Il primo assassinato, la seconda ‘dimessa’ nel polverone dei biolab US in Ucraina
di (e traduzioni di) Simona Maria Frigerio
Per anni i nostri mass media hanno smentito l’esistenza di biolaboratori statunitensi in Ucraina. In questi giorni, dopo aver dato ufficialmente le dimissioni a causa del cancro alle ossa del marito, Tulsi Gabbard – Direttore della National Intelligence (DNI) – ha desecretato alcuni documenti che confermerebbero come il “ il Governo degli Stati Uniti abbia finanziato oltre 120 biolaboratori in più di 30 Paesi”.
Notizia nuova? Assolutamente no, nemmeno per gli statunitensi, visto che il Sottosegretario di Stato agli Affari Politici dell’Amministrazione Biden, Victoria Nuland, ha testimoniato di fronte al Congresso nel marzo 2022 che: “L’Ucraina possiede, in effetti, impianti di ricerca, per i quali siamo abbastanza preoccupati dato che le truppe russe, le forze armate russe, potrebbero cercare di prenderne il controllo”. Al momento, però, una simile narrazione non era ammissibile, dato che l’Ucraina doveva parere immacolata come un agnello portato al macello e, quindi, altri esponenti dell’amministrazione Biden rigettarono simili affermazioni il giorno successivo.
Ora, facciamo chiarezza. Gabbard ha desecretato parti dei documenti con omissis importanti (includiamo a proposito il .pdf originale) e la sua preoccupazione non è stata quella che il proprio Governo abbia mentito all’opinione pubblica internazionale, ivi comprese le Nazioni Unite. Bensì che i patogeni conservati in quei laboratori finiscano nelle mani della Russia. E difatti si denunciano solo quelli presenti in Ucraina e non in tutti gli altri Stati (che dovrebbero essere almeno una trentina).Questo va scritto per chiarezza di informazione e perché, ancora una volta, senza quegli omissis non sappiamo davvero tutta la verità. Ma sicuramente abbastanza per provare che erano ben fondate le preoccupazioni del Generale Kirillov, ucciso da Kyiv secondo L’Internazionale: “La vendetta più audace compiuta finora dall’Sbu, i servizi di sicurezza ucraini. All’alba del 17 dicembre [2024] il generale Igor Kirillov, capo della divisione per le armi chimiche e batteriologiche dell’esercito russo, è stato assassinato a Mosca, in un atto di guerra che colpisce al cuore l’apparato militare russo” (1). Nonostante il taglio sensazionalistico e quasi trionfalistico dei colleghi, a distanza di un anno e mezzo forse si comprende perché quell’uomo (come un Giorgio Ambrosoli) andasse fermato (2 e 3).
Perché adesso si ammette l’esistenza dei biolab ucraini?
Un altro particolare da considerare prima di entrare nel merito della questione è come, nel frattempo, i mass media abbiano ‘rigirato la frittata’ – scusateci la trivialità, ma spiega bene come la medesima informazione possa essere manipolata per creare una narrazione parallela che disvia il senso critico.
Come scrivevamo, Gabbard afferma (come riportato su documenti ufficiali e sul New York Post): “Nonostante l’ovvio potenziale per un impatto globale catastrofico delle ricerche su patogeni pericolosi nei biolaboratori, i politici, i cosiddetti professionisti del settore medico-sanitario come il Dottor Fauci, ed entità all’interno del team per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden hanno mentito agli statunitensi circa l’esistenza di biolaboratori finanziati e supportati dagli Stati Uniti, e hanno minacciato coloro che hanno tentato di rivelare la verità”; e più oltre: “l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale continuerà a lavorare coi propri partner all’interno del governo per identificare dove si trovino questi biolaboratori e quali patogeni contengano al fine di fermare le ricerche sul Guadagno di Funzione che minacciano la salute e il benessere degli statunitensi e dei popoli a livello globale”. E però, ciò che realmente la preoccupa è altro, come da documento originale, ossia che: “l’Intelligence aveva preventivamente avvertito che i biolaboratori finanziati dagli States in Ucraina, verosimilmente ospitavano patogeni pericolosi ed erano vulnerabili di fronte alle minacce di lunga data degli attacchi russi, al loro sequestro o al loro danneggiamento” (4).
In pratica, la preoccupazione di Gabbard è che di tali patogeni si appropri la Russia, non che per anni gli States abbiano fatto esperimenti contrari agli impegni internazionali sottoscritti (e, oltretutto, in Paesi stranieri, all’insaputa delle popolazioni locali). Per la precisione, gli Stati Uniti hanno ratificato la Convenzione sulle armi chimiche – che vieta lo sviluppo, la produzione, l’immagazzinamento e l’uso di armi chimiche – nel 1997, e hanno dichiarato il loro intero arsenale chimico distrutto nel 2023; hanno altresì aderito alla Convenzione sulle armi biologiche (BTWC), in vigore dal 1975, che proibisce lo sviluppo, la produzione e lo stoccaggio di armi batteriologiche e tossiniche. Per inciso, la Russia ha fatto altrettanto con la ratifica della prima nel 1997 e il completamento della distruzione di armi chimiche nel 2017; mentre l’ex Urss aveva aderito alla BTWC.
Resta però da chiarire che vi è un tarlo grave che mina il valore della Convenzione sulle armi biologiche, ossia il fatto che il divieto di tutti gli agenti microbici e biologici o tossine, e dei loro vettori, ha una importante eccezione, ossia quella degli scopi medici e di difesa (ma in ‘piccole’ quantità).
Da Wuhan a Boston: si sapeva già tutto
Autocitandoci, nel gennaio 2021, il Dipartimento di Stato pubblicava un documento dedicato alle attività del Wuhan Institute of Virology (WIV) dal quale emergeva che: “1) Il Governo statunitense ha ragione di credere che molti ricercatori del WIV si sono ammalati nell’autunno del 2019, antecedentemente al primo caso epidemico identificato, con sintomi compatibili sia con la Covid-19 sia con le normali malattie stagionali; 2) Nel giugno 2023, l’ODNI (United States Intelligence Community, n.d.t.) ha pubblicato un’analisi intitolata, Legami Potenziali tra l’Wuhan Institute of Virology e l’Origine della Pandemia di Covid-19, supportando detta conclusione”. Inoltre, “nel 2018, un anno prima della pandemia, la statunitense EcoHealth, in partnership con l’WIV, in una richiesta di fondi a DARPA (segmento del Dipartimento della Difesa US, n.d.t.) proponeva di creare un virus con le caratteristiche del SARS-CoV-2” con un sito di scissione furina, “che è la medesima peculiarità che rende gli umani sensibili all’infezione da Covid-19”.
Tutto ciò è poi stato ripreso nel Documento ufficiale del dicembre 2024, stilato dalla Commissione per la supervisione e la responsabilità della Camera degli Stati Uniti, di cui abbiamo già dato notizia e non ci ripeteremo (5).
Altro scandalo sottaciuto o apertamente occultato dai mass media e deindicizzato dai social è stato quanto accaduto a Boston, ancora una volta autocitandoci: “Specifichiamo che si parla di armi batteriologiche anche laddove si studi come potenziare un virus [a proposito si veda la chimera creata, recentemente, alla Boston University che codifica il gene S della Omicron nel backbone di un arcaico SARS-CoV-2, la quale nelle cavie (transgeniche) K18-hACE2 ha causato malattia severa e un tasso di mortalità dell’80% (6)]”. In pratica, la Boston University aveva “creato una nuova variante della Covid-19, che ha dimostrato un tasso di mortalità sulle cavie dell’80%”.
L’allarme era stato lanciato non da una testata o un semplice blog di contro-informazione (come il nostro), bensì da Forbes, sulle cui pagine Steven Salzberg scriveva, dopo aver contattato importanti ricercatori e il virologo Valentin Bruttel, dell’università di Würzburg: “Questo studio non serve a niente per la popolazione in generale, in quanto le possibilità che esattamente un Omi-Spike [possa] ricombinarsi con una variante estinta [quella cosiddetta di Washington] sono pari a zero” (7). E però ecco il tarlo: con la scusa della ricerca a scopi medici, si sviluppano armi biologiche che non sono meno pericolose di quelle chimiche. Tutt’altro.
La domanda che sorge spontanea adesso non è perché Gabbard abbia parlato – in fondo denuncia quanto aveva fatto l’ex amministrazione Biden e sembra quasi un regalo di addio a chi l’aveva nominata, ossia al Presidente Trump.
La domanda è: come hanno fatto i mass media a creare una contro-narrazione così velocemente? Omettendo totalmente quanto scritto, dimenticando le accuse dei fact-checker sulle scoperte di Kirillov, occultando quanto dichiarato e riportato ufficialmente su vari canali (ivi compreso il Congresso degli Stati Uniti). E per quale scopo, oggi, ne scrivono se non per ventilare la possibilità che la Russia possa diventare una minaccia usando armi biologiche?
Si strombazzino tanto documenti zeppi di omissis – che, in fondo, sono interessanti solo laddove elencano le società e gli Enti coinvolti e che, quindi, dovevano sapere: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Dipartimento dell’agricoltura statunitense, Metabiota [8], varie università statunitensi, Black & Veatch [9], Safoso [10], FAO [11], CDC [12], eccetera.
(1) https://www.internazionale.it/opinione/pierre-haski/2024/12/18/generale-kirillov-morte
(2 e 3) Il 7 aprile 2023 il Capo delle Forze Armate russe incaricato della Protezione chimica, biologica e nucleare, il Tenente Generale Igor Kirillov, pubblicava una nuova analisi che denunciava alcuni progetti – portati avanti in biolaboratori ucraini finanziati dagli US – con diversi patogeni:
Il documento originale in inglese: https://telegra.ph/Briefing-by-the-Chief-of-Nuclear-Biological-and-Chemical-Protection-Troops-of-Russian-Armed-Forces-Lieutenant-General-Igor-Kiril-04-07
(4) https://www.dni.gov/index.php/newsroom/press-releases/press-releases-2026/4163-pr-10-26
(5)
(6)
(7) https://www.forbes.com/sites/stevensalzberg/2022/10/24/gain-of-function-experiments-at-boston-university-create-a-deadly-new-covid-19-virus-who-thought-this-was-a-good-idea/?sh=2f23708a5ca3
(8) Metabiota: Start-up con sede a San Francisco, partner di USAID, dovrebbe occuparsi di fornire analisi e previsioni circa lo scoppio e lo sviluppo di epidemie a livello globale. Tra i suoi top manager, Edward Rubin con un passato alla direzione del Department of Energy Joint Genome Institute, ossia il centro nazionale di ricerca dedicato alla genomica, finanziato dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Metabiota vanta come media partner il New York Times e il Guardian: https://metabiota.com/
(9) Black & Veatch: società globale di ingegneria, approvvigionamento, consulenza e costruzione con sede a Kansas City. Il CEO è Mario Azar ma solamente dal 2022: https://www.bv.com/
(10) Safoso AG è una Società svizzera che si occupa di salute animale. Il suo Presidente, Ulrich Kihm, collabora con il Federal Office of Public Health per creare un sistema di controllo per ridurre il numero dei vettori del SARS CoV-2 in Svizzera: https://www.safoso.ch/
(11) FAO: Agenzia dell’ONU con sede a Roma che dovrebbe garantire la sicurezza alimentare, ridurre la povertà rurale e promuovere un’agricoltura e uno sviluppo sostenibili
(12) CDC: I Centers for Disease Control and Prevention sono la principale Agenzia federale degli Stati Uniti per la protezione della salute pubblica, con sede ad Atlanta
venerdì, 19 giugno 2026
In copertina: Начальник войск радиационной, химической и биологической защиты ВС РФ генерал-лейтенант Кириллов Игорь Анатольевич (CC BY 4.0) e foto ufficiale di Tulsi Gabbard (Pubblico dominio); nel pezzo: il .Pdf con i documenti desecretati


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