Lettera al Direttore
di Maurizio Prescianotto
Premetto di avere avuto cani e gatti ed è proprio per il loro amore che ritengo sia necessario trovare nuove modalità di convivenza comune e rispetto in città che siano decorose e igienicamente sicure, considerato che non tutti possono, come ho fatto oggi col cane di un’amica, recarsi su sentieri extraurbani per farlo correre ed espletare i bisogni.
Il rapporto tra cani e umani è un legame profondo e reciproco, basato su millenni di convivenza, che influisce su entrambe le specie. I cani offrono compagnia, supporto emotivo e fedeltà, mentre gli umani forniscono cura e ambiente.
Fino a 4 generazioni fa la maggioranza della popolazione viveva nella ruralità contadina e il cane risultava un fedele coadiutore nella guardia del bestiame, delle proprietà e nella caccia. Le razze canine diffuse con gli incroci ‘bastardi’ furono selezionate per tali servizi e residuali erano i cani da sola compagnia nelle Ville dei Signori.
Nutrendosi di alimenti naturali non trattati era abituale che le deiezioni umane e animali fossero disperse nell’ambiente e considerate persino utili alla fertilizzazione.
Con l’inurbamento e la sedentarizzazione delle attività umane, avvenute nell’ultimo secolo, si è provveduto a dotare le case di servizi idrici con fognature e, attraverso la cultura e l’informazione, si è risolto il problema igienico, di decoro e di contrasto delle epidemie che falcidiavano altrimenti la popolazione urbana, descritto da Boccaccio nel Decameron (1349). A Bolzano il monumento in piazza Madonna ricorda l’ultima epidemia di colera (anno 1836), che contagiò il 20% degli abitanti (1000/5000) e si edificarono le fontane pubbliche nelle principali strade ancora oggi fruibili.
Mentre il gatto predatore, abituato a dissimulare gli odori per sorprendere le prede, risulta addestrabile all’uso della cassetta terricola domestica; il cane per sua indole usa l’olfatto come senso d’interazione con l’ambiente e le deiezioni, in modo particolare, per recepire ed emettere segnali intra specie. Se ne capacita chi accompagna il proprio cane di quante tappe di annusamento e rilascio siano necessarie.
L’adozione di un cane in appartamento comporta la necessità di portarlo per le deiezioni sul suolo pubblico. Ma per il cane in città non abbiamo inventato alcuna innovazione igienica che garantisca il decoro pubblico. Il cane rilascia deiezioni ovunque, soddisfacendo bisogni fisiologici e comunicativi: marciapiedi, pali, muri, strade, portici, verde pubblico, parchi attrezzati, eccetera.
La soluzione finora è stata limitata all’educazione dell’umano proprietario affinché per gli escrementi solidi:
– li raccolga in sacchetti da gettare nei cestini,
– utilizzi le aree cani attrezzate quando presenti,
– in caso di inadempienza, sia minacciato di sanzioni se colto in flagranza.
Lega Ambiente pone la Provincia di Bolzano nella top five delle regioni più attente agli amici a quattro zampe. Quando ero piccolo i bastardini randagi erano diffusi e negli anni 70 Enzo Iannacci cantava: «Il Labrador sarà il cane del futuro». Oggi, mentre la scelta della razza di acquisto del cane dipende dalla moda, il pedigree e l’aggressività, sono diventati 14,3 milioni i cani registrati in Italia. Stimando i dati, 140mila in Provincia (1%), di cui 12/25mila a Bolzano città. Ogni giorno si riversano sul suolo pubblico di Bolzano 3/6.000 litri di deiezioni (0,25lx12/25mila), ovvero 1/2 milioni di litri ogni anno. E sarebbero 2,5/5 tonnellate i volumi di feci solide (200grx12/25mila) raccolte da SEAB giornalmente (ossia 900/1.800 tonnellate annue), di cui almeno 125/250kg – il 5% – ogni giorno lordano il suolo pubblico (pari a 45/90 tonnellate annue) per la mancata raccolta di padroni incivili.
Purtroppo la discussione pubblica per trovare una soluzione ragionata a siffatto problema latita, riducendosi a confronto aprioristico: “tutto tutto e niente niente” degli amici difensori a ‘spada tratta’ del cane – e aggiungerei dei business collegati. E mentre la politica rifugge la responsabilità di trovare soluzioni, le deiezioni corrodono strade, marmi, ringhiere, e cresce la sfiducia nelle istituzioni, incapaci di trovare soluzioni anche alle deiezioni abusive umane in piazza Ziller, sempre a Bolzano.
venerdì, 12 dicembre 2025
In copertina: Foto fornita dall’Autore della Lettera al Direttore

