Il potere della parola
di Monica De Giuli
Il termine ‘golem’ deriva dall’ebraico e significa ‘materia inerte’ o ‘forma primitiva’. Nella cultura ebraica è una creatura mitologica, plasmata con argilla o fango, che prende vita grazie alle lettere ebraiche ‘emet’ inscritte sulla sua fronte e a rituali magici. Potremmo descriverlo come un servitore obbediente, creato per addossarsi compiti pesanti o per proteggere la comunità ebraica dalle persecuzioni. Esso obbedisce ai comandi del suo creatore ed è, spesso, dotato di una forza incredibile.
In una bellissima scenografia che separa e distingue gli ambienti grazie a un gioco di vetrate e luci, ci ritroviamo in una sorta di ospedale diretto da una donna misteriosa che rivolge la parola a una visitatrice il cui marito è ricoverato per una strana malattia senza genere. Le propone di curarlo a patto di imparare, ogni giorno, le parole di un testo scritto di cui non conosce la lingua. Fin da subito, dunque, la parola diventa il fulcro di questo spettacolo, addirittura il rimedio stesso a un male incurabile.
In questo lavoro di Juan Mayorga, con la regia di Jacopo Gassmann e la traduzione di Pino Tierno, la Parola è colei che può aiutare il popolo ebraico ad attraversare il deserto.
Tutto ruota intorno al concetto stesso di ‘parola’, fondamentale per intenderci ma anche pericolosissima perché “Le parole possono molto. È magico. Con le parole un essere umano può fare qualcosa a un altro essere umano. Con le parole si fa la guerra”. L’autore stesso ci invita a non sottovalutare le parole poiché perderne di vista il potere potrebbe portare a conseguenze tragiche.
Conoscere le parole non basta, serve conoscerne il potere e comprenderne la polivalenza, solo in questo modo si potrà arrivare alla verità, quella “verità che nasce quando l’intenzione muore”.
Non si può dire che lo spettacolo sia di facile fruizione: il testo è complesso e non certo di immediata interpretazione. Sicuramente ci invita a pensare, a riflettere su ogni minima sfumatura di questa messinscena complessa e attenta a ogni dettaglio. Ma è indubbia l’intensità che percepiamo in ogni aspetto – dall’interpretazione degli attori alla scenografia, che sa rendere perfettamente l’atmosfera del luogo non luogo, passando per la luce densa fino allo sfinimento. E, soprattutto, è un testo che ci fa riflettere sul peso che hanno le parole, parole che utilizziamo per esprimere concetti ed emozioni, parole che possono tutto, nel bene e nel male.
VOTO 8/10
Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Gustavo Modena
piazza Gustavo Modena, 3 – Genova
da venerdì 21 a domenica 23 novembre 2025
Golem
di Juan Mayorga
traduzione Pino Tierno
regia Jacopo Gassmann
con Elena Bucci, Monica Piseddu e Francesco Sferrazza Papa
disegno luci Gianni Staropoli
scene e costumi Gregorio Zurla
video Lorenzo Letizia
produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Sardegna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria
venerdì, 12 dicembre 2025
In copertina: Una scena dello spettacolo per la regia di Jacopo Gassmann

