La denuncia di OSA Polizia, OSA Italia e del Sindacato Finanzieri Democratici per quelli che considerano “crimini contro l’umanità”
di La Redazione di InTheNet (traduzioni di Simona Maria Frigerio)
In questi giorni sono comparse su alcuni media informazioni relative a un esposto presentato da tre sindacati di polizia e guardia di finanza – tramite l’associazione Avvocati Liberi – contro Ursula von der Leyen (Presidente della Commissione Europea, 1), Albert Bourla (laureato in veterinaria e amministratore delegato di Pfizer da gennaio 2019), Emer Cooke (laureata in farmacia e direttore esecutivo dell’Ema da novembre 2020) – oltre ad altri professionisti coinvolti nella campagna vaccinale contro la diffusione del virus Sars-Cov-2. Ricordiamo che la stessa Pfizer ha ammesso, nel frattempo, di fronte al Parlamento europeo di non aver testato il proprio prodotto per bloccare il contagio e, quindi, all’epoca non vi fossero prove del suo effetto immunizzante (2). I reati di cui sarebbero accusate queste importanti figure politiche e istituzionali sarebbero: “corruzione, frode, falso ideologico, omicidio, commercio o somministrazione di medicinali imperfetti”, eccetera.
Se la Presidente von der Leyen non ha ancora chiarito pubblicamente le trattative riguardo all’acquisto – siglato per conto degli Stati membri della UE, senza coinvolgerli – di 1,8 miliardi di dosi del prodotto Pfizer (parte di un’intesa più ampia da 4,2 miliardi di dosi, per un valore complessivo di 35 miliardi di euro); con questo esposto dovrebbe anche rispondere di aver acquistato – diciamo ‘a scatola chiusa’ – un prodotto che, secondo i Pfizer Papers, la multinazionale sapeva che poteva provocare una quantità di effetti avversi anche gravi e/o mortali.
Scopriamo cosa sono i Pfizer Papers
L’esposto presentato in Italia si basa, in parte, sui cosiddetti Pfizer Papers. 450mila pagine di dati – prodotti per la documentazione interna dall’azienda farmaceutica – utilizzati per ottenere l’autorizzazione all’uso emergenziale, da parte di EMA, nel 2020. Tale mole di documenti è stata desecretata nel 2022, dopo la citazione in giudizio dell’avvocato statunitense Aroon Siri (anche se, a seguire, molti altri si sono aggiunti, negli Stati Uniti, per vederci chiaro, 3). I dati sono stati poi studiati dalle giornaliste Naomi Wolf e Amy Kelly, che li hanno pubblicati con relative spiegazioni – per i non addetti ai lavori – nel libro The Pfizer Papers (4), dal quale si evince che la Pfizer sapeva che il suo prodotto poteva causare una quantità di effetti avversi: “Oltre 1233 decessi nei primi tre mesi da quando il farmaco è stato reso disponibile al pubblico”, oltre a “una robusta mole di problemi cardiaci come pericarditi e miocarditi” e la “metà degli eventi avversi legati al fegato e ictus”. Sempre secondo questo libro “entro Novembre 2020, la Pfizer era a conoscenza che il suo vaccino non era né sicuro né efficace”, persino a livello di “sistema riproduttivo” (un particolare sul quale torneremo).
I dati nel libro dimostrerebbero che le donne avrebbero “sofferto effetti avversi con un rapporto di 3:1”; inoltre, “i casi di miocardite indotti dal vaccino non erano rari, leggeri, o transitori; e, ancora più scioccante, dimostrano che i vaccini a mRNA hanno creato una nuova categoria di patologie multi-sistemiche, multi-organo, denominata CoVax Disease”.
Inoltre, le autrici dimostrerebbero che, nonostante la Pfizer si fosse impegnata a seguire il gruppo di controllo per 24 mesi, “a marzo 2021, il 95% di tali pazienti era già stato vaccinato”, rendendo quindi impossibile effettuare le dovute comparazioni. Infine, i Pfizer Papers denunciano che la Food and Drug Administration statunitense sapeva delle carenze nelle sperimentazioni cliniche della Pfizer, “così come dei danni causati dal prodotto vaccinale a mRNA per la Covid-19 della Compagnia”, accendendo i riflettori “sul misero fallimento nell’adempiere alla sua mission di «[proteggere] la salute pubblica, assicurando la sicurezza ed efficacia delle medicine per animali ed esseri umani, dei prodotti biologici, e delle apparecchiature medicali”.
Le risultanze del dottor Segalla
L’esposto italiano cita poi i tre studi del dottor Gabriele Segalla – pubblicati sulla rivista International Journal of Vaccine tra il 2023 e il 2024, nei quali il biochimico dimostra come i nanolipidi utilizzati da Pfizer, “in precedenti sperimentazioni erano stati considerati rischiosi per la salute umana e inadatti al loro utilizzo nei farmaci”.
Di tali studi ci eravamo già occupati (5) e potrete approfondire andando all’articolo pubblicato. Ma per chi fosse troppo pigro per farlo, sintetizzeremo ricordandovi che il vaccino Pfizer partiva da un precedente studio della BioNTech e che: «Se il Brevetto della BioNTech del 2019, conteneva indicazioni e raccomandazioni molto rigorose e specifiche (evitare gli elettroliti, evitare di introdurre composti ionici ed elettrolitici in un vaccino a base di RNA e nanomateriali lipidici, eccetera); dall’altra parte, il dottor Segalla denuncia che esisteva una autorizzazione EMA – del dicembre 2020 – che permetteva l’uso di elettroliti. Non solo, nel brevetto del 2019 della BioNTech si asseriva che quel tipo di composizione non era adatto all’inoculazione intramuscolare; al contrario, solo un anno dopo, andava bene anche questo tipo di inoculazione. Eppure, tra i principali effetti avversi di tali scelte, vi era “la formazione di aggregazioni nell’organismo ospite” e Segalla cita come possibili reazioni, quelle allergiche, i disordini cardiocircolatori, le miocarditi e pericarditi, i fenomeni trombotici, l’ictus ischemico, le parestesie repentine, le metastasi, le patologie autoimmuni, le reazioni cutanee, le alterazioni del ciclo mestruale, l’attivazione dell’herpes zoster, le malattie neurodegenerative, neurologiche ed epatiche, le malattie oculari o tiroidee, i decessi improvvisi; e si chiede: “perché una formulazione instabile viene posta in commercio e somministrata a miliardi di individui in tutto il mondo?”. Infine, vi era un altro problema. Ossia che gli elettroliti utilizzati nel brevetto Comirnaty (della Pfizer), denominati Alc 0315 e Alc 0159, non erano mai stati registrati in farmacopea e, anzi, aggiungiamo che il Parlamento Europeo rilevava il 22 dicembre 2021 che gli stessi, secondo il produttore di tali nanoparticelle, ossia Echelon, “sono solo ‘per scopo di ricerca e non per uso umano’”».

La richiesta di moratoria per le donne in gravidanza in Canton Ticino
Sicuramente una delle scelte che maggiormente hanno fatto discutere (oltre a quella di ospitare i pazienti Covid-19 ‘a bassa intensità’ nelle Case di Riposo, dove il virus ha mietuto migliaia di vittime tra i vecchi ricoverati) è quella di aver consigliato la vaccinazione anche alle donne incinte. Sappiamo come a una donna che attenda un bambino sono sconsigliati quasi tutti i farmaci, eppure non si è temuto di prescrivere un prodotto che aveva avuto l’autorizzazione a scopo emergenziale (e che era in quel momento ancora in fase di sperimentazione).
A questo proposito Maria Pia Ambrosetti e Roberto Ostinelli hanno presentato la Mozione 1837, il 19 maggio 2025, al Parlamento del Canton Ticino (6), nella quale si legge: “Sul sito ufficiale del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) del Cantone Ticino risulta tuttora pubblicata la raccomandazione alla vaccinazione contro il Covid-19 per le donne in gravidanza e per le persone over 65, secondo quanto indicato dalle linee guida dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Alla luce di nuove informazioni emerse da fonti ufficiali statunitensi, è doveroso interrogarsi sull’attualità e sulla sicurezza di tali raccomandazioni, in particolare per i gruppi vulnerabili. Tali informazioni provengono da oltre 450.000 pagine di documentazione interna della Pfizer, rese pubbliche tra il 2022 e il 2023 su ordine del tribunale distrettuale del Texas (sentenza del 6 gennaio 2022), in seguito a una causa intentata dalla Public Health and Medical Professionals for Transparency (PHMPT), in base al Freedom of Information Act (FOIA). La Food and Drug Administration (FDA) statunitense è quindi stata obbligata a rilasciare la documentazione relativa alla sperimentazione del vaccino BNT162b2 (Pfizer-BioNTech)”.
Qualche dubbio, quindi, sta infiltrandosi anche nella mente dei politici europei.
Prosegue l’inchiesta del Senato statunitense sulle miocarditi
Nell’udienza del 21 maggio 2025 del Senato degli Stati Uniti, a corroborare quanto hanno rivelato i Pfizer Papers, ecco comparire la denuncia contro le Agenzie Sanitarie Federali, che avrebbero minimizzato il rischio di miocarditi e altri effetti avversi a seguito della vaccinazione per la Covid-19 (7).
Secondo tale documento (che riportiamo in toto a piè di articolo), il 25 aprile 2025, il VAERS (il Vaccine Adverse Event Reporting System, ossia il sistema di allarme precoce sviluppato a livello nazionale degli Us per identificare possibili reazioni impreviste o effetti collaterali delle vaccinazioni) “aveva riportato 38.607 decessi e 1.663.348 effetti avversi totali”. Nelle conclusioni si legge: “Dei 38.607 decessi, 9.228 (il 25%) è occorso nel Giorno 0, 1, o 2 seguente l’inoculo. Questo si deve comparare ai 2.663 decessi riportati da VAERS associati con il vaccino anti-influenzale su un periodo di 35 anni. Nessun altro report su effetti avversi associati con qualsiasi medicinale o vaccino si avvicina minimamente a tali statistiche. Eppure, coloro che hanno supervisionato lo sviluppo e la distribuzione dei vaccini per la Covid-19 continuano a insistere che sono sicuri ed efficaci, senza fornire i dati che provino le loro affermazioni” (7).
Anche tenendo conto che la presente amministrazione è in mano ai Repubblicani e non più ai Democratici, fu lo stesso Joe Biden ad ammettere, già il 21 dicembre 2021, nel suo Discorso natalizio alla Nazione, che i vaccini non erano immunizzanti: «Ma se sei tra quella maggioranza di statunitensi che è vaccinata, e specialmente se hai fatto il terzo inoculo (il booster), hai molte, ma molte meno ragioni di preoccuparti. Hai un alto grado di protezione contro la malattia grave» (8). ‘Contro la malattia grave’ non significa immunità al contagio. E dire che, nonostante ciò e nonostante in quel momento fosse ormai in giro la Omicron (ovvero una forma paragonabile a qualsiasi influenza stagionale), il Premier Draghi dal 15 febbraio 2022 (quasi 2 mesi dopo il discorso di Biden) abbia imposto il divieto agli over 50 non vaccinati di lavorare persino da casa (con il beneplacito dei sindacati confederali).
Il silenzio della società civile italiana
Quello che noi, come Redazione abbiamo notato negli ultimi tempi, è un progressivo disinteressamento per la pandemia da Sars-Cov-2, sia a livello di origini e gestione sociale, sia per quanto riguarda i prodotti che ci hanno inoculato e l’efficacia del green pass nel bloccare i contagi.
Ovviamente, scoprendo che i prodotti inoculati non erano immunizzanti (al di là degli effetti avversi e delle eventuali patologie anche mortali causate, che dovranno essere provati nelle sede competenti, compresa al Commissione d’Inchiesta parlamentare italiana), decade l’intero castello di carte del Green pass, il quale ha permesso a persone vaccinate eppure malate o portatrici sane di contagiare altri individui, vaccinati ma non immunizzati. In altri Paesi si è optato perché i cittadini si sottoponessero a un test prima di prendere parte a eventi pubblici: il risultato – anche a distanza di tempo, attraverso i dati di Worldometers (9) – è che, ad esempio, il Portogallo, applicando tale politica, ha avuto meno morti per milione di abitanti dell’Italia.
E allora perché la maggior parte della popolazione italiana continua a giustificare politiche divisive (e inutili alla prova dei fatti) che hanno costretto centinaia di migliaia di lavoratori a restare a casa senza stipendio per mesi o, addirittura, nell’ultimo periodo – se over 50 – a non poter nemmeno lavorare da casa perché si rifiutavano di ‘vaccinarsi’?
Perché l’italiano medio non pretende di sapere cosa gli è stato inoculato e con quali possibili effetti avversi e, anche nel caso non sia incorso negli stessi, perché non chiede giustizia per chi ha dovuto lottare contro una pericardite, una miocardite, una trombosi o altre patologie gravi e per chi è deceduto?
Perché non si arrabbia con quei politici, medici e scienziati che, invece di esercitare (almeno adesso) una sana auto-critica e aprirsi al dialogo, continuano ad affermare senza dubbi che i vaccini erano sicuri ed efficaci?
E ancora, perché gli italiani fingono di non ricordare le misure ridicole imposte dal potere e alle quali hanno ubbidito senza la menoma rimostranza – come non uscire dopo le 22.00; non oltrepassare i 200 metri da casa; camminare a distanza variabile a seconda delle regioni – da un metro a un metro e 80 cm – dal proprio partner (col quale poi si condividevano casa e letto)? O ancora, accettare di tenere i bambini a casa, invece di mandarli a scuola, senza poter comprare materiale di cartoleria (tra i prodotti, secondo il Governo Conte, inessenziali)? Eppure proprio con quel materiale bambini e ragazzi avrebbero dovuto tenersi al passo con le lezioni in modalità DAD.
Forse perché dovrebbero ammettere di essersi fatti ‘gabbare’ dall’informazione e dalla politica e, forse, continuano a essere disinformati anche su altri temi (da Gaza al Donbass)? Oppure gli italiani dovrebbero ammettere di aver creduto a qualsiasi cosa e di essersi assoggettati al più ridicolo diktat, solo perché spaventati a morte? Dovrebbero accettare di essere stati talmente vili da trasformarsi in delatori e non essere migliori degli aguzzini della Colonna Infame? Cosa spaventa gli italiani tanto da voler obliare il recente passato, se non il comportamento infantile che hanno assunto di fronte al potere, trasformatosi in salvifico, e al contempo dispotico rispetto agli altri cittadini, ai compagni di lavoro e persino ad amici e familiari?
Gli italiani dovrebbero stare attenti perché, domani (o forse persino oggi), quello stesso potere potrebbe utilizzare i medesimi meccanismi (che hanno funzionato benissimo: campagne massmediatiche, propaganda, termini come ‘guerra al…’, azzeramento del dissenso e della critica, palate di fango sulle voci dissenzienti, pillole contro la disinformazione, eccetera) per mandare al fronte quella generazione inetta, che ha trascorso in panciolle oltre due anni della sua vita – felice della pochezza educativa della DAD, dell’’aiutino da casa’ e di poter crogiolarsi nel dolce far niente.
(1) Ricordiamo che Ursula von der Leyen è stata già travolta dallo scandalo degli ordinativi del prodotto Pfizer, via messaggi telefonici, per il quale la Commissione Europea non ha presentato ricorso, dopo la sentenza di maggio 2025 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che aveva stabilito l’assenza di trasparenza nello scambio di sms tra la presidente della Commissione e l’amministratore di Pfizer, Albert Bourla, in https://www.byoblu.com/2025/07/31/pfizergate-ursula-ammette-la-sua-colpevolezza/
(2) Si ricorda l’ammissione della Presidente della Sezione della Pfizer preposta allo sviluppo del mercato, Janine Small, la quale – interpellata dall’europarlamentare olandese Rob Roos – avrebbe dichiarato innanzi al Parlamento Europeo il 10 ottobre 2022: «Mi chiede se sapevamo che il vaccino fermasse o no la trasmissione? No! Noi dovevamo muoverci alla velocità della scienza per capire davvero cosa stesse succedendo sul mercato», in https://www.filodiritto.com/pfizer-e-vaccini-nota-margine-di-una-dichiarazione
(3) OFFICE OF THE ATTORNEY GENERAL / CONSUMER PROTECTION DIVISION, CIVIL INVESTIGATIVE DEMAND TO: Pfizer, Inc. Si veda:
(4) Disponibile anche in rete, in inglese: https://www.amazon.it/Libri-Naomi-Wolf/s?rh=n:411663031,p_27:Naomi+Wolf
(5) Si veda per approfondimenti: https://www.inthenet.eu/2024/12/27/bare-e-nanoparticelle/
(6) Richiesta moratoria vaccinazione per donne incinte:
(7) L’inchiesta sulle miocarditi:
(8) L’intero Discorso alla nazione: https://bidenwhitehouse.archives.gov/briefing-room/speeches-remarks/2021/12/21/remarks-by-president-biden-on-the-fight-against-covid-19
(9) https://www.worldometers.info/coronavirus/#google_vignette
venerdì, 19 dicembre 2025
In copertina: Antonio Porto, segretario nazionale di O.S.A. Polizia; nel pezzo: immagine di jKartak da Pixabay

