Torna a Sansepolcro la kermesse internazionale ideata da Lucia Franchi e Luca Ricci
di Simona Maria Frigerio
Con l’arrivo dell’estate la Toscana offre un panorama di Festival teatrali e coreutici purtroppo sempre più scarno. La cultura, ormai ritenuta superflua da una politica votata al riarmo e al taglio sempre più massiccio del welfare state, ovviamente non può che catalogare le arti (in particolar modo performative) come inessenziali o, addirittura, nel caso propongano idee o messaggi critici, persino deleterie per lo status quo e, quindi, finanziabili solo se e quando abbassate a puro divertissement o barbosamente borghesi.
Per fortuna resta ancora qualche oasi di resistenza e Kilowatt, con il suo programma che spazia a 360 gradi, è tra queste.
Vista l’articolazione del Cartellone che, al di là delle performance, propone momenti di incontro e confronto, video-installazioni, forme di teatro partecipativo e/o itinerante, laboratori, appuntamenti musicali e conviviali, abbiamo pensato di fornirvi l’intero programma, che potrete leggere in fondo all’articolo, e suggerirvi solamente qualche spunto. La nostra Redazione sarà presente a Sansepolcro il 23, 24 e 25 luglio e per quelle giornate vi segnaliamo già quali saranno gli spettacoli che poi recensiremo per voi.
Partiamo dalle tre esposizioni dedicate a Eugenio Barba, Julia Varley e all’Odin Teatret – visitabili dal 17 al 25 luglio, ossia per l’intera durata del Festival. Un fotografo alla scuola dello sguardo. Quattro sessioni dell’ISTA; Le foto di Compassione e Le nuvole di Amleto; e I manifesti dell’Odin Teatret, dal 1964 a oggi. A Palazzo Alberti, tutti i giorni dalle ore 16.00 alle 20.00.
Tra gli incontri, occorre segnalare la due giorni – venerdì 17 a sabato 18 luglio – che vedrà Eugenio Barba e Julia Varley dialogare con il gruppo dei Visionari (spettatori ‘consapevoli’ che, ogni anno, cambiano e durante la stagione invernale selezionano alcuni tra gli spettacoli che saranno presentati al Festival per poi dialogare con gli artisti, dopo aver visto dal vivo le performance). E a proposito, quest’anno gli incontri tra i Visionari e le 9 Compagnie da loro selezionate e andate in scena la sera precedente si svolgeranno da sabato 18 a domenica 26 luglio.
Passando ai laboratori, quest’anno saranno (come le mostre dedicate all’Odin) ben tre. Da Sabato 18 a venerdì 24 luglio, il primo – intitolato Una buona idea – sarà curato del regista e autore teatrale, Nicola Borghesi, fondatore della compagnia Kepler-452; da domenica 19 a sabato 25 luglio, il coreografo e danzatore, Francesco Marilungo, terrà Il corpo come soglia; mentre da lunedì 20 a sabato 25, sarà una tra le interpreti più sensibili e innovative del panorama teatrale italiano, Daria Deflorian, a dirigere Prove di libero rigore.
Come ogni anno, Kilowatt propone un paio di esperienze teatrali tra il partecipativo e l’itinerante spalmate su più giornate e rivolte a un ristretto numero di spettatori. La prima, da venerdì 17 a lunedì 20 luglio, vedrà protagonista la coppia Cuocolo / Bosetti con La casa misteriosa lassù nella nebbia. Di loro abbiamo scritto a più riprese in questi anni e la precisione da orologiaio svizzero del regista, Renato Cuocolo, unita alla voce e alle capacità attorali empatiche di Roberta Bosetti, assicurano sempre un’ottima riuscita delle loro performance.
Sempre il 17 luglio, da non perdere è: Teatro. Solitudine. Mestiere – a cui parteciperanno, oltre a Eugenio Barba e Julia Varley, Nicola Borghesi, il regista e autore teatrale Liv Ferracchiati, e Licia Lanera – fondatrice della Compagnia omonima ed ex Fibre Parallele. E ancora, sabato 18 luglio andrà in scena Compassione, il trittico sull’eros interpretato da Julia Varley, per la regia di Eugenio Barba e la produzione dell’Odin Teatret.
Incuriosisce, domenica 19 luglio, Caterina Marino con La futura classe dirigente – uno spettacolo che invita i bambini tra i 6 e i 13 anni a riflettere e a discutere del futuro che si immaginano tra le sfide di un mondo sempre più difficile da decifrare e per il quale occorrono (e occorreranno sempre più) strumenti culturali e critici per evitare i tranelli della semplificazione e del manicheismo.
Lunedì 20 luglio, Cubo Teatro porterà in scena uno studio, Leo. L’unica arte è un pugno. Ricordiamo con piacere l’ottimo spettacolo che applaudimmo sempre a Kilowatt della compagine torinese, Sid – fin qui tutto bene (1).
Martedì 21 luglio, si passa a un’installazione a ciclo continuo – come scrivevamo, il Festival di Franchi/Ricci è ricco di proposte che richiedono una fruizione o media alternativi. In questo caso, Jasna Hribernik, Zala Lia Lenárdič e Tomaž Šimnovec presenteranno Sky Without Space, dalle 17.00 alle 21.00 a Palazzo Pretorio – con ingresso ogni 30 minuti per un massimo di 15 spettatori alla volta. Nella stessa giornata, il simpatico Niccolò Fettarappa (anche lui già applaudito a Kilowatt, con Solo quando lavoro sono felice, 2) presenterà, accompagnato da Lorenzo Guerrieri, Scemi del villaggio,
Soprano, compositrice e performer, Christina Chatzimichailidou, sarà protagonista, mercoledì 22 luglio, di Delos: Birthplace of light – in delicato equilibrio tra poesia, musica e teatralità.
Lo spettacolo partecipativo/itinerante delle ultime tre giornate festivaliere debutterà giovedì 23 luglio. Non una voce – firmato da Ultimi Fuochi Teatro e interpretato dal talentuoso Roberto Magnani (rampollo del Teatro delle Albe, dove già da giovanissimo partecipava ai laboratori della non-scuola e che abbiamo applaudito in diverse occasioni, non ultima nel Macbetto di Testori, 3). Starting point presso i Giardini di Piero, alle 20.15, 21.30 e 23.00 per un massimo di 4 spettatori alla volta. Nella stessa giornata, ci incuriosisce che un coreografo abbia trovato l’elemento perturbante nell’universo Kawaii, ossia quell’estetica del ‘carino’ importata dalla sottocultura nipponica (che valorizza gli occhioni occidentali nei suoi anime così come nella realtà, tanto che l’intervento per creare la piega palpebrale superiore è tra i più comuni in Oriente), insieme a like, cuoricini ed emoji. Stiamo parlando di Angelo Petracca con Kittens. E ancora, arriva il vincitore del 58° Premio Riccione per il Teatro 2025, Tacet, un esperimento sul tempo firmato da Jacopo Giacomoni e Silvia Costa.
Venerdì 24 luglio sarà la volta di due novità. La prima assoluta di Dino Lopardo, Rigetto – un’indagine teatrale sulla bulimia interpretata da Angela Ciaburri e Claudia Marsicano; e lo studio degli organizzatori di Kilowatt, ossia della Compagnia CapoTrave, che presenterà Bandiera. Last but not least, YoY Performing Arts, IVONA e Tyche proporranno Your Tactile Identity, un progetto che, nell’era digitale polarizzata dal pensiero binario, vuole configurarsi – come dichiarato dagli stessi ideatori – quale “atto politico che esalta la vicinanza, offrendo una risposta artistica all’urgenza di costruire spazi comuni, abitare le differenze e trasformarle in motore di creazione collettiva”.
L’ultima giornata festivaliera, sabato 25 luglio, sarà caratterizzata da tre appuntamenti. La tragicommedia Perfect Days di Teatro Da Bar; il duo svizzero composto da Igor Cardellini e Tomas Gonzalez con 2100; e il performer e danzatore Vittorio Pagani, che presenterà Echo Chambers. Un amore senza fine, spettacolo nato dalla collaborazione di Anghiari Dance Hub, CapoTrave/Kilowatt e Cantieri Danza – che hanno ideato e promosso il progetto Giovane Danza Italiana.
Buon Festival a tutte e tutti!
(1) https://www.inthenet.eu/2023/12/01/sid-fin-qui-tutto-bene/
(2) https://www.inthenet.eu/2023/07/28/solo-quando-lavoro-sono-felice-seguime-drone-tragico/
(3) https://teatro.persinsala.it/macbetto-o-la-chimica-della-materia/56108/
venerdì, 12 giugno 2026
In copertina: La Locandina dell’edizione 2026 di Kilowatt Festival


Reportage dal Festival Interplay 26. Seconda Parte
Con l’estate torna Tempi Moderni
Reportage dal Festival Interplay 26. Prima Parte
The Globe: da Shakespeare a Instabili Vaganti
Sinestesie sonore
EDIPOp RE