Territori da cucire XII edizione
di La Redazione di InTheNet
Dallo scorso 1° luglio è tornata, in cinque piazze di Valsamoggia per altrettanti mercoledì, l’iniziativa di teatro a partecipazione popolare targata Ariette.
Monteveglio, Savigno, Castelletto, Crespellano, Bazzano, sempre alle 20.00 e a ingresso libero, ospitano quest’anno la versione pasoliniana della tragedia greca per antonomasia, Edipo Re, e a seguire, come di consueto, il testo si trasforma in spunto per il dialogo/confronto tra cittadini sui temi indagati dal cineasta, poeta, scrittore e intellettuale bolognese.
A proposito del lavoro di quest’anno, Paola Berselli e Stefano Pasquini affermano: «È tempo di autocrazie, di poteri forti e di tiranni. Il diritto internazionale traballa e i diritti umani sono calpestati. Il dialogo cede il posto alla violenza, la gentilezza alla forza, la solidarietà alla competizione. Si sta invertendo il corso della storia, non più una linea retta che procede diritta in avanti, ma una linea curva che si attorciglia su se stessa e torna indietro».
Del resto, sulle ‘magnifiche sorti e progressive’ aveva dubbi anche lo stoico Leopardi e Pasolini intravedeva già, negli anni 60 e 70, i germi di uno ‘sviluppo senza progresso’. Oggi, in epoca di Temptation Island sembra ridicolo pensare a una cittadinanza consapevole, o alla presenza nella società civile di intellettuali in grado di analizzare e liberi di criticare il presente e un futuro che la UE (sempre più autoreferenziale) immagina all’insegna del riarmo – in vista di una guerra aperta contro la Russia. Domina il pensiero binario (1) e il dialogo è stato allontanato dal tavolo da gioco dei potenti. Il prossimo 14 luglio, non a caso, la Presa della Bastiglia – che dovrebbe celebrare i valori di liberté, égalité et fraternité – sarà, al contrario, l’occasione per voli acrobatici franco-ucraini di fronte agli eserciti di 37 Stati (ovvero la cosiddetta Coalizione dei Volonterosi, che si prepara a imbracciare il fucile andando oltre la guerra di procura finora portata avanti dagli ucraini – sempre più proni alle velleità nazi-fasciste del loro leader).
Pasquini e Berselli proseguono nella spiegazione del perché hanno scelto una tragedia greca per raccontare il presente: «L’idea che abbiamo del passato è quella di un tempo buio, selvaggio e brutale. Eppure, malgrado il nostro pregiudizio, nella Grecia di duemilacinquecento anni fa si scrivevano e si mettevano in scena tragedie e commedie che, raccontando i miti fondanti della cultura occidentale, parlavano dell’uomo, dei suoi sentimenti e delle sue azioni, di giustizia, ingiustizia, pietà e crudeltà, di libertà e destino, di guerra, di pace, di uomini e donne, di cittadini e di re». E a proposito ricordiamo due pilastri letterari di quel periodo, quali Le rane – scritta in tempi di forte instabilità politica, pericoli per la democrazia, vuoto di creatività, e guerre che decimavano la popolazione – e La Lisistrata (entrambe di Aristofane), che utilizzava l’escamotage dello sciopero sessuale – proposto dalla protagonista alle donne – come arma di ricatto politico per riportare al dialogo e ristabilire la pace tra Atene e Sparta.
Ma tra tanti capolavori vi è anche Edipo re di Sofocle, da cui Pasolini ha liberamente tratto la sceneggiatura del suo omonimo film del 1967. Pasquini e Breselli chiudono spiegando: «Un’opera perfetta, l’archetipo del thriller, allo stesso tempo misteriosa e moderna. Questa tragedia riesce a interrogarci, oggi, sul nostro destino di uomini contemporanei esattamente come riusciva a interrogare i nostri antenati greci duemilacinquecento anni fa. Lavorando sull’Edipo re, sono cresciute in noi tante domande che vorremmo condividere con gli spettatori che verranno a incontrarci nel mese di luglio. Le risposte sono spesso fragili e incerte, ma ce n’è una che senza dubbio centra il cuore della storia, affermando che “tra le tante cose terribili, nessuna è più terribile dell’uomo”».
Edipo re – se possiamo aggiungere – è anche l’opera più apertamente autobiografica di Pasolini. Una confessione per immagini iniziata con Il Vangelo secondo Matteo (testo proposto l’anno scorso dalle Ariette), in cui il regista sceglieva la propria madre quale interprete di Maria di fronte al Cristo morente sulla croce; e in cui, dopo essersi forse immedesimato inconsciamente nel Messiah, condannato per aver portato la verità al mondo – e cosa è più imperdonabile e scabrosa della verità? – torna qui nei panni di Edipo, nel quale si riflettono sia il suo personale complesso edipico sia la sua passione per i ragazzi di vita. Questi ultimi, forse, una personale risposta e una condanna auto-inflitta per quella che lui stesso sentiva freudianamente come una colpa – un tabù impronunciabile.
A interpretare Giocasta fu chiamata forse la migliore attrice italiana con Anna Magnani, l’algida e ‘amara’ Silvana Mangano – perfetta ma distante Madonna e, al tempo stesso, dolorosa vestale; mentre Franco Citti poteva incarnare l’immagine duplice di Edipo/Pasolini e dei suoi ragazzi di vita. Ma in chiusura, grazie allo scarto temporale, la figura di Edipo (accecatosi) aderiva a quella di un moderno Tiresia (accecato da Era), calato nell’epoca di Pasolini e anche nella nostra, ossia quella capitalistico-consumistica. Come lo stesso Pasolini, il personaggio aveva in sé esperienza dell’erotismo maschile e femminile e il dono/maledizione di prevedere il futuro: un futuro di e/orrori ormai sotto gli occhi di tutti.
Come sempre in Territori da Cucire, lo spettacolo coinvolgerà cittadine e cittadini di Valsamoggia di età e provenienza culturale differenti.
Teatro delle Ariette presenta, nell’ambito di Territori da cucire 2026:
EDIPOp RE
liberamente tratto dalla sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini
progetto e direzione artistica Paola Berselli e Stefano Pasquini
con Andrea Ventura, Claudia Caputo, Clara Garagnani, Cosimo Copertino, Diana Vitale, Germana Fratello, Ghislaine Bourbon, Giulia Medici, Matteo Bagnoli, Noemi Bettali, Paola Jara, Pasqualina Siotto, Roberta Trebbi, Rosella Ciman, Valentina Zoldan, Simonetta Politi, Stefanie Baumann, Valeria Collina
e la partecipazione di alcuni alunni e alunne delle classi quarta A e C della scuola primaria A. Venturi di Monteveglio/Istituto comprensivo Bazzano – Monteveglio; il gruppo lettura del Centro Sociale Bruno Pedrini di Crespellano; il Centro Sociale, Ricreativo, Culturale Gino Baiesi di Castelletto di Serravalle; alcuni ragazzi e ragazze del gruppo catechismo classe quinta di Bazzano
organizzazione Irene Bartolini, Paola Berselli
costumi Benedetta Paganini, Diana Vitale, Giorgia Vivarelli, Giulia Medici, Valentina Zoldan
ufficio stampa e comunicazione Raffaella Ilari
documentazione fotografica Alessandro Accorsi, Giovanni Battista Parente
sito web Martina Zanarini – social Raffaella Ilari, Benedetta Paganini
con il patrocinio del Comune di Valsamoggia
nell’ambito di Bologna Estate 2026
Il Calendario:
Mercoledì 1° luglio, Monteveglio, 1° tempo
Mercoledì 8 luglio, Savigno, 1° tempo
Mercoledì 15 luglio, Castelletto, 2° tempo
Mercoledì 22 luglio, Crespellano, integrale
Mercoledì 29 luglio, Bazzano, integrale
(ingresso libero, ore 20.00. In caso di pioggia, gli spettacoli sono rimandati a data da destinarsi)
(1) https://www.inthenet.eu/2025/11/14/intervista-ad-angelo-dorsi/
venerdì, 3 luglio 2026
In copertina: La Locandina di Territori da cucire 2026 (gentilmente fornita dall’Ufficio stampa del Teatro delle Ariette)


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