Come procede la liberazione del Donbass
di (e traduzione di) Simona Maria Frigerio
“Forse qualcuno ci definisce una tigre di carta […]. Ma vorrei mettere in guardia da tali paragoni”. Questa la recente dichiarazione del Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, durante un discorso al Forum diplomatico in Turchia. E ha aggiunto che, sebbene la pazienza sia una qualità intrinseca dei russi, “a un certo punto, la pazienza si esaurisce”.
Verifichiamo l’affermazione con i dati forniti dal generale Valerij Gerasimov riguardo alla situazione sul campo, come da dichiarazioni ufficiali del 21 aprile scorso: “In marzo e aprile, le truppe russe hanno liberato 34 insediamenti e circa 700 chilometri quadrati di territorio”. Subito a ridosso di tali dichiarazioni, Mosca prendeva altresì il controllo di Veterinarnoye nella regione di Charkov e Grishino nella Repubblica Popolare di Donetsk.
Sempre secondo Gerasimov dall’inizio dell’anno “sono passati sotto il controllo russo 80 insediamenti e oltre 1.700 chilometri quadrati di territorio. La Repubblica Popolare di Lugansk è stata completamente liberata”.
L’armata Yuzhnaya risulterebbe impegnata nell’area fortificata di Slavjansk-Kramators’k-Konstantinovka e “sul fianco nord sta avanzando verso ovest su un ampio fronte in direzione di Slavjansk e Kramators’k. Le unità avanzate sono stanziate, rispettivamente, a circa 12 e 7 chilometri dalle periferie orientali di tali città”. Più oltre spiegheremo l’importanza di questi centri urbani.
A Konstantinovka, “gruppi di assalto stanno colpendo le formazioni nemiche e si stanno muovendo in profondità nell’area residenziale situata a nord-est e a sud-ovest della città. Inoltre, si registrano combattimenti nei sobborghi di Konstantinovka, ossia a Novodmitrovka e Ilyinovka”.
L’armata Sever, “mentre avanza simultaneamente in varie direzioni, continua a creare una cintura di sicurezza intorno al territorio di Sumy e di Charkov, in Ucraina”. Ricordiamo che, proprio da Sumy, era partito il tentativo ucraino (dimostratosi un terribile cul-de-sac per le forze armate impegnate da Kyiv) di conquistare la centrale nucleare di Kursk. Mentre Charkov è un importante bacino carbonifero, possiede i giacimenti di ferro di Krivoj Rog, nonché la zona fertile del ‘černozëm’ (ossia le praterie caratterizzate dalla ‘terra nera’).
L’armata Zapad affonda l’offensiva su un ampio fronte e, a marzo, avrebbe liberato 7 insediamenti. “Il nemico, circondato, è in ritirata sulla sponda orientale del fiume Oskol nei pressi di Kupjansk-Uzlovoy”. Ma sembrerebbe che i combattimenti più serrati si stiano svolgendo “nella direzione di Krasnyj Lyman, dove i gruppi di assalto russi stanno cercando di liberare Krasnyj Lyman: circa il 70% del territorio cittadino” sarebbe già sotto controllo di Mosca. Kupjansk è un importante nodo ferroviario della regione, mentre Lyman è l’ultimo insediamento a nord del fiume Seversky Donetsk, ovvero, prendendone il controllo, la linea del fronte coinciderebbe con il corso d’acqua, e le forze russe avrebbero la chance di dirigersi verso Kramators’k (come afferma lo stesso Gerasimov più oltre nella sua dichiarazione).
L’armata Tsentr si sta muovendo verso Dobropillja: “Le truppe russe hanno già liberato Grishino e Pavlovka e stanno rastrellando Novy Donbass per scovare le ultime unità ucraine, mentre continuano i combattimenti a Belitskoye. Nel frattempo, i russi continuano a creare una cintura di sicurezza nella regione di Dnipropetrovs’. Le operazioni di combattimento mirano alla presa di Novopavlovka, dove oltre il 75% del territorio è già sotto controllo” russo. Quest’ultima città è un importante snodo logistico per l’avanzata russa.
L’armata Vostok starebbe mantenendo l’iniziativa di attacco, “avanzando verso le zone occidentali e orientali della regione di Zaporižžja. In febbraio e marzo, le unità dell’esercito ucraino hanno tentato oltre 170 contrattacchi senza successo, con i loro reparti d’assalto, nel tentativo di fermare l’offensiva” russa. Le perdite, secondo fonti russe, sarebbero state di oltre “3.000 militari ucraini e più di 160 ‘pezzi’ di hardware militare, senza riuscire a raggiungere gli obiettivi sperati. I comandi ucraini, nel tentativo di nascondere i propri fallimenti, stanno portando avanti una campagna di comunicazione nella quale affermano di aver riconquistato 480 chilometri quadrati di territorio. Nel contempo, le formazioni e le unità” dell’esercito russo “che hanno respinto gli attacchi ucraini dalle direzioni di Velyka Mykhailivka e Pokrovs’k, hanno impedito la perdita di territori e continuano a espandere la zona di sicurezza nella parte meridionale della regione di Dnipropetrovs’k”.
Infine, l’armata Dnepr, “mentre infligge perdite alle unità nemiche, sta conducendo un’offensiva nella direzione di Zaporižžja. Veselianka è stata liberata. Le operazioni militari nei terreni urbani di Orichiv e Zaporozhets continuano”.
Sempre secondo Gerasimov: “L’esercito russo sta avanzando verso Slavjansk. Il giorno della liberazione di Slavjansk e Kramators’k non è lontano”. Ricordiamo che la prima è un importante distretto industriale attivo nell’estrazione di sale, e nei settori chimico, ingegneristico ed energetico; mentre la seconda ha un’economia incentrata sugli impianti siderurgici. Entrambe sono importanti snodi logistici.
Questa la situazione sul campo secondo il Ministero della Difesa russo. Se tali informazioni sono esatte – non essendo noi in prima linea, non possiamo che leggere i comunicati stampa – l’Unione Europea dovrebbe seriamente riconsiderare la sua solipsistica visione della guerra in Donbass e smettere di indulgere nel wishful thinking: la Russia non imploderà mai per regalare a Bruxelles le sue risorse minerarie ed energetiche.
* Tigre di carta è un’espressione utilizzata nel 1946 da Mao Zedong che stigmatizza come debole e inoffensivo un nemico considerato, in precedenza, potente e minaccioso. Mao, nell’intervista ad Anna Louise Strong, si riferiva ai reazionari
venerdì, 1° maggio 2026
In copertina: I colloqui tra Russia e Seychelles, Kremlino, 22 aprile 2026. Il Presidente della Repubblica delle Seychelles, Patrick Herminie, incontra il Presidente russo, Vladimir Putin. Foto di Yuri Kochetkov, RIA Novosti. Da: http://en.kremlin.ru/events/president/news/79594/photos/85923

