Torna il mantra dei 20mila bambini ‘rubati da Putin’
di (e traduzioni di) Simona Maria Frigerio
Il 31 ottobre, notte di Halloween (All Hallows’ Eve), ovvero la vigilia di Ognissanti – ormai degradata a zucche vuote riempite di lumicini e il melenso ‘dolcetto o scherzetto’ – era in un certo senso naturale che si riproponesse anche la figura dell’‘orco’ – e chi meglio del Presidente Putin potrebbe incarnarla nel programma FarWest (1)?
Ecco quindi un breve reportage di Ludovico Tallarita, intitolato Guerra Russia-Ucraina: il traffico di minori o (il sovratitolo cambia nel corso della trasmissione) Ucraina: Dove sono finiti 20.000 bambini?. 20.000: avete letto bene. Un numero enorme, paragonabile a quello dei bambini trucidati da Israele a Gaza (per il quale il Premier Netanyahu dubitiamo risponderà mai). Partiamo quindi da detta cifra. Forse il collega Salvo Sottile non è stato informato che tale numero va di molto ridimensionato: “Nell’ambito dei colloqui russo-ucraini a Istanbul del 2 giugno [2025] è stata consegnata una lista di 339 bambini che si troverebbero nel territorio russo, quelli che l’Ucraina definisce ‘bambini rapiti’ (2)”. Ora, diremmo che per fare informazione accurata l’autore del reportage o lo stimabile collega in studio avrebbe dovuto fornire il dato – emerso in sede di trattativa diplomatica russo-ucraina – e ormai acclarato e diffuso da autorevoli personalità politiche e diplomatiche (3). Ma passiamo oltre.
Alcuni dei bambini che la Ong Save Ukraine asserisce che sono stati adottati dalle famiglie russe provenivano dagli orfanotrofi ucraini. E allora cerchiamo di capire come vivessero prima della guerra questi minori in gran parte abbandonati. Grazie a una nostra inchiesta sulle madri surrogate (4), avevamo scoperto che la Gestlife, che si autodefiniva: “La principale agenzia di maternità surrogata in Italia”, aveva un’intera sezione dedicata all’Ucraina: “Una delle migliori opzioni per gli europei, poiché è uno dei Paesi in cui la maternità surrogata è più economica” ma, proprio per questo motivo, le sue cliniche erano diventate ‘fabbriche di bambini’. Tutto ciò a fronte di minori abbandonati e adottabili che vivevano in quelli che la stessa Gestlife (5) descriveva come orfanotrofi in pessime condizioni nei quali sopravvivevano a stento (e per i quali l’agenzia versava meritoriamente il 5% dei propri guadagni, ottenuti da coppie europee e italiane che avrebbero potuto adottarli ma preferivano ‘ordinarli su misura’).
L’accusa successiva di Far West è che i russi – se non rapiscono i bambini ucraini per adottarli, come i ‘figli del silenzio’ dell’epoca di Pinochet – inviino detti minori in campi estivi militari per circa due settimane. Ci pare strano che questa accusa contro l’esercito russo ricalchi fedelmente quanto scriveva l’Associated Press (agenzia stampa internazionale con sede negli Stati Uniti) riguardo al comportamento degli ucraini coi propri figli, nel 2017: “I membri del battaglione di volontari della Azov, che hanno combattuto sul fronte orientale (6), sono noti per le loro idee di estrema destra. È stato predisposto un programma paramilitare di due settimane per i bambini e, da agosto, oltre 850 bambini sono stati addestrati in sette campi degli Azov in tutto il Paese (7)”. Siamo certi che il collega Sottile non abbia letto né questo articolo né quello ben più esplicito del Kyiv Post del 2015 (a cui vi rimandiamo nelle note, 8).
Andiamo oltre.
La signora Olena, intervistata, è descritta come persona che gestiva una Casa famiglia, la quale avrebbe avuto con sé tre figli adottivi. Per favore, delle due, una: se i figli erano adottati, erano a tutti gli effetti suoi. Se gestiva una Casa famiglia, i bambini le erano stati affidati, non erano quindi legalmente suoi e percepiva un emolumento dallo Stato per il loro mantenimento. Ci piacerebbe che il giornalista che ha fatto il reportage per Rai 3 chiarisse. In ogni caso, la signora afferma che avrebbe subito pressioni da parte dei russi, nella Kherson occupata (secondo i russofoni: liberata), per cedere uno dei suoi figli (in qualità di genitore affidatario appare davvero improbabile) e, in cambio, le sarebbe stato offerto un appartamento in Crimea. Il che, se non fosse uno scambio legato a una quanto mai ‘strana’ tratta dei minori, sarebbe potuto essere un ottimo affare per la signora Olena, visto che i prezzi delle abitazioni in Crimea sono cresciuti (nonostante la guerra) dal 10% al 20% (9) e, in Russia, nelle metropoli un appartamento in centro va dai 3.500 euro al metro quadrato per Pietroburgo ai 7.000 euro per Mosca (10) – e, quindi, gli europei non dovrebbero più pensare ai russi come ‘pezzenti’ e considerare il loro mercato immobiliare come un oggetto da ‘esproprio pseudo-proletario’. Se infine la signora Olena viveva grazie ai proventi della Casa famiglia (che le servivano per il mantenimento di tre figli affidati alle sue cure), dubitiamo che potesse essere così benestante – visti i continui tagli all’assistenza del regime di Kyiv – da continuare a mantenere tre minori a proprie spese. Sarebbe gradito un approfondimento da parte dei colleghi.
E veniamo alla famosa lista che dovrebbe includere 339 nomi e, invece, secondo il fondatore della Ong, Save Ukraine, Mykola Kuleba, ne includerebbe migliaia, immaginiamo, visto il titolo della trasmissione. La lista, con tanto di foto, sarebbe pubblicizzata come un vero e proprio ‘catalogo’ che elenca anche le specifiche caratteriali del minore. L’effetto, soprattutto in quanto si insiste sui 15enni, è di trovarsi, come spettatori, di fronte a una lista di minori per pedofili (grazie a descrizioni quali: “Fa amicizia facilmente”, eccetera). Di questa famosa lista ha già scritto il collega Andrea Lucidi (11), il quale ha contattato Vladlena Shehovtsova, viceministro dell’Istruzione e della Scienza della LNR, che a sua volta ha spiegato: “La piattaforma è una banca dati regionale sui bambini rimasti senza cure parentali, istituita per aiutare i cittadini che desiderano prendere un bambino in affidamento o adottarlo, e per creare un archivio unico di informazioni affidabili accessibile in tempi rapidi agli organi competenti”. Sempre Lucidi scrive che: “La gestione è affidata al Ministero dell’Istruzione e della Scienza della LNR, che agisce come operatore regionale del registro, in conformità alla legge federale russa n. 44-FZ del 16 aprile 2021”. Non avendola noi stessi sotto mano ci permettiamo di chiedere ufficialmente a Vladlena Shehovtsova di poter accedere a questa lista per darne conto ai nostri lettori. Nel frattempo, se di liste vogliamo parlare, non comprendiamo come nessun collega inorridisca leggendo quella pubblicata da UkraineTrek.com (12), che pubblicizza tutti gli orfanotrofi presenti in Ucraina, suddivisi per regione: un numero impressionante. E nessuno pensi che si tratta di bambini abbandonati o resi orfani dal 2022 a oggi (come già comprovato dal sito di Gestlife).
Ci lascia nel dubbio anche la comparazione fatta dal collega della Rai sul finire della trasmissione: «Come i bambini di Gaza, quelli ucraini sono obbligati a partecipare allo sforzo bellico». Ora, il reportage già nell’incipit – con la musica di Another brick in the wall e i bambini che marciano come soldati, telecomandati dal Grande Fratello – si segnala per una certa retorica di parte, priva di contraddittorio. E tutto ciò in quanto nel reportage si sarebbe affermato (ma senza prove) che i bambini ucraini sono obbligati a frequentare campi militari estivi e a partecipare a “raccolte fondi a favore dei reduci di guerra”. Ma, al di là del fatto che non crediamo (ma potremmo sbagliarci) che la Russia abbia bisogno di raccolte fondi fatte dai bambini del Donbass per curare i feriti o dare un sostegno alle famiglie dei deceduti al fronte, le raccolte fondi si sono sempre fatte durante le guerre e nessuno ha mai rimproverato per questo le star di Hollywood, ad esempio, che, durante il Secondo conflitto mondiale, si adoperavano in tal senso (anzi, si è sempre elogiato il cosiddetto sforzo bellico che poteva esplicarsi in modi diversi: da chi andava al fronte a cantare per i soldati a chi organizzava serate benefiche a favore degli orfani). In realtà, ciò che fa più specie è, in primis, che si siano dimenticati i bambini del Donbass bombardati da Kyiv per otto anni prima dell’operazione militare speciale (13); secondo, che anche i russi hanno fornito durante i colloqui diplomatici un elenco, a quanto ci risulta, di minori russofoni scomparsi (ricordiamo che i bambini oltre a essere evacuati per ragioni di sicurezza, immaginiamo da entrambi gli eserciti, a volte possono essere oggetto di contesa tra genitori che abbiano fatto scelte divergenti, ovvero con uno dei due che preferisce emigrare a Kyiv e l’altro, magari, a Mosca); e, terzo, che i bambini di Gaza non sono obbligati ad alcuno sforzo bellico: sono le vittime di un genocidio e affermare che, pur non volendo, partecipano allo sforzo bellico contro Israele (un bambino di tre anni contro un carro armato dell’Idf?) significa avallare la posizione sionista che i minori palestinesi vadano incarcerati e uccisi perché sono tutti, potenzialmente, già dei terroristi (14).
Dopo qualche secondo dedicato a precisare la posizione russa, ossia che i bambini sono stati “evacuati dalle zone di guerra per tutelarli”, la chiusura del reportage riecheggia ancora una volta la versione ucraina. Kateryna Rashveska, avvocata presso il Regional Center for Human Rights – fondato a Sebastopoli nel 2013 e spostatosi poi a Kyiv – afferma che: “L’obiettivo dei russi è trasformare i bambini ucraini in nemici della loro patria attraverso la propaganda e l’indottrinamento o, peggio, sradicare la loro identità con la coercizione”. Eppure non è fornita nessuna immagine dei campi di addestramento paramilitari russi e, se si sa qualcosa per certo, è che proprio in Ucraina sono stati mandati al macero milioni di libri di autori russi, è stato proibito l’uso della lingua russa, si è messa al bando la Chiesa ortodossa russa e si sono formate generazioni di minori in campi paramilitari gestiti dagli Azov – tutte azioni comprovate da leggi promulgate e articoli della stampa occidentale, che denotano come l’indottrinamento e la cancel culture siano certamente messe in atto, da anni, ma dal regime di Kyiv. Al contrario, riguardo alle accuse formulate da Kyiv contro la Russia e sottoposte al giudizio della Corte di Giustizia Internazionale, vi rimandiamo all’articolo che pubblicammo a suo tempo e che ha rigettato le stesse (15). Ricordiamo altresì che nella Federazione Russa ci risultano ben 35 lingue ufficiali (16), oltre a dialetti parlati liberamente da varie popolazioni a livello regionale; e ben 70 confessioni religiose praticate e garantite dalla legislazione vigente (17).
Chiudiamo, infine, con una piccola precisazione. La Corte Penale Internazionale che ha emesso un mandato di cattura contro il Presidente Putin e la commissaria russa per i diritti dei bambini, Maria Alekseyevna Lvova-Belova, per l’affaire bambini ‘rubati’, non è la Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu, bensì un’emanazione dello Statuto di Roma e, al di là del peso dei suoi sponsor, va notato che proprio il procuratore della CPI che ha emesso quel mandato, Karim Khan, è indagato per presunte molestie sessuali da novembre 2024, e si è temporaneamente dimesso (18).
Attendiamo un nuovo reportage, questa volta da Donetsk o Lugansk, certi che Rai 3 saprà fornire ai suoi spettatori l’informazione più ampia ed equilibrata possibile.
(2) https://www.inthenet.eu/2025/08/01/armi-chimiche-e-bambini-rapiti/
(3) https://www.interfax-russia.ru/military/news_eng/423504
(4) https://www.inthenet.eu/2023/05/05/i-figli-non-si-pagano/
(5) https://www.surrogacyitaly.com/legislazione-in-ucraina-sulla-maternità-surrogata.php
(6) Si fa riferimento al conflitto tra separatisti e Kyiv che, nonostante i cessate il fuoco e i Protocolli di Minsk, è continuato a intermittenza tra il 2014 e il 2022
(7) Per Paese si intende l’Ucraina e qui trovate l’intero articolo di AP datato 4 agosto 2017: https://apnews.com/general-news-880ff094ac3a4e699e95f7b45b6dd5e6
(8) Articolo del 2015 intitolato: Azov fighters give military training to children, foster patriotism at Kyiv summer camp: https://archive.kyivpost.com/multimedia/photo/azovets-patriotic-camp-for-children-396138
(11) https://www.ir-press.ru/it/2025/08/14/lista-bambini-rapiti-lnr-database-orfani/
(12) https://ukrainetrek.com/about-ukraine-adoption/donetsk-orphanages
(13) https://lentepubblica.it/notizie-dal-mondo/bambini-vittime-guerra-donbass-viale-degli-angeli/
(14) New Israeli Law Allows Palestinians as Young as 12 to Be Imprisoned for Life, articolo del 28 maggio 2025, in https://truthout.org/articles/new-israeli-law-allows-palestinians-as-young-as-12-to-be-imprisoned-for-life/. Vi si legge “Gli esperti affermano che la legge, approvata lo scorso anno, è stesa specificamente per colpire i bambini palestinesi, dato che le autorità israeliane spesso accusano i bambini palestinesi di terrorismo mentre non muovono le medesime accuse contro i minori israeliani – un ‘tassello’ del sistema israeliano di apartheid”
(15) https://www.inthenet.eu/2024/02/09/ucraina-v-russia-giudizio-finale-della-corte-di-giustizia-internazionale/
(16) https://it.ripleybelieves.com/what-languages-are-spoken-in-russia-1602
(18) https://tg24.sky.it/mondo/2025/05/16/corte-penale-internazionale-procuratore-khan-molestie-accuse
- Aggiornamento. Un collega ci ha segnalato il link dal quale sarebbe possibile esaminare il famoso catalogo ma qui in Italia non ci è stato possibile aprirlo: https://edu.lpr-reg.ru/?do=deti
venerdì, 7 novembre 2025
In copertina: La Locandina del programma, FarWest, condotto da Salvo Sottile

