Anche, ma soprattutto del potere d’acqusito
di Federico Giusti
Le retribuzioni sono cresciute meno rispetto all’inflazione, lo dice l’Inps prendendo in esame un decennio – ossia gli stipendi tra 2014 e 2024, evidente è l’erosione sistematica del potere d’acquisto per i lavoratori pubblici e privati.
In dieci anni il potere d’acquisto perduto è stato considerevole. Sono sufficienti pochi dati come i rinnovi dei contratti pubblici con aumenti del 6% a fronte di un’inflazione di quasi il 18%.
In dieci anni l’inflazione è quasi al 21% ma ci sembra evidente che i salari non sono cresciuti di un quinto nello stesso lasso di tempo. Se non ci credete, confrontate le buste paga. Le retribuzioni dei lavoratori del settore privato sono aumentate del 14,7%, mentre quelle dei dipendenti pubblici solo dell’11,7%.
Il Governo vede solo l’incremento nominale ossia la cifra riscossa e, quindi, parla di aumento dei salari ma ben altro dovremmo analizzare, ovvero i salari rapportati al costo di beni e servizi.
In questi dieci anni i prezzi dei prodotti alimentari e dei beni elettrici sono cresciuti a dismisura e assai più degli stipendi, stesso discorso vale per tutte le voci che concorrono a determinare il costo della vita – ecco perché si denuncia l’evidente perdita del valore reale dei salari.
Ma in questi dieci anni sono cresciute anche le disparità, ad esempio di genere o tra Nord e Sud, tra anziani e giovani che, magari, ricoprono le stesse mansioni ma a fronte di contratti e compensi diversi.
La dinamica salariale non si misura solo in termini comparativi, ma anche rispetto alla capacità delle famiglie di sostenere il costo della vita: è questo che dobbiamo sempre ricordare prima di ogni discorso. E quindi, se la crescita delle retribuzioni non tiene il passo con l’inflazione, diminuisce sempre più la capacità di spesa delle famiglie e dei singoli e, indirettamente, questo incide anche sui settori della produzione e distribuzione, sui servizi e sul Pil del Paese.
venerdì, 20 febbraio 2026
In copertina: Foto di Alexandra Koch da Pixabay

