Le dichiarazioni del Ministro Crosetto
di Federico Giusti
Sulla leva il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è tornato a parlare nell’audizione in Commissione Difesa al Senato (1): un intervento ben costruito (per la scelta dei tempi, salvando in calcio d’angolo il Governo Meloni), sì da correggere il tiro dopo le polemiche degli ultimi giorni (e, a tale riguardo, sarà utile consultare l’archivio de Il Fatto Quotidiano, 2).
Intanto i giovani tedeschi hanno scelto lo sciopero contro la leva manifestando – nella prima settimana di dicembre – in oltre 60 città del Paese, con decine di migliaia di studenti che contestano l’operato del Governo respingendo la folle corse al riarmo (3).
Al ministro Crosetto va riconosciuto almeno un merito, quello della chiarezza rispetto alle fumose dichiarazioni di altri esponenti del Governo. Dai suoi interventi apprendiamo che le missioni militari all’estero richiederanno l’aumento degli organici delle Forze armate, e le missioni sono destinate a crescere di numero coinvolgendo più Paesi e, quindi, contingenti militari superiori al recente passato.
Ricordiamo che le missioni all’estero afferiscono ai capitoli di Bilancio di altri ministeri e, come altre voci, andrebbero, invece, aggiunte alla spesa militare dichiarata.
Nel frattempo, il cosiddetto Piano Mattei per l’Africa si presenta per quello che è: non un aiuto disinteressato ai popoli del ‘continente nero’, bensì parte di un piano strategico per dotare il nostro Paese di un approvvigionamento autonomo delle materie prime. E di conseguenza, disporre di truppe ovunque siano minacciati gli interessi economici e strategici italici o laddove si trovino metalli rari, diventerà necessario. Quindi, la priorità sarà salvaguardare gli approvvigionamenti delle materie prime, controllare il flusso dei migranti e, per questo, nell’immediato futuro cresceranno le presenze militari che, a loro volta, richiederanno maggiori investimenti economici e una elevata specializzazione tra i professionisti della guerra.
Aumentando la pressione sui Paesi stranieri, crescerà anche il fabbisogno di truppe: questo è, in sostanza, il nocciolo dell’audizione del Ministro Crosetto. Significativo un passaggio dell’intervento: “vanno aumentate le forze armate, la loro qualità – che non si trova nelle forze armate, ma sul mercato”.
All’esercito professionale, ai militari addestrati alla guerra, si aggiungeranno i civili – tecnici specializzati, informatici, ingegneri e molte altre figure. Quanto poi all’attivazione della Riserva, Crosetto spiega che sarà “selezionata per attirare le persone” e, per questo, prevederà incentivi economici, norme ad hoc per i militari in materia di previdenza (anticipo dell’età pensionistica e accrescimento dell’importo dell’assegno) e, magari, misure particolari di welfare. Un’attenzione spasmodica verso i militari che prevederà stipendi diversi e più alti rispetto a quelli del personale civile nel comparto ministeriale.
In attesa della proposta di Legge annunciata da Crosetto e del dibattito parlamentare per l’approvazione della stessa, la preoccupazione odierna del Ministro è quella di affermare che le regole in materia di previdenza, welfare e lavoro valide per il settore militare saranno diverse da quelle per i civili, maggiormente attenzionate in relazione al fatto che la carriera militare ha una durata limitata nel tempo.
Crosetto afferma poi il “bisogno di forze armate professionali che facciano le forze armate sempre di più (sic!), anche perché stiamo pensando di aumentare le missioni all’estero”. E ancora: “A cosa servono i nostri in Niger? Servono a creare le condizioni per cui magari da quella zona mi arrivino 500mila persone in meno in Italia da gestire; quindi, la nostra presenza in Africa sarà sempre maggiore se vogliamo andare alla fonte per prevenire cose (sic!) da gestire solo quando arrivano alla fine”.
Traducendo in italiano comprensibile, la presenza di militari all’estero diventerà indispensabile per bloccare i flussi di migranti verso l’Europa e – scriviamo noi – all’occorrenza questo compito di gendarme potrebbe essere affidato a milizie locali che qualche ‘problema’ in materia di diritti civili e umani possono averlo. Ma in quel caso, come insegna la Libia, non si andrà troppo per il sottile dovendo tutelare gli interessi primari e imperialistici della nazione. Come richiesto da importanti generali delle Forze armate, il pattugliamento delle strade tornerà a carabinieri e forze dell’ordine: “l’ho detto più volte che andava lentamente riaffidato alle forze di polizia”. E da qui la proposta di carabinieri ausiliari con ferma triennale.
Questo e altro ci attende nell’imminente proposta di Legge del Ministro Crosetto. Abbiate pazienza: sarà uno tra i regali del 2026 del Governo Meloni.
(1) https://www.bing.com/videos/riverview/relatedvideo?q=audizione+crosetto+dicembre&mid=4875A9756732273FBE294875A9756732273FBE29&FORM=VIRE
(2) https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/04/leva-militare-crosetto-forze-armate-notizie/8216787/
(3) Per saperne di più rinviamo al loro comunicato stampa dopo la giornata di mobilitazione del 5 dicembre tradotto anche in lingua italiana:
https://nie-wieder-krieg.org/2025/12/05/pressemitteilung-buendnis-schulstreik-gegen-wehrpflicht/?fbclid=IwdGRjcAOgjChjbGNrA6CK-WV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHikzGM6Z08SJwMnHp2BFpM2tuQKG8wQF82oJW8Y8Bg6edJq1etDun7LaXk9M_aem_LcT79GC_M4vZiAOxeiFY8A
venerdì, 26 dicembre 2026
In copertina: Foto di Walacha2330 da Pixabay

