Il decalogo per sopravvivere ad aerei e traghetti
di La Redazione di InTheNet
Con l’avvicinarsi delle vacanze natalizie e di San Silvestro, alcuni consigli – nel caso abbiate pensato a un bel viaggetto – per non iniziare l’anno con una crisi di nervi.
La prima regola quando si devono affrontare oltre 6/7 ore di volo è dimenticarsi l’orologio. Continuare a guardarlo non vi farà atterrare prima ma stresserete voi stessi e i vostri compagni di viaggio. A meno che non siate una locomotiva, a suon di sbuffi arriverete prima!
Premunitevi con un buon libro, delle parole crociate, un mazzo di carte, o perfino con un cellulare o un tablet sul quale avrete caricato della musica, un paio di film o dei cartoni animati per i bambini. Le compagnie aereo low cost, ma ormai anche di linea, se possono risparmiano sull’intrattenimento e, se non riuscite a dormire, osservare lo schienale del sedile di fronte può trasformarsi in un tormento.
Se tenete al vostro stomaco evitate il cibo dell’aereo, soprattutto quando una gentile hostess vi informa che i piatti del giorno si sono ridotti a uno. Tendenzialmente è quello immangiabile, rimasto in stiva. Meglio procurarsi qualcosa di secco al duty free shop, prima di partire, e una bottiglia di plastica vuota (o una piccola borraccia) che possiate riempire dopo i controlli. Molti aeroporti, dalla Cina ai Paesi arabi, sono dotati di dispenser gratuiti di acqua potabile. Negli aeroporti più attrezzati potrete persino scegliere la temperatura dell’acqua e, se avete con voi una bustina di the, camomilla o una tisana, potrete prepararvela per scaldarvi – soprattutto in caso di soste lunghe e se non volete azzerare il vostro budget giornaliero con i ristoranti e i bar degli aeroporti (che, comunque, la notte sono chiusi).
Se avete con voi dei bambini, guardate le piantine degli aeroporti. Sempre più spesso vi sono aree attrezzate in cui loro potranno giocare e voi rilassarvi un po’.
Altro consiglio è non fidarsi mai del solo cellulare. Meglio avere sempre una copia stampata delle prenotazioni dato che può venir meno il wifi, scaricarsi la batteria o potreste perfino perdere l’oggetto e ritrovarvi, a quel punto, senza la documentazione necessaria.
Vestitevi a strati. Gli aerei, i pullman e i traghetti spesso sono freddi, gli aereporti (soprattutto di notte) gelidi. Anche se partite in estate o vi recate in una località calda, preferite scarpe da ginnastica e calze, una tuta comoda a maniche e pantaloni lunghi, una sciarpa o una kefiah di cotone spesso per avvolgere il collo o coprirvi le gambe durante la notte, e una giacca a vento – di quelle che, poi, si impacchettano come i keyway e che potrete dimenticare in valigia fino al rientro. Se non riuscite a dormire con la luce accesa, portate con voi una mascherina: difficilmente negli aeroporti troverete il buio, più spesso neon abbaglianti quasi foste sotto interrogatorio.
Se viaggiate in aereo bevete molta acqua ed evitate gli alcolici (vi rifarete a terra); slacciate le scarpe e alzatevi ogni tanto per muovere caviglie, gambe, schiena, collo e polsi. Se siete in traghetto, evitate il ponte. Ritrovarsi in una tromba marina, in Estremo Oriente, può essere questione di una manciata di secondi anche se, partendo, il sole splendeva e il cielo era sereno.
Quello che può attendervi, sempre su un traghetto, è di trovare mare grosso. Difficilmente le compagnie rinunciano a partire e, al massimo, vi forniranno un sacchetto in cui vomitare. Il consiglio è, quindi, di premunirvi sempre con pastiglie contro il mal di mare. Magari non dovrete mai usarle ma, nel caso, ringrazierete di averle – anche perché gli effetti non terminano con lo sbarco e possono rovinarvi l’intera giornata.
Sempre per la serie speriamo non vi serva, scegliete una buona assicurazione viaggio, ovvero una compagnia che non offra solamente risarcimenti a posteriori, a fronte di fatture, ma che anticipi direttamente tutte le spese mediche, compresi i medicinali, i ricoveri e gli eventuali prolungamenti del soggiorno in caso di patologie o interventi gravi.
La decima regola è dimenticarvi di possedere sensi quali l’olfatto, l’udito e il tatto. Di solito gli effluvi che provengono dalle dispense degli aerei farebbero stramazzare anche un gabbiano uso alle discariche; il vicino di fronte terrà costantemente il sedile inclinato schiacciandovi le gambe come una sardina in scatola o quello di dietro sembrerà un cavallo impazzito che non sa quale fianco colpirvi meglio con le ginocchia. Ma anche gli strilli dei bambini al decollo e in atterraggio e la stupidità del prossimo che si mette a sghignazzare e parlare a voce alta proprio quando stavate, finalmente, per appisolarvi, saranno una bella prova di resistenza.
In compenso, viaggiare vi allungherà la vita. Perché evadere dalla monotonia quotidiana e aprirsi a nuove idee, tradizioni, panorami, popoli e lingue vi trasmetterà – anche in pochi giorni – la sensazione che siano trascorsi secoli da quando avete lasciato casa.
venerdì, 20 febbraio 2026
In copertina: Una piacevole oasi verde quale area fumatori. Aeroporto di Chengdu, RPC (foto della Redazione di InTheNet)

