Il nuovo decreto securitario del Governo Meloni
di Federico Giusti
Un nuovo disegno di legge all’insegna del securitarismo è all’orizzonte e potrebbe essere approvato in fretta e furia.
Avendolo letto, dentro ci abbiamo trovato di tutto e di più: sembra quasi costruito ad arte dopo i casi di Ramy e Almasri. Altre norme pensate per reati di piazza e, in particolare, dopo quanto avvenuto negli ultimi mesi, sanzioni pesantissime, norme antimaranza, mancata iscrizione alla Procura, nel registro degli indagati, di chi compie azioni di “legittima difesa” e casi simili. Ci sono sanzioni gravose anche per i mancati preavvisi delle manifestazioni. Se il borseggio diventa il problema numero uno dei territori, anche le problematiche giovanili sono liquidate con un incremento delle pene per piccoli reati senza intereventi scolastici, educativi e sociali.
È la fotografia del securitarismo governativo e il primo risultato dei vari programmi televisivi che inondano i canali: sono il Disegno di Legge in materia di “Sicurezza pubblica, immigrazione e protezione internazionale” e uno schema di Decreto Legge per il “Potenziamento operativo” delle forze di polizia.
A colpi di legislazioni emergenziali, che poi si sono trasformate in leggi ordinarie, siamo arrivati al punto di non ritorno. Ad esempio, se un determinato reato è stato compiuto in presenza di “legittima difesa”, o nell’“adempimento di un dovere” diventerebbe legittimo l’uso delle armi. Questa norma sarebbe pericolosa perché equivarrebbe a uno scudo penale. La non iscrizione nel registro degli indagati significa escludere ogni accertamento dell’operato e, per lo più, con il supporto di avvocati a nostre spese.
Senza alcun accanimento, se si eccettua quello mediatico, non vediamo perché si debba cadere, a ruoli invertiti, nel medesimo vizio culturale: pensiamo di tutelare la democrazia e difendere le stesse forze dell’ordine con questi provvedimenti? A noi francamente pare di no. Ma forse il nostro Governo guarda agli Stati Uniti e non all’Italia, e quello è il modello da seguire.
Il Viminale aumenta altresì le sanzioni per cortei e manifestazioni con multe fino a 20 mila Euro anche nel caso di disobbedienza pacifica. E la possibilità del fermo preventivo arriva fino a 12 ore per garantire la sicurezza e la pubblica incolumità – i più anziani ricorderanno il fermo degli antifascisti ogni qual volta arrivava in città o in paese il Gerarca del Regime.
venerdì, 30 gennaio 2026
In copertina: Foto di William Adams da Pixabay

