Un dramma psicologico e poetico
di Monica De Giuli
Al Teatro Ivo Chiesa di Genova va in scena Improvvisamente l’estate scorsa di Tennesee Williams con la regia di Stefano Cordella.
Già noto nel panorama milanese e oltre, Stefano Cordella si cimenta con la sua prima regia al LAC, Lugano Arte e Cultura, scegliendo quello che viene considerato il testo più intimo e intenso dell’autore statunitense. Il testo, molto noto grazie anche al film del 1959 che ha riscosso il successo del più ampio pubblico grazie all’interpretazione di Katharine Hepburn e Liz Taylor, entrambe candidate all’Oscar, racchiude già di per sé numerose tematiche di grande attualità. E non sto parlando solo dell’omosessualità, ma anche della violenza, dell’importanza del denaro al servizio del potere che, a sua volta, pretende di comprare il silenzio. Williams si mette a nudo con quello che è considerato il suo testo più autobiografico, dove i personaggi sono la rappresentazione della sua famiglia e dove il dualismo tra verità e apparenza è un tema centrale.
In questa messinscena, Cordella sceglie la via della memoria e del dramma psicologico che si dipanano all’interno di una scenografia onirica e carica di simboli, in cui ricordi feroci si fanno spazio dentro una verità che non può più essere nascosta. È il regista stesso, a inizio spettacolo, a dichiarare al suo pubblico che: “La scenografia potrà allontanarsi dal realismo quanto l’ambientazione di un balletto drammatico. […] Sugli alberi ci sono fiori enormi che fanno pensare agli organi di un corpo, estirpati, ancora luccicanti di sangue fresco […] come se fosse abitato da bestie, serpenti e uccelli, tutti di natura selvaggia”. Fin dal principio, dunque, dramma, violenza e sogno sono dichiarati quasi come un avvertimento per coloro i quali stanno per assistere a questo mattatoio che è la vita.
Catharine, unica testimone della morte del cugino Sebastian, è colei che difende a ogni costo la verità, una verità torbida e scomoda al punto che la zia di lei, Violet, vorrebbe metterla a tacere convincendo tutti della pazzia della nipote. Si spinge al punto di ingaggiare uno specialista, il dottor Cukrovich, affinché la lobotomizzi pur di non far emergere, o addirittura di non voler credere, alla drammatica fine del figlio venuto a mancare in circostanze poco chiare.
E così Cordella, partendo da un grande testo della drammaturgia degli anni 50, con l’attenta traduzione di Monica Capuani, che continua a spiccare in ogni suo lavoro, attraversa la sessualità e la malattia mentale con un occhio nuovo, più attuale, rilevando pur sempre la frustrazione e la violenza dell’essere umano e della società in cui viviamo. Tutto qui è violenza: il rapporto edipico tra madre e figlio, il cannibalismo della morte di Sebastian, la prevaricazione a ogni costo – perfino il ricordo diventa violenza percepita. E non siamo più spettatori, siamo letteralmente immersi nella ferocia del racconto, delle emozioni, delle sensazioni.
Ma ci vuole anche una certa sensibilità per dirigere due attrici come Laura Marinoni e Leda Kreider, due presenze importanti e, in questo caso, antagoniste ma che riescono entrambe a far vivere profondamente le emozioni del proprio personaggio attraverso una gestualità e parole assolutamente autentici. E Cordella lo sa fare. Riusciamo a sentire viva la frustrazione e il dolore di Violet tanto quanto la nevrosi di Catharine, che esplode in un monologo finale carico di tormento e poesia allo stesso tempo. Tra le due, Edoardo Ribatto incarna il medico ideale: calmo, lucido e risoluto, che diventerà il deus ex machina della vicenda.
Uno spettacolo onesto fino in fondo, quasi senza filtri oserei dire, ma pur sempre dotato della delicatezza che contraddistingue Cordella fin dalle sue prime regie e che fa sì che anche la più spietata violenza di fronte a cui siamo obbligati, ci venga raccontata con grande pathos e priva di giudizi.
Sicuramente un viaggio dentro noi stessi di cui non sapevamo ancora di avere bisogno.
VOTO 7,5
Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Ivo Chiesa
piazza Borgo Pila 42 (zona Corte Lambruschini/Foce) – Genova
da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo 2026
Improvvisamente l’estate scorsa
traduzione Monica Capuani
regia Stefano Cordella
personaggi e interpreti
Mrs. Holly, Elena Callegari
George, Ion Donà
Catharine Holly, Leda Kreider
Mrs, Venable, Laura Marinoni
Dr. Cukrowicz, Edoardo Ribatto
scene Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
disegno luci Marzio Picchetti
suono Gianluca Agostini
aiuto regia Noemi Radice
ko spettacolo viene presentato per gentile concessione della University of the South, Sewanee, Tennessee
il ruolo del Giardiniere è interpretato da Ruben Leporoni.
produzione LAC Lugano Arte e Cultura, Centro d’Arte Contemporanea / Teatro Carcano
partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara
venerdì, 13 marzo 2026
In copertina: Laura Marinoni in una foto di presentazione dello spettacolo reperibile in rete

