Divertimento al cubo
di Monica De Giuli
Amleto² non è uno spettacolo, è tutto quello che si può fare su un palcoscenico: tragedia, commedia, dramma, metateatro, saltimbanchi, attori, costumi, luci, tradimenti, amore, passione, scherno.
Io amo follemente Filippo Timi e, scegliendo di vedere questo spettacolo, non ho dubitato neanche per un secondo che sarebbe stato un successo. Ma la realtà ha decisamente superato le aspettative. È come quando leggi Dostoevskij: c’è tutto, non manca nulla, ogni cosa è scritta lì, dentro ogni pagina, così come ogni cosa è contenuta in questo spettacolo.
Decisamente distante da una rilettura tradizionale del testo Shakespeariano, ci troviamo di fronte a una messinscena dove sembra che tutto concorra al caos, alla confusione totale, dove tradizione e contemporaneità si mischiano e tragedia e comicità si alternano senza soluzione di continuità. Perfino l’iconico “essere o non essere” diventa espressione di un quesito assolutamente contemporaneo che mette in luce le fragilità e le incertezze del nostro tempo. Pensare che l’autore lo scrisse nel ‘600 porta a ragionare su questioni come i ricorsi storici e l’immutabilità delle passioni umane.
Il testo di Shakespeare viene totalmente stravolto e portato in scena attraverso due piani narrativi paralleli: uno, quello della tragedia dell’autore inglese; l’altro, quello del Teatro che mette in scena se stesso – anche un po’ per prendersi in giro. Il tutto dentro una gabbia, che pare più una gabbia di matti che una gabbia del Circo, come in realtà la scenografia ci fa ben vedere.
E in tutto questo gli attori contribuiscono a infondere una vena tragica e comica allo stesso tempo. Filippo Timi è magistrale – come sempre, voglio aggiungere – in questa rappresentazione che sembra fatta a sua immagine e somiglianza. Una presenza forte, magnetica, estrema, un vero e proprio mattatore che riesce a far emergere la sua estrema bravura senza, però, mettere mai in ombra il resto del cast. E che dire di Marina Rocco: semplicemente divina, nella sua parte e anche nella sua persona. Non le puoi staccare gli occhi di dosso perché riesce a farti vibrare con lo spettacolo, il côté metateatrale e persino la visione di se stessa come la immaginiamo nella realtà quotidiana.
Come posso concludere? Forse non da critica ma da appassionata del teatro di Filippo Timi e Marina Rocco: amo tutto quello che hanno saputo creare e hanno regalato al loro pubblico. Davanti a loro ci lasciamo andare, ci abbandoniamo ai loro tempi, ai momenti intensi e alle piccole gag, anche quando i personaggi stessi escono dalla loro parte. Questo è fare Teatro. Questo è dare se stessi. Questo è appagare il proprio pubblico.
VOTO 10
Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo, 14 – Milano
dal 28 gennaio al 1° febbraio 2026
Amleto²
uno spettacolo di e con Filippo Timi
e con Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli e Mattia Chiarelli
luci Oscar Frosio
assistente alla regia Beatrice Cazzaro
direttore di scena Mattia Fontana
elettricista Federico Calzini
cura del suono Stefano Gualtieri
sarta Giulia Leali
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti
produzione Teatro Franco Parenti
venerdì, 27 febbraio 2026
In copertina: Filippo Timi nella locandina come appare in molti siti (particolare per ragioni du layout)

