Consigli di lettura e ascolto per iniziare il 2026 consapevolmente
Condivido alcune mie precisazioni riferite al testo pubblicato da InTheNet, Qualcuno pensava di essere stato comunista, in riferimento alla lettera Una lezione sul comunismo apparsa il 30.12.25 sul giornale Alto Adige a firma M.Z. (1).

Claudio Lolli (2) già cantava “La casa rossa ci aspettava la sera per sistemare una questione di sguardi… ma la situazione è oggi molto scontrosa, la casa rossa ormai vuota da tempo con appannati gli specchi e possibile che sia troppo tardi”. Agli storici lo studio delle varianti comuniste internazionaliste diffuse dal ‘giardino occidentale’ (Josep Borrell) fin dal Cristianesimo condivisivo alle variazioni nazionali oggi estinte o inutilizzate dai presunti barbari BRICS.



Il Sig. M.Z. conferma la mia congettura se ritiene le conquiste di welfare sociale l’apicale merito ascrivibile al comunismo italico. Ovunque in Occidente la socialdemocrazia, il mostro senza testa descritto da Claudio Lolli (3), ha adottato le teorie keynesiane. In US fin dagli anni 30 per uscire dalla crisi contrastando la “caduta tendenziale del saggio di profitto” e comperare il consenso popolare necessario per fermare il dilagare della rivoluzione comunista.
Da movimentista ‘cane sciolto’ degli anni 60/70 ricordo le lotte operaie che occupavano le fabbriche e le strade per conseguire la statalizzazione delle imprese abolendo la proprietà privata. La legge n. 300/70, ossia lo Statuto dei lavoratori, non promanò da delibere di organismi burocratici di partito: Congresso, Comitato e Direzione. Fu ottenuta dalla mobilitazione della classe di ‘operai massa’ (4. a/h) che rifondò e permeò partiti e sindacati unitariamente, per esempio l’FLM, come ricorderà il compagno Oreste che conobbi allora in riunioni del PCMLI (5).



Ho lavorato 20 anni in SIP – Telecom (allora IRI-STET), ed eravamo la ‘gallina dalle uova d’oro’ per l’apporto al Bilancio pubblico dello Stato. Come le BIN – Banche Interesse Nazionale, Efim, Italsider, Alfa Romeo, Autostrade, Buitoni, Perugina, Standa, Autogrill Pavesi, eccetera.
Dagli anni 80, rientrata l’emergenza rivoluzionaria, le élite hanno potuto, a loro intendere, reversibilmente, riappropriarsi dell’iniqua spartizione delle risorse ed erodere progressivamente le conquiste di welfare sociale (redditi, pensioni, sanità, istruzione, infrastrutture, eccetera) con l’acquiescenza delle demo-pseudo-sinistre.



Il Manifesto del Partito comunista di Marx (1848), che afferma: “Il comunismo persegue l’abolizione di profitto e proprietà con la trasformazione globale non isolata in un singolo Stato” risulta oggi anche leggibile in formato digitale IT (information technology).
Ma abbiamo il problema che il Capitalismo della sorveglianza delle aziende IT (Shoshana Zuboff, 6) crea profitto pure dalle nostre menti, tenendo traccia di cosa consultiamo, vendendo la merce ‘informazione su di noi’ a qualsiasi committente interessato a erogare al lettore servizi pubblicitari. Oppure anche allo Stato autoritario per comminare agli in-conformi di turno: sanzioni, inibizione dei diritti di cittadinanza, o peggio.



Citando Mao: “Grandi sono la confusione e il miscuglio sotto il cielo quindi la situazione è eccellente”. A Oriente sembra funzionare ma provoca la caduta tendenziale del saggio di profitto del Capitale nostrano trasferitosi laggiù da anni con aspettative di produzione materiale esternalizzata. A noi del ‘Giardino’ sembrano restare solo il profitto finanziario degli indici di borsa gonfiati e dell’economia virtuale IT sfuggenti alla fiscalità generale. Per questo forse ci vogliono, volenti o nolenti, trascinare alla guerra perpetua impoverendoci quasi tutti progressivamente.
Infine conveniamo che manchino l’analisi, il soggetto e stasera abbiamo la partita… Quindi, tra noi senescenti, di avanguardie neppure l’ombra. Ma il sol dell’avvenire, piaccia o non piaccia, sorge ancora sempre da Est.
(1) Michelangelo Zanghi, Partito R.C. Bz, Una lezione sul comunismo, in AA, 30.12.25
(2) Claudio Lolli, Torquato, Antipatici antipodi, 1983, ytb
(3) Claudio Lolli, La Socialdemocrazia, Disoccupate le strade dai sogni, 1977 ytb
(4) Operaio massa, immagini testi a./h.
(5) Piccoli Partito comunista marxista leninista italiano
(6) Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, Ed. Luiss, 2019
Suggerimenti musicali:
venerdì, 9 gennaio 2026
In copertina e nel pezzo: immagini, fotografie e suggerimenti musicali a cura dell’Autore dell’articolo

