Licenziamento politico e immotivato
di Federico Giusti (CUB Pisa)
Il licenziamento di Simone Vivoli conferma un dato acclarato, ossia che le aziende se vogliono cacciar via dei delegati scomodi si appellano a interpretazioni di norme disciplinari e codici etici che di etico e morale hanno ben poco, anzi nulla.
Da anni ormai denunciamo la presenza di norme che possono essere utilizzate come arma contro i delegati scomodi e il segretario dei metalmeccanici della Cub lo era. Il suo licenziamento arriva, inoltre, in un momento nel quale il potere contrattuale in Tim è ridotto ai minimi termini con lo Stato che ha ormai abdicato a ogni ruolo. Da quasi due anni la rete fissa italiana da infrastruttura pubblica, costruita con i soldi dei contribuenti (quindi, di noi tutti), è passata al controllo di un fondo di investimento statunitense (1).
La svendita della rete è passata sotto silenzio ma rappresenta un fatto grave di come siano stati vanificati gli sforzi e gli investimenti statali. E, dopo l’avvento dei privati, arrivano i tagli occupazionali tra uscite volontarie e ammortizzatori sociali, oltre che al variegato sistema dell’indotto e degli appalti.
Il licenziamento di Vivoli segue copioni già visti nel passato: addurre motivazioni disciplinari per espellere dall’azienda sindacalisti attivi e conflittuali che si sono attivati nel tempo contro le privatizzazioni e i tagli occupazionali denunciando lo spreco di denaro pubblico a beneficio solo di multinazionali, contrastando i piani di riorganizzazione aziendale e, più comunemente, la cosiddetta gestione delle risorse umane.
Va sottolineato che occorre fare attenzione in quanto il licenziamento di Vivoli non sarà un fatto isolato perché incutere paura e rassegnazione è un’arma preventiva per tappare la bocca alla forza lavoro – specie in tempi nei quali si licenzia con un messaggio WhatsApp, e in cui l’avvento dell’Intelligenza Artificiale cancella professionalità acquisite, trovando anche conforto nella legislazione giuslavoristica.
Torneremo sull’argomento nei prossimi mesi.
(1) Il 1° luglio 2024 la TIM ha venduto la sua rete fissa (NetCo) al fondo statunitense KKR (Kohlberg Kravis Roberts) per 22 miliardi di euro. Per approfondire: https://valori.it/kkr-tim-poteri-pubblici-finanza-fondi/
venerdì, 22 maggio 2026
In copertina: Il logo della TIM


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