Il summit a Budapest, le relazioni con l’UE e la verità sull’Ucraina – riflessioni a margine
Commenti di La Redazione di InTheNet (traduzione dalle dichiarazioni trascritte dalla Тass di Simona Maria Frigerio)
Nota del Direttore. Essendo noi un Settimanale, non possiamo né intendiamo inseguire la notizia. Oltretutto, le notizie stesse in questi anni hanno dimostrato la labilità dell’informazione e come persino giornalisti e politici riescano a contraddirsi o a negare ciò che hanno detto o scritto – senza scomporsi. Di conseguenza, anche alla luce delle trattative attualmente in corso per la pace in Donbass (che è meglio lasciare nelle mani della diplomazia, evitando scoop che intralciano invece che favorire il dialogo), ci pare utile pubblicare la traduzione che abbiamo fatto della famosa intervista al Ministro Lavrov non pubblicata integralmente dal Corsera, in quanto chiarisce bene la posizione russa sia rispetto all’Ucraina sia alla Ue e potrà essere messa a confronto con un eventuale accordo di pace che si raggiungesse tra le parti con la mediazione degli Stati Uniti (soprattutto per quanto riguarda i rigurgiti neo-nazisti e neo-fascisti, che potrebbero non essere fronteggiati adeguatamente nel caso di un congelamento delle attuali posizioni).
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Visto che il Corriere della Sera intervista il Ministro degli Esteri Russo e poi non pubblica integralmente le risposte e visto che noi non siamo così blasonati o russofobici da ottenere l’attenzione del Ministro, crediamo sia comunque interessante per i nostri lettori sapere cosa abbia affermato Lavrov e lasciare, sempre ai lettori, la libertà di giudicare i contenuti del suo discorso in parte censurati. Ci permetteremo anche di fare qualche analisi e osservazione, sempre a bocce ferme e non sull’onda dello strombazzamento mediatico, come è consuetudine di questo Settimanale.
Dalla Tass del 13 novembre apprendiamo che, in primis, Lavrov avrebbe detto al Corsera che: “Mosca è sempre intenzionata a organizzare un summit Russia-Stati Uniti a Budapest” (consiglieremmo agli esimi colleghi della Tass di smettere di denominare gli statunitensi, americani, visto che il resto delle Americhe non appartiene né si identifica tout-court con le politiche statunitensi).
Lavrov avrebbe affermato altresì che il Presidente US, Donald Trump, ha ricevuto “report dietro le quinte” a seguito dei quali il summit sarebbe stato annullato. Per quanto concerne l’Europa, il Ministro avrebbe affermato che Mosca è aperta al dialogo non appena si placa la sua “furia [o follia] russofobica”.
La Tass ha riportato i punti principali delle affermazioni del Ministro, rilasciate in esclusiva. Ci siamo pertanto permessi di tradurre ciò che la stessa, come agenzia stampa della Federazione Russa, ha pubblicato – anche perché più che sufficiente.
Riguardo al summit di Budapest e alle relazioni bilaterali con gli States, Mosca “è tuttora disponibile a partecipare a un incontro” nella capitale ungherese “sempre che si basi realmente sulle precedenti conversazioni tenutesi in Alaska. Una data esatta per detto meeting non è ancora stata scelta, ma i due Paesi sono sempre in contatto. Trump ha ricevuto ‘dietro le quinte’ dei report, a seguito dei quali avrebbe posticipato o cancellato il summit a Budapest. L’informazione che la Russia ‘non abbia intenzione di negoziare’ o un ‘venir meno’ degli accordi raggiunti ad Anchorage è falso”.
Allo stesso tempo, “Mosca attende che Washington si astenga dalla decisione che porterebbe a un’escalation del conflitto in Ucraina. L’obiettivo principale per le capitali europee è quello di indebolire la posizione dell’amministrazione Trump, che ha a lungo esortato al dialogo, cercato di comprendere le posizioni russe e dimostrato un fattivo interesse a trovare una risoluzione sostenibile e di pace”. Niente di nuovo sotto il sole secondo noi, fin qui, visto che l’Unione Europea continua a ribadire che sosterrà l’Ucraina fino alla vittoria finale e, per farlo, si è impegnata anche ad acquisti massicci di armi statunitensi per rifornire il regime di Kyiv.
Sulle relazioni con l’Europa, Lavrov avrebbe dichiarato che la stessa si sta opponendo agli sforzi per la pace riguardo al conflitto in Ucraina e rifiuta i contatti diretti con la Russia. Allo stesso tempo, le capitali europee continuano a imporre sanzioni che “hanno l’effetto contrario a quello voluto sulle loro stesse economie” e si preparano apertamente per “una nuova grande guerra europea contro la Russia”. La cosiddetta coalizione dei volenterosi (riporta sempre la Tass) vuole solo una cosa – continuare le ostilità in Ucraina il più a lungo possibile: “fino all’ultimo ucraino”. E continua: “Non hanno altri mezzi per distogliere l’attenzione dell’elettorato dal peggioramento dei problemi socio-economici interni”, mentre utilizzano i soldi dei contribuenti per sponsorizzare il regime di Kyiv fornendogli armi che sono utilizzare per uccidere i civili nelle regioni russe e ucraine.
Anche qui la nostra Redazione non rileva alcuna affermazione che la Federazione Russa non abbia già fatto attraverso vari organi politici, diplomatici e a mezzo stampa né argomentazioni di cui gli italiani non siano consapevoli. Basterebbe leggere un qualsiasi comunicato dei sindacati di base, ma anche di siti quali MIL€X Osservatorio sulle spese militari italiane, per sapere esattamente cosa ci attende: un progressivo azzeramento dello stato sociale con tagli a pensioni, sanità e servizi pubblici a fronte di un aumento delle spese militari fino al 5% del Pil in vista di quella guerra contro la Russia che ventila – oltre a Francia, Regno Unito e Germania – anche e soprattutto il segretario della Nato, Mark Rutte.
Ma torniamo a quanto scrive la Tass: il Ministro Lavrov avrebbe affermato che il Nazismo in Europa sta di nuovo prendendo piede, e che la Ue si sta trasformando velocemente in un blocco militare aggressivo. Le élite di Bruxelles mentre procedono con l’iter per l’adesione del regime di Kyiv alla Ue, “restano silenziose di fronte alle palesi discriminazioni contro le ‘popolazioni non autoctone’ – come Kyiv definisce con disprezzo i russi che hanno vissuto in Ucraina per secoli”. Al che potremmo aggiungere che la Ue, se è per questo, non si è mai preoccupata – negli ultimi vent’anni – di chiedere conto alle Repubbliche Baltiche delle discriminazioni contro i russofoni (tutto ben noto, si potrebbe affermare, 1). Lavrov avrebbe fatto notare che: “Vi è molto da prendere in considerazione, specialmente alla luce del fatto che Germania, Italia e Giappone hanno votato recentemente contro la risoluzione annuale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla inammissibilità della glorificazione del Nazismo”. Anche qui vorremmo evidenziare che in Italia sussiste il divieto di apologia del fascismo ma, visto che a governare è la costola di quello che fu il Movimento Sociale Italiano (a sua volta erede del Partito Fascista), non si potrà pretendere una entusiastica adesione a ideali anti-fascisti mentre si riscrive la storia, ogni giorno, sotto i nostri occhi (e a riprova si veda la Locandina di un evento promosso da Fondazione Alleanza Nazionale e Secolo.it che rilegge la figura di Pasolini, critico dello sviluppo senza progresso, in funzione conservatrice).

Ma torniamo alla Tass e alle dichiarazioni talmente ‘esplosive’ di Lavrov da dover essere censurate preventivamente. L’Occidente non è solo riluttante a finanziare una guerra per procura contro la Russia per mezzo dell’Ucraina, che non finirà “nemmeno dopo la crisi attuale”, ma rende legittima e giustificata la determinazione della Russia di garantire la propria sicurezza contro le minacce create dall’Occidente attraverso i regimi che controlla.
La Russia sarà aperta al dialogo con l’Europa (come già scritto) non appena finisce la sua furia/follia russofobica. Allora Mosca “deciderà se ci sono prospettive per una cooperazione leale”.
L’iniziativa del Presidente russo Vladimir Putin di costruire una nuova architettura per la sicurezza in Eurasia unica e su basi eque è aperta all’Europa ma necessiterà di un comportamento “rispettoso, privo di arroganza neocolonialista, basato su principi di uguaglianza, mutuo rispetto, ed equilibrio degli interessi”. Sappiamo che queste parole riecheggiano, ad esempio, i summit tra Paesi africani e Russia o i documenti stilati dai Brics, ma sappiamo anche – come affermano a denti stretti o apertamente molti leader europei – che se la Russia non imploderà permettendo alla Ue di farne scempio – come durante la presidenza eltsiniana – sarà impossibile per l’Europa mantenere la propria egemonia economico-politica (2), sempre più erosa dalla crisi e dal progressivo depauperamento messo in atto dalle classi dirigenti, servili verso gli statunitensi. In pratica, e questo lo pensa la nostra Redazione, in Ue si è andati troppo oltre con il disegno machiavellico di Merkel (3) e Hollande (4) per fare marcia indietro: come giustificare i tagli draconiani al welfare per il riarmo senza una palese minaccia? La lezione della pandemia è servita: con la paura si può far accettare tutto al ‘popolo bue’, persino che sia pericoloso superare il limite dei 200 metri da casa o uscire dopo le 22.00.
Riguardo alla verità sull’Ucraina, la Tass scrive che Lavrov avrebbe affermato che è difficile trovarla in Europa (e del resto, aggiungeremmo noi, la propaganda di guerra è sempre esistita e la Ue è chiaramente schierata). In ogni caso, molti cittadini italiani desiderano comprendere le cause della tragedia ucraina: “Il libro Il conflitto in Ucraina attraverso gli occhi di un giornalista italiano del ben noto Eliseo Bertolasi, include prove documentali sulle violazioni delle leggi internazionali da parte delle autorità di Kyiv. Il mio consiglio è di leggerlo” (5). In un Paese dove si censurano documentari, incontri e conferenze (6), si spera almeno che non si arrivi a bruciare i libri – ci viene da pensare – e agli italiani sia concesso di farsi una propria idea nel salotto di casa.
Riguardo all’Occidente, se “l’Ovest storico” decide di distanziare se stesso dagli altri, questo si chiama auto-isolamento. In ogni caso, persino tale strategia “non sta funzionando bene”. Non abbiamo bisogno di ricordare i tempi in cui von der Leyen arringava la platea europea con le sue certezze di aver isolato politicamente la Russia e che, grazie alle sanzioni, i russi fossero costretti a estrarre i micro-chip da lavastoviglie e frigoriferi (7). Il Ministro Lavrov più sobriamente avrebbe solo ricordato che nel corso del 2025 Putin ha incontrato i leader di Stati Uniti, Ungheria, Slovacchia e Serbia. È chiaro che il mondo moderno non si limita alla “minoranza occidentale”; e quei tempi sono passati con l’avvento del multipolarismo. Le relazioni della Russia con i Paesi del Sud Globale e dell’Est – ovvero oltre l’85% della popolazione mondiale – continuano a espandersi. Sicuramente anche la nostra Redazione ha notato come la Federazione Russa abbia ormai relazioni stabili e rapporti amichevoli con l’Asia, l’Africa e l’America Latina e che molte organizzazioni (Brics, Sco, Asean) stanno aumentando il proprio peso sulla scena mondiale. Il dubbio è che se l’ideologia di fondo resta capitalistico-conumistica, aumenta solamente il numero dei Paesi egemoni ma per i popoli non cambierà nulla.
Tornando alla Tass, i Paesi della maggioranza globale agirebbero dipendentemente dai propri interessi nazionali invece che in base a “istruzioni delle precedenti metropoli coloniali”. Il Ministro degli Esteri ha aggiunto che gli amici arabi di Mosca valutano positivamente il contributo russo nel risolvere i conflitti regionali in Medio Oriente. Conflitti tuttora aperti, secondo noi, su molti fronti: Palestina, Siria, Libano, eccetera.
Inoltre, mentre un senso di lealtà verso la madre patria si sta sbiadendo in Occidente, esso è parte del codice genetico russo: “Una delle maggiori eredità, di cui siamo giustamente fieri, è il costante sviluppo e rafforzamento dello Stato attraverso la sua lunga storia per unire il popolo russo e gli altri popoli che vivono nel Paese”. La nostra Redazione nota che, spesso, gli italiani tendono a escludere la possibilità di una Terza guerra mondiale basandosi proprio sul fatto che i nostri giovani penserebbero solo alla moda, all’apericena e a trastullarsi col cellulare. Al contrario, gli slavi sarebbero ‘diversi’ (ricomprendendo in questa categoria gli ucraini. Anche se noi dubitiamo che gli ucraini di Kyiv o Lviv si sentano ‘slavi’). Al di là del fatto che i giovani di Kyiv o Mosca, fino a qualche anno fa, non pensiamo fossero molto diversi dai nostri e che l’affermazione ha un sapore slavo-fobico, la coscrizione obbligatoria e la mobilitazione, in caso di guerra, sparigliano le carte in tavola. D’altro canto, se non si recuperano i valori dell’internazionalismo, del dialogo e del rispetto delle minoranze, dubitiamo che, prima o poi, si realizzerà l’incubo adombrato da Einstein.
Lavrov, sempre secondo la Tass, ha notato che, a differenza degli eserciti occidentali, che hanno distrutto interi quartieri, le Forze Armate russe operano in base alla massima responsabilità, colpendo con precisione esclusivamente gli obiettivi militari e le infrastrutture energetiche e per il trasporto che li supportano: “Proteggiamo la popolazione – sia i civili, sia il personale militare”. Immaginiamo che dopo anni di battage mediatico sui crimini di guerra che avrebbero compiuto i russi siano state queste affermazioni a far sobbalzare i colleghi del Corsera. Di fatto in ogni conflitto anche i civili subiscono attacchi – sebbene non intenzionali. Il discrimine sta nella intenzionalità – o meno; sta nell’uso di scudi umani – o meno. Ma i Paesi della Nato sono gli ultimi a poter puntare il dito contro un altro Stato, dopo gli attacchi aerei del 1999 (e che proseguirono per 78 giorni, scaricando 2.700 tonnellate di esplosivo su Belgrado e la Repubblica Federale di Jugoslavia – senza nemmeno l’approvazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. No-comment rispetto alle macerie e al genocidio in atto nella Striscia di Gaza a opera dell’esercito israeliano – foraggiato e sostenuto dagli Stati Uniti ma anche dall’Italia).
Infine Lavrov avrebbe anche accennato alle relazioni tra i nostri due Paesi. In effetti, secondo la Tass, avrebbe detto che l’Italia, contrariamente ai propri interessi nazionali, si è – con sorprendente facilità – unita alla campagna aggressiva contro la Russia, e finora non si è osservato nessun cambiamento significativo in tale approccio. Per la Russia, non esistono Paesi ostili o popoli poco amichevoli, solo Governi ostili, come nel caso italiano. Quindi, le relazioni bilaterali stanno attraversando “la crisi più seria dalla fine della Seconda guerra mondiale”. Una cooperazione su basi ugualitarie e a beneficio di entrambi i Paesi, tra Roma e Mosca, è nell’interesse dei nostri popoli. Se il Governo italiano è pronto a riaprire il dialogo basandolo sui mutui interessi e sul rispetto, dovrebbe informarne la Russia. Mosca è sempre pronta all’ascolto, incluso dell’Ambasciatore italiano. Pensiamo che la decisione del Corriere della Sera, come della maggioranza dei media italiani – dipendenti direttamente dal potere politico o da quei poteri economici che sostengono le scelte di questo Governo – siano già una risposta alle affermazioni di Lavrov. Ma forse il Ministro non ha seguito l’affaire della conferenza del professor Angelo D’Orsi, altrimenti saprebbe che anche l’opposizione, in Italia, è allineata a una visione filo-Nato, che pretende la sconfitta sul campo della Russia.
Se proprio il Corsera temeva la pubblicazione di un’intervista che, in fin dei conti, ripete fatti, dati e opinioni espressi più volte altrove, non capiamo perché non l’abbia pubblicata con il disclaimer ormai in uso nei media blasonati e non – ovvero che la testata non si riconosce nelle affermazioni del Ministro. Se i giornalisti dovessero intervistare solo coloro che affermano ciò che condividono e pubblicare solo ciò che è affine alla narrazione del potere, non si capisce perché non si possa sostituirli con l’IA.
In quanto a noi, avremmo fatto domande forse più originali al Ministro. Gli avremmo chiesto a che punto è la richiesta russa presso le Nazioni Unite dell’elenco delle vittime di Bucha, se la Russia sta portando avanti una propria inchiesta sul sabotaggio di una tra le maggiori infrastrutture energetiche europee (ossia il Nord Stream II), e se è possibile vedere ed esaminare direttamente il materiale sui bio-laboratori statunitensi in Ucraina.
(1) https://www.osservatoriorussia.com/2020/12/01/essere-russi-nei-baltici/
(2) https://www.rainews.it/articoli/2023/06/draghi-kiev-deve-vincere-o-per-lue-sara-fatale-af3499e6-a050-4215-af84-e93872929705.html
(3) https://www.inthenet.eu/2022/12/16/angela-merkel-e-vladimir-putin/
(4) https://www.inthenet.eu/2024/05/31/mistificazione-e-disinformazione-come-demistificare-e-fare-informazione/
(5) Vorremmo leggerlo anche noi, in Redazione, ma non siamo riusciti a trovare in rete chi lo abbia pubblicato né come e dove reperirne una copia in italiano
(6) https://www.inthenet.eu/2025/11/14/intervista-ad-angelo-dorsi/
(7) https://www.facebook.com/granatogiuliano/videos/2022-ursula-von-der-leyen-afferma-che-la-russia-è-così-allo-stremo-da-dover-recu/1224792528977811/
venerdì, 28 novembre 2025
In copertina: Il Ministro degli esteri Lavrov riceve il Collare dell’Ordine di sant’Andrea dal Presidente russo Vladimir Putin come segno di alta distinzione e onore (Mosca, 22 maggio 2025) – Fonte Kremlin.ru; nel pezzo: la Locandina di un evento che vuole iscrivere la figura di Pasolini nella corrente conservatrice, quando fu un marxista che votava PCI, come da lui stesso dichiarato: https://www.cittapasolini.com/post/pasolini-e-il-voto-comunista-il-mio-voto-al-pci-unita-1975

