Quando un fiore galoppa nella steppa
di Simona Maria Frigerio
Era il 7 luglio 2012 quando Teatro a Corte presentava Jeanne Mordoj, protagonista e autrice di uno spettacolo, elogio della fantasia e della joie de vivre.
Ventriloqua, acrobata, contorsionista, giocoliera, attrice, danzatrice e filosofa: nemmeno l’elenco completo di tutte le espressioni artistiche e intellettuali destreggiate con maestria da Jeanne Mordoj può esprimere l’insieme del suo spettacolo, Eloge du Poil – così come elencare gli ingredienti di una torta non potrà mai restituire il sapore della prima fetta – Madeleine docet.
Persino etichettare la sua arte all’interno di una categoria, il Nouveau Cirque, sembra riduttivo perché l’ironia innata e la portata psicologica dei suoi enunciati è tale che assistere a una sua performance equivale a due anni di sedute psicanalitiche – con il vantaggio economico e di tempo che se ne ricava – e a sottoporsi all’intero armamentario di test psico-attitudinali tanto in voga nelle aziende, brillantemente superati grazie a una soluzione unica che, senza patemi, può mettere fine a incertezze, tensioni, angosce e l’instabilità di un sistema nervoso sull’orlo di una crisi di nervi. Come nel miglior Almodóvar, la cura è ironizzare su se stessi con la ferocia irriverente della signora morte, la morte laida, brutale e vera della decomposizione. E il riso catartico finale non è che l’ennesima riconferma di uno spettacolo perfettamente riuscito.
Ma non basta. Perché tra “the promises we break from the cradle to the grave”, Mordoj inserisce momenti di poesia che aspirano all’infinito, come quando muove le conchiglie sul palco creando – complici anche le luci e i chiaro-scuri – suggestioni sinestetiche di onde e maree – sebbene quelle stesse conchiglie diventeranno presto vittime e carnefici in un’orgia culinaria inaspettata; oppure quando regge in delicato equilibrio lunghi steli che sembrano trasformarsi in destrieri al galoppo per steppe solcate dal vento, cavalcati dagli uomini di Temujin, in una tundra che rimanda a Paesi e viaggiatori, lontani nello spazio e nel tempo…
Alla barba di chi pensa che l’arte sia morta.
Lo spettacolo si è tenuto nell’ambito del Festival Teatro a Corte – edizione 2012:
Torino e varie location
Cavallerizza Reale
Jeanne Mordoj presenta:
Eloge du Poil
ideazione spettacolo e numeri Jeanne Mordoj
regia Pierre Meunier
produzione Compagnie Bal
venerdì, 21 novembre 2025 (la recensione riguarda lo spettacolo andato in scena il 7 luglio 2012, in originale in Anche i critici nel loro piccolo…)
In copertina: Jeanne Mordoj in una tra le fotografie utilizzate nel 2012 per pubblicizzare lo spettacolo

