Il traffico pesante tra inquinamento e sporcizia
di Simona Maria Frigerio
San Concordio, Biblioteca Popolare. Il 4 dicembre alle 18.00 è stata indetta una riunione per discutere del transito continuo dei tir nel quartiere, diretti verso l’area industriale di Mugnano.
Età media dei partecipanti alta: dove sono i giovani della zona? Ragazzi e famiglie con bambini, che non hanno nemmeno un parco giochi o un campetto di pallavolo o pallacanestro, nonostante l’alto tasso abitativo. Lo spazio verde recuperato su Via Squaglia è stato piantumato con alberi rinsecchiti e inutili, che crescono stentatamente tra erbacce, escrementi di cane e spazzatura. L’altra area verde, sulla stessa strada, è totalmente incolta, la piazza della Pace con la sua cosiddetta ‘colomba infilzata’ langue e presto sarà in parte sventrata per allargare la rotonda; mentre la nuova piazza coperta è una colata di cemento assolata d’estate e abbandonata alle intemperie in inverno (1). Per non parlare della pista ciclabile mista che è pericolosa per i pedoni, non velocizza la fluidità per i ciclisti, scorre accanto al fosso – che non è stato ricoperto e continua a essere pericoloso e anti-igienico – e finisce nel nulla, non arrivando nemmeno a ricongiungersi con l’altra pista ciclabile che porta alla stazione.
Più che un quartiere, già adesso questa zona di San Concordio sembra uno svincolo autostradale con transito a scorrimento veloce per i tir.
A indire l’incontro, il Comitato San Concordio – costituitosi nel 2019 per opporsi ai grossi progetti di cementificazione del quartiere. Adesso si discute di una nuova rotatoria tra via Consani e via Formica – che dovrà essere fatta proprio per facilitare il traffico dei camion. Il problema è che la zona industriale di Mugnano non dovrebbero essere collegata alle autostrade da vie cittadine dove, tra l’altro, mancano, in parte, i marciapiedi, la pista ciclabile e i pedoni rischiano di essere presi dentro dai tir e cadere nei fossi (come già accaduto). A parte ciò, va considerato l’alto grado di inquinamento.
Per eliminare il traffico pesante dal quartiere, il Comitato non propone un casello autostradale a Mugnano – in quanto si collegherebbe con l’asse Nord/Sud creando ulteriori problemi, bensì un’uscita autostradale solo per i tir. Non, quindi, un casello generico per tutti i veicoli ma solo per i camion che devono caricare o scaricare nella zona industriale di Mugnano, senza costruire nuove strade né potenziare quelle esistenti.
Altra idea, emersa durante l’incontro, sarebbe anche quella di potenziare il traffico merci su rotaie, obbligando le aziende di Mugnano a collegarsi con tronchetti ferroviari all’adiacente linea. Ci domandiamo, però, se e come questo impatterebbe sul binario unico, problematica non ancora totalmente risolta a Lucca.
Il canale Formica, inoltre, resta un problema, in quanto è pericoloso continuare a far scorrere i mezzi pesanti su un manto stradale che si regge al di sopra del canale stesso. Mentre la striscia ciclopedonale che segue gli Archi dovrebbe essere preservata e, quindi, il Comitato è contrario anche alla costruzione di una nuova strada a scorrimento veloce accanto all’autostrada – che impatterebbe sulla ciclabile e alcune aree verdi lungo gli archi dell’acquedotto – che parte da via Nottolini.
Altre voci, durante l’assemblea cittadina, hanno al contrario evidenziato come proprio una nuova strada a scorrimento veloce che si unisca all’Asse Nord-Sud porterebbe finalmente il traffico pesante al di fuori della zona urbana lucchese.
Purtroppo la politica a Lucca gira solamente all’interno delle Mura e alle esigenze di un decimo degli elettori. Ciò che occorrerebbe è che il Sindaco e l’Assessore all’urbanistica uscissero dal centro e venissero a vedere non solamente il degrado della periferia (e stiamo parlando di zone a poche centinaia di metri dalle Mura) ma che cominciassero a interessarsi delle esigenze di 80mila lucchesi su 88mila.
(1) https://www.inthenet.eu/2025/10/03/4-anni-e-6-milioni-di-euro-per-la-piazza-coperta-di-san-concordio/
venerdì, 12 dicembre 2025
In copertina: I relatori all’Assemblea cittadina indetta per il 4 dicembre (foto della Redazione)

