L’eleganza dei pensieri
Di Monica De Giuli
Al Teatro Ivo Chiesa di Genova va in scena Gaber – mi fa male il mondo, uno spettacolo con la regia e la drammaturgia di Giorgio Gallione.
Approcciarsi a Gaber non è soltanto una questione di prendere i suoi testi, esaminarli, leggerli, interpretarli e portarli in scena, ma è una vera e propria sfida perché si devono fare i conti con una tagliente ironia, un’intelligente satira ma anche con una profonda analisi dell’animo umano.
Lo spettacolo riporta in scena il teatro-canzone attraverso un’esplorazione dell’universo gaberiano fatto di una continua ricerca e di una partecipazione intensa dei tumultuosi cambiamenti della società. La scelta dei testi che sono proposti è essa stessa una prima, importantissima indicazione che ci dà la misura di ciò a cui ci troviamo di fronte. I testi provengono, infatti, dal repertorio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini e sono presentati con un taglio culturale e temi non più proprio di attualità, ma che sono anche il ‘furto dichiarato’ di numerosi scrittori, intellettuali e politici, che hanno avuto su Gaber una fortissima influenza – tra i quali, Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Enrico Berlinguer, José Saramago e Gianni Rodari.
Il titolo stesso, Mi fa male il mondo, riassume perfettamente quell’inquietudine lucida che Gaber ha saputo trasformare in arte. Ma qui l’approccio, sia registico che interpretativo, è decisamente più delicato rispetto a quanto ci si aspettasse da uno spettacolo in omaggio a Gaber, il quale non si è mai risparmiato grazie alla combinazione esplosiva di rigore intellettuale e fisicità istintiva.
Marcorè sceglie, invece, la via della ‘presenza discreta’, una scelta più che apprezzabile in quanto non cerca di imitare Gaber ma ne adotta il rigore intellettuale pur mantenendo una propria e più delicata interpretazione. La sua recitazione è pulita e diretta e la sua presenza discreta, in grado di passare dal registro ironico a quello più profondo con una naturalezza incedibile. Lo stesso vale per l’accompagnamento musicale dei quattro giovanissimi pianisti, di cui si apprezza non solo l’innegabile bravura, ma anche la presenza scenica e l’attenzione – grazie alle quali sono in grado di non fermarsi al ‘puro’ accompagnamento musicale, ma di essere essi stessi parte narrante di questo spettacolo.
La regia punta, invece, sulla fluidità: il passaggio tra monologo e brano musicale è, infatti, scorrevole e delicato, capace di creare un continuum senza strappi che non annoia mai.
Forse in tanti si sarebbero aspettati qualcosa di più forte, critico e disarmante. Io, al contrario, credo di aver assistito non solo a un tributo, ma a un vero e proprio omaggio sentito per un artista che, pur muovendo un’aspra e feroce critica della società, non ha mai perso la propria eleganza. Quell’eleganza che questo spettacolo ci restituisce in tutto e per tutto.
VOTO 8
Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Ivo Chiesa
piazza Borgo Pila, 42 – Genova
fino a sabato, 2 maggio 2026
Gaber – Mi fa male il mondo
drammaturgia e regia Giorgio Gallione
con Neri Marcorè
pianisti (in ordine alfabetico) Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri
arrangiamenti e direzione musicale Paolo Silvestri
lighting designer Marco Filibeck
scene e costumi Guido Fiorato
produzione Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro della Toscana in collaborazione con Fondazione Giorgio Gaber e Centro Servizi Culturali Santa Chiara
venerdì, 29 maggio 2026
In copertina: Neri Marcorè in un particolare della Locandina dello spettacolo


Atomica
The seer
The Unison Piece
Spring rolls 2026
D’altro canto (Par d’autres voix)
Tu mi sognavi, io non dormivo