Rivista, parata, fiesta o bailamme?
di Simona Maria Frigerio
Sono lontani i tempi di War Now, concept e regia del talentuoso Valters Sīlis (1) e di Patogeno, scritto da Albert Ostermaier – per la prima volta in italiano grazie a Sotterraneo (2). Ma anche del Giro del mondo in 80 giorni (3) – soprattutto la prima e la seconda puntata; e di Shakespearology con un eccellente Woody Neri (4). Sotterraneo oggi, dopo vent’anni di attività (che festeggiano con Time Capsule) sembrano aver deciso di seguire la parabola degli U2 – da teatro acuto e urticante (o da band politicamente impegnata) a ‘Pop’.
Tempi precisi, ottimo disegno luci, le ‘migliori’ (o le più scurrili, tipo quella del ‘peto’ ripetuta anche una seconda volta) battute (e boutade) della loro carriera costellata di successi; brani musicali trascinanti (ma che non sempre, visti i contenuti, sarebbero appropriati se gli italiani capissero l’inglese); la lacrimuccia col panda per non farci mancare la giusta dose di malinconia – animale in via di estinzione che dovrebbe essere salvato da Topolino… il che fa sbellicare, metaforicamente ridendo: gli States salverebbero oggi la Cina? Visti i successi economici di quest’ultima e il deficit della prima, sarebbe più probabile il contrario se non ci fossero all’orizzonte la guerra a Taiwan e i dazi sui prodotti. E infine, sempre fingendo di voler interloquire attivamente col pubblico, convincerlo di starsi anch’esso divertendo. Unico momento autentico (e, quindi, di teatro) quando Sara Bonaventura racconta l’incidente occorsole in Spagna – dal quale siamo felici si sia rimessa.
Dal momento in cui i ‘messaggi’ del pubblico sono stati affidati alla time capsule a oggi (pretesto dello spettacolo), ovvero in questi dieci anni, è accaduto di tutto ma Sotterraneo sembra non accorgersene o poter scandire le tappe con messaggi ridicoli e scenette tratte da alcuni tra i loro spettacoli più disimpegnati. Anzi, c’è chi afferma in scena che l’Occidente abbia fatto passi da gigante… a noi sembrano da gambero. Non mancano, però, le due battute politically correct (anzi, come le definirebbe Andrea Zhok, autentici esempi di virtue signalling), ossia la pandemia non si discute; e Putin è un dittatore che ha iniziato la guerra nella pacifica (e futura alleata Nato) Ucraina. Nessun dubbio, nemmeno dopo la pubblicazione dei Pfizer Papers? Nessun interesse a conoscere la posizione di uomini, donne e bambini del Donbass – bombardati dal 2014 da Kyiv in quanto russofoni? Neppure in tempi in cui la Pubblicità – non solo Progresso – punta sull’interculturalità e sul rispetto per le minoranze linguistiche ed etniche? Ma del resto dopo le battute e le risate (poco rispettose, in questo come in qualunque altro caso perché la perdita e il lutto sono una cosa seria) sulla morte di Silvio Berlusconi, non ci si poteva aspettare altro: una ‘goliardica carnascialata’ adatta alla Notte di San Silvestro. E va bene così – se il teatro deve diventare cabaret, cabaret sia!
Ma non ci si lamenti se poi i finanziamenti ministeriali diminuiscono. In fondo, Zelig non crediamo sia finanziato dal Fus.
Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Cantiere Florida
via Pisana, 111 Rosso – Firenze
venerdì 19 dicembre 2025, ore 21.00
Sotterraneo presenta:
Time Capsule
ideazione e regia Sara Bonaventura, Claudio Cirri e Daniele Villa
con Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati e Giulio Santolini
scrittura Daniele Villa
luci Marco Santambrogio
con il contributo di Comune di Firenze, Città metropolitana di Firenze, Regione Toscana, Mic
Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory, è Artista Associato al Piccolo Teatro di Milano ed è residente presso Teatri di Pistoia
(1) https://www.inthenet.eu/2023/12/08/war-now/
(2) https://www.rumorscena.com/24/10/2015/teatro-sotterraneo-nellaia-di-animal-farm
(3) https://www.inthenet.eu/2023/12/15/quando-scoprimmo-i-sotterraneo-e-gli-omini/
venerdì, 2 gennaio 2026
In copertina: Immagine utilizzata per pubblicizzare lo spettacolo

