Continua la farsa pericolosa del pensiero binario
di Federico Giusti
Due licei tra Pisa e Provincia ospitano Francesca Albanese. A chiamarla in assemblea studenti e studentesse sensibilizzati da tempo, la scelta non è casuale ma voluta. I docenti vigilano sull’assemblea nei termini e nei limiti loro consentiti: da tempo si racconta che i giovani non sono politicamente e socialmente impegnati e una presa di posizione così importante non avrebbe potuto essere respinta. Il desiderio di conoscenza e di discussione non può essere soppresso da norme o dalla pretesa di non affrontare fatti attuali.
Del resto, da quando il diritto di assemblea esiste nelle scuole superiori, sono stati gli argomenti di cronaca e di attualità a destare maggiore attenzione e dibattito con inviti a relatori talvolta scomodi.
Perché, a scanso di equivoci, il problema è proprio la presenza della Albanese in una scuola, una scuola pubblica, ovviamente, dato che in una privata non la farebbero certo entrare (ma forse è solo un pregiudizio di chi scrive) per non inimicarsi facoltosi finanziatori. In queste settimane, al contrario, registriamo la presenza di esponenti di destra nelle scuole, davanti agli istituti a volantinare, attivisti che all’occorrenza hanno anche pattugliato fuori dagli istituti per scongiurare occupazioni e proteste varie. Ma di questo non si parla sui media, come degli inviti delle scuole ai militari per parlare di tutto e di più.
La cosiddetta illegalità delle occupazioni, i profili penali, l’acritica esaltazione del Pacchetto sicurezza sono tra gli argomenti più dibattuti per scongiurare la presa di coscienza delle giovani generazioni.
Siamo di fronte ai classici due pesi e due misure, non ci sono argomenti da contrapporre a quelli della Albanese se non agitando la presenza di Abu Mazen ad Atreju.
La canea mediatica contro le tesi della Albanese – che noi non vogliamo santificare – va di pari passo con la pochezza di argomentazioni: della Palestina non si può parlare, come delle responsabilità di Stati e aziende riguardo all’operato di Israele, grazie a tutti gli scambi commerciali e alle coperture politiche, noti e tali da permettere, ancora oggi, bombardamenti quotidiani e incursioni dell’esercito israeliano nei territori palestinesi.
Alcune dichiarazioni di Francesca Albanese possono anche non essere condivisibili, ma il vero problema è un altro: nelle scuole si vuol far parlare solo voci favorevoli alle politiche del Governo. E soprattutto, con la riforma dell’esercito in arrivo, con l’economia di guerra che sta entrando a pieno titolo nella propaganda mediatica, certi argomenti diventano scomodi. Questo è, quindi, il vero problema.
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venerdì, 26 dicembre 2025
In copertina: Francesca Albanese, 16 luglio 2025 (Pubblico Dominio, particolare a causa del layout)

