La nuova denuncia di Diritti alla Follia
di La Redazione di InTheNet
Roma, 4 dicembre 2025. L’Associazione Diritti alla Follia denuncia un nuovo gravissimo abuso a danno di un anziano che prova, una volta di più, come l’Italia non sia un ‘Paese per vecchi’.
La questione riguarda un ex docente universitario che, secondo la commovente testimonianza della figlia, pubblicata da Diritti alla Follia (1), sarebbe deceduto “dopo settimane di immobilizzazione, sedazione e trattamenti coercitivi in ospedali pubblici e in una casa di riposo privata”. Dallo scritto apprendiamo che l’uomo “autonomo e lucido nonostante soffrisse di demenza” sarebbe stato “legato, sedato e cateterizzato senza necessità clinica”. A riprova, l’affermazione della zia della donna che avrebbe fatto visita all’anziano in ospedale, dove lo avrebbe trovato “legato per polsi e caviglie, il corpo ricoperto di ematomi, pesantemente sedato”. Pratiche coercitive pesanti che avrebbero provocato: uno “scompenso cardiaco, insufficienza renale e respiratoria, squilibrio elettrolitico”, ovvero “danni cronici e irreversibili” che un ospedale non dovrebbe “regalare” (come afferma V.C. nella sua testimonianza) a nessun paziente.
Ma continuiamo a leggere: “A ciò si aggiungeva un corpo indebolito che non era più in grado di stare in piedi e continue infezioni per via del catetere che gli avevano lasciato e che, ormai, era impossibile togliere avendo sviluppato ritenzione urinaria”. Le cose non sarebbero, però, andate meglio nella Casa di riposo privata nella quale avrebbe dovuto seguire un processo di riabilitazione, dove al contrario, per ben due volte, i familiari lo avrebbero trovato “contenuto su una carrozzina a rotelle, che era a sua volta legata a un camino ricoperto di ceneri, per impedirgli di muoversi. Un paradosso crudele e sadico per un uomo anziano, con demenza vascolare e insufficienza respiratoria”.
Al di là del caso specifico, Diritti alla Follia denuncia da anni come la contenzione fisica o farmacologica di persone affette da demenza sia tuttora pratica diffusa nel nostro Paese, “nonostante la Raccomandazione 13 del Ministero della Salute affermi che tali dispositivi non prevengono le cadute e possono causare gravi danni fisici e psicologici”. E tali misure impatteranno sulla qualità di vita di un sempre più elevato numero di individui, visto che – secondo l’Istituto Superiore della Sanità – attualmente in Italia ci sono circa 1,2 milioni di persone con demenza, nella fascia di età uguale o superiore ai 65 anni. E come tutti ben sappiamo l’età media della popolazione nel nostro Paese si sta innalzando come il numero della persone over 80 (che ha raggiunto il 7% dei residenti a fronte del 4,2% nel 2005).
Purtroppo non esiste una legge che vieti la contenzione in ospedali, Case di riposo, RSA e reparti geriatrici; mentre, secondo l’Associazione, per evitare abusi su malati e anziani e la violenza istituzionale tout court, si potrebbero utilizzare telecamere ambientali – il cui uso dovrebbe essere, ovviamente, regolamentato in maniera trasparente e rispettare il diritto alla privacy, oltre a sottostare al consenso informato. Inoltre, i sistemi di videosorveglianza non dovrebbero essere confusi con “telecamere puntate sui pazienti per sostituire il personale o per monitorare” i comportamenti delle persone malate o affette da patologie che ne inficiano la capacità di intendere e volere.
Sempre Diritti alla Follia ricorda che giustificare l’uso della contenzione con la scarsità di risorse umane è una forma di strumentalizzazione, in quanto “numerosi studi hanno dimostrato che non c’è una correlazione diretta tra numero di sanitari e frequenza dell’uso delle contenzioni, ma che piuttosto l’abuso si fonda su una cultura che dà priorità alla (falsa) sicurezza rispetto alla dignità della persona”.
Diritti alla Follia chiede al Parlamento l’approvazione urgente di una normativa che:
– vieti l’uso delle contenzioni, salvo eccezioni rigorosamente definite;
– introduca la formazione obbligatoria su pratiche non coercitive;
– garantisca trasparenza e monitoraggio;
– e tuteli i diritti dei familiari.
Non solamente perché oggi è il 26 dicembre e le famiglie si riuniscono sotto l’albero di Natale e tutti ci sentiamo ‘più buoni’, ma egoisticamente perché invecchiando potremmo anche noi subire dette pratiche, sarebbe ora che i cittadini italiani pretendessero trattamenti rispettosi della persona in ogni situazione e ambiente.
(1) Se vorrete leggere la commovente testimonianza della figlia dell’anziano deceduto: https://dirittiallafollia.it/2025/12/04/mio-padre-non-e-morto-di-demenza-lhanno-ucciso-contenzioni-sedativi-e-indifferenza/
venerdì, 26 dicembre 2025
In copertina: Immagine gentilmente fornita dall’Associazione Diritti alla Follia

