La Media Valle del Serchio e il suo patrimonio naturalistico
di Luciano Uggè
Non credo finiremo mai di scrivere che la Toscana non è soltanto le spiagge affollate di agosto o le città d’arte in primavera e autunno ma, con l’arrivo della primavera, una meta perfetta per il trekking e per un turismo eco-sostenibile, in piccoli borghi ancora preservatisi e che offrono attività diverse a seconda del periodo dell’anno.
Tra questi, sicuramente uno dei più facilmente raggiungibili da Lucca e dove si arriva anche senza un fuoristrada è Fornovolasco, frazione di Fabbriche di Vergemoli, incastonata ai piedi delle Alpi Apuane. Di origine medievale, si sviluppa in una stretta valle tra le acque della Turrite di Petrosciana e il fosso dei Santi, alla base meridionale della Pania della Croce.
Uno degli scorci e delle mete più gettonate è sicuramente Monte Forato, celebre per il suo arco naturale alto circa 25 metri. Ma anche il percorso 116 per Foce di Petrosciana (961 metri s.l.m.), ombreggiato e per un tratto costeggiante dal ruscello e da una serie di piccole cascate, è molto godibile soprattutto in piena estate. Dal passo si può scendere verso Stazzema o imboccare il percorso 131, che incrocia il 120 dopo circa mezz’ora di passeggiata a mezza costa. Dal 120, salendo per 50 minuti si arriva a Monte Forato, scendendo – in un’ora e venti minuti circa – si è nuovamente a Fornovolasco.


Il paese, ancora abitato tutto l’anno, è caratterizzato – come altri dell’Alta Versilia e della Garfagnana – da strade acciottolate che si inerpicano tra case in pietra, con piccoli giardini graziosi e curati. Fondato dai Liguri-Apuani, abitato dai Romani, deve la sua fortuna, in epoca medievale, all’estrazione e alla lavorazione del ferro. Da alcuni documenti storici risulta che già nel lontano 1369 esportasse tale prodotto fino a Stazzema.
Oggi, oltre ai percorsi di trekking, una meta che consigliamo è la Grotta del Vento, di origine carsica, che si sviluppa per 4.570 metri e ha un dislivello di 145 metri, tra sale di stalattiti, stalagmiti e corsi d’acqua sotterranei. Come spiega perfettamente il nome, la stessa è famosa per la sua corrente di aria gelida che accoglie il visitatore all’entrata. Per visitarla, quindi – soprattutto in primavera ed estate – si raccomanda un abbigliamento adeguato: scarpe da trekking con calze pesanti, pile o maglione e almeno una giacca a vento o un k-way (in estate).
Lungo la strada panoramica che costeggia la Turrite di Gallicano, in direzione della Grotta, potrete anche trovare la deviazione per l’Eremo di Calomini, scavato quasi interamente nella roccia, a ridosso dello strapiombo e con una fonte d’acqua fredda e limpida.
Infine, per i buongustai, si ricordano le molte sagre che scandiscono tutte le stagioni grazie ai prodotti tipici della Garfagnana, quali le castagne (e i piatti preparati con la loro farina, come la polenta), i funghi, i formaggi, gli allevamenti di trote presenti in zona e la zuppa di farro (calda o fredda, adatta tutto l’anno).
venerdì, 17 aprile 2026
In copertina e nel pezzo: Foto della Redazione di InTheNet (fine estate/inizio autunno 2025)

