale, dei vari Paesi, da pressioni esterne.
Il presidente cinese, Xi Jinping, ha reiterato, durante l’incontro con Díaz-Canel, a Beijing, che la Repubblica Popolare continuerà ad appoggiare lo sviluppo economico di Cuba e la sua Resistenza al bloqueo statunitense. A riprova, l’annuncio di 11 accordi di cooperazioni in settori quali la sicurezza globale, l’agricoltura, l’intelligenza artificiale e per il futuro comune nell’ambito della Belt and Road Initiative.
Del resto non fu Mao Zedong a dire: “Non dispiacerti di ciò che non hai potuto fare, rammaricati solo di quando potevi e non hai voluto”?
venerdì, 19 settembre 2025
In copertina: Ernesto Che Guevara in un poster della Redazione di InTheNet






