La poesia di un amore
di Monica De Giuli
In scena, al Teatro Govi di Genova, lo spettacolo scritto e diretto da Antonio Nobili, che racconta la storia d’amore segreta tra la poetessa Anna Achmatova (nata Gorenko e figlia di nobili russi) e il pittore Amedeo Modigliani, nella ville lumière della Belle Époque.
Negli anni in cui, a Parigi, il fermento artistico era al massimo del suo splendore e, per l’esattezza, nel 1910, una giovanissima Anna Achmatova e uno squattrinato Amedeo Modigliani si incontrano e, subito, si riconoscono l’un l’altro come anime affini. Entrambi, agli inizi della carriera – allora intessuta soltanto di sogni; nel poco tempo che trascorsero insieme (forse un paio di mesi), capirono come fossero rosi non soltanto dalle medesime ambizioni, ma avvinti allo stesso sogno o, meglio, allo stesso obiettivo: diventare famosi grazie alla propria arte. Un incontro, il loro, che non fu solamente una storia d’amore, bensì la liaison tra due anime gemelle – che si trovarono senza nemmeno sapere che si stavano cercando.
Il testo di Antonio Nobili è scritto come fosse una poesia – delicata, quasi struggente. Eppure il realismo con il quale riesce a descrivere i due amanti ne sembra quasi l’antitesi: lei, sposata (durante il primo incontro con Modì era in luna di miele nella capitale francese col marito, il poeta Nikolaj Gumilëv), si sentiva costretta dalle regole di una società che non sapeva comprenderla; lui, artista squattrinato che, per sopravvivere, era costretto a svendere i propri ritratti per la strada.
Si incontrarono per caso in un caffè di Parigi (probabilmente al Café de la Rotonde) e lui la corteggiò con lo stesso ardore col quale dipingeva. Achmatova ne fu subito affascinata, soprattutto per via della personalità dirompente di Modì – dirà poi che fu colpita dal suo “bagliore interiore”, scrisse: “Al posto di una pacifica gioia volevamo un dolore che mordesse… no, non lascerò il mio compagno dissoluto e tenero”. Per quel poco che è stato possibile accertare, dopo un inverno in cui Modigliani avrebbe subissato Anna di lettere appassionate, i due si ritrovarono nel 1911 quando quest’ultima abbandonò momentaneamente il marito per trascorrere un paio di mesi a Parigi con il pittore italiano.
Non sappiamo se tutto questo sia realmente accaduto (visto che non resta alcuna lettera di Modigliani diretta ad Achmatova e ciò che si è ricostruito proviene dalle memorie della poetessa), ma in fondo non importa. Quello che conta sono i sogni, le aspirazioni e vedere nell’altro lo specchio di sé al punto da guardarsi dentro e riconoscersi davvero, forse, per la prima volta.
Uno spettacolo molto poetico, una storia d’amore che non parla solo di sentimenti, ma anche del desiderio di guardare al di là delle apparenze per scoprire che, talvolta, le affinità elettive esistono davvero.
VOTO 7
Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Rina e Gilberto Govi
via P. Pastorino, 23r – Genova
Tu mi sognavi, io non dormivo
testo e regia a cura del poeta Antonio Nobili
con Andrea Carpiceci (Amedeo), Virginia Menendez (Anna), Ilario Crudetti (X), Daniel De Rossi (Nicolaj)
aiuto regia Dalila Cozzolino
venerdì, 15 maggio 2026
In copertina: La Locandina dello spettacolo (particolare per ragioni di layout)


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