Lettera al Direttore
di Maria Federica Ruberto – Global Sumud Calabria
Riceviamo questa testimonianza da Lamezia Terme. InTheNet invita tutti coloro che, in queste settimane, stanno manifestando per la pace e la giustizia sociale, in Calabria e nel resto d’Italia, a inviare le proprie esperienze e riflessioni in Redazione.
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Lamezia Terme. La voce degli autotrasportatori non ha potuto unirsi a quella degli agricoltori perché – secondo quanto ci ha riferito un ragazzo presente al presidio – la Digos avrebbe impedito concretamente che le due proteste si unissero in un unico corteo, mantenendole separate.
La linea dei manifestanti era chiara: continuare a restare in presidio fino a ottenere un incontro con il Ministero, svoltosi il 20 ottobre e che non ha dato i risultati sperati. Si è parlato di uno stanziamento di 480 milioni ma questi erano già stati deliberati durante l’estate, dopo le proteste dello scorso anno. Sebbene il Governo sventoli promesse da 1 miliardo, i nuovi fondi si fermano a 160 milioni e, come scrive anche Il Fatto Quotidiano, gli stessi “sono da trovare” e, comunque, si dovrà attendere almeno fino a gennaio 2027. Ciò che chiedono gli autotrasportatori è, al contrario, una riformare per la categoria e il rimborso sulle accise – come in passato.
In attesa di una nuova convocazione, il Governo ha fissato un vertice interministeriale per il 27 ottobre alle 16 al MIT, dove si siederanno insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le associazioni di categoria degli autotrasportatori per discutere di accise e sblocco dei fondi di maggio.
Le richieste, ci spiegano gli autotrasportatori, sono di categoria. Due i punti fondamentali. Innanzi tutto, la reintroduzione del taglio delle accise sul gasolio. La richiesta simbolica che gira tra i presidi è “vedere la colonnina almeno a 1,60 euro”. E, in secondo luogo, una vera riforma del settore dell’autotrasporto che tuteli i margini delle imprese schiacciate dall’aumento di oltre 0,50 Euro al litro del diesel.
L’adesione, secondo il portavoce da noi sentito, sarebbe quasi totale in Calabria. Due nodi politici restano comunque aperti.
Il primo è istituzionale: gli autotrasportatori si sono recati alla Cittadella regionale, ma il presidente Roberto Occhiuto in un primo momento non li ha ricevuti. Solo a Rende, c’è stato un incontro informale con il sindaco Sandro Principe, che ha espresso la propria solidarietà. La Regione, nel frattempo, ha annunciato uno stanziamento straordinario di 15 milioni di euro, 10 per l’autotrasporto e 5 per l’agricoltura. Ma non è stato specificato in base a quali parametri saranno suddivisi, quando e a quali realtà saranno erogati.
Il secondo nodo è quello sul futuro della mobilitazione in quanto la USB ha indetto uno sciopero nazionale per il 30 ottobre – quando tutte le realtà calabresi convergeranno a Cosenza.
Noi e altri movimenti e associazioni stiamo chiedendo agli autotrasportatori e agli agricoltori di unirsi alla nostra lotta per far capire a Roma – con un’unica voce – che non è solo per il caro gasolio contro cui ci si sta ribellando, ma anche contro il caro vita che rende praticamente impossibile fare la spesa, pagare le bollette oltre che l’affitto con gli stipendi più bassi d’Europa e in una regione che si attesta tra le più povere della UE.


La portata di questo disagio è, però, transnazionale e non si può eludere che arrivi da scelte belliche in cui i tagli alla sanità, alla scuola e alle infrastrutture sono dovuti all’aiuto che lo Stato ha scelto, incessantemente, di dare a Israele (e non solo) nella continuazione di un genocidio in terra palestinese.
Bisognerà lavorare sulla coscienza politica e di classe perché ci sono scelte, quali la militarizzazione e il bellicismo che impediscono, a tutte e tutti noi, di vivere una vita dignitosa e avere riconosciuti diritti basilari, quali quello alla casa, alla salute e al lavoro.
Se gli autotrasportatori e gli agricoltori comprenderanno anche questo, allora la Calabria diventerà promotrice di una grande ribellione sociale che si allargherà all’intero Paese.
Nel frattempo, dopo l’incontro deludente con il Ministro Salvini, lo sciopero continuerà così come le mobilitazioni studentesche che torneranno in strada per appoggiarlo – uno scenario già visto nelle mattinate del 19 e 20 ottobre, quando le forze dell’ordine hanno creato momenti di disagio per i giovani in piazza nonostante la protesta fosse pacifica.
Alla mia voce e a quella della Global Sumud Calabria, unisco il Comunicato Stampa del Coordinamento Calabria, Basilicata, Puglia e Molise degli autotrasportatori.

“Vertice con MiSE e Salvini: fumata nera.
Calabria, Basilicata, Puglia e Molise confermano lo sciopero: il fermo prosegue come programmato
Milano, 20 ottobre 2026. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tenutosi al tavolo negoziale con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministro Matteo Salvini.
I rappresentanti di Calabria, Basilicata, Puglia e Molise prendono atto con rammarico della totale mancanza di risposte concrete: al tavolo non si è raggiunto concretamente nessun obiettivo tra quelli programmati, né sono giunte garanzie o impegni vincolanti da parte del Governo.
Alla luce del mancato riscontro sulle priorità individuate, si conferma con fermezza la linea della mobilitazione. Lo sciopero e il fermo proseguono regolarmente e senza alcuna variazione, secondo le modalità e i tempi già definiti.
«Nessun passo in avanti è stato compiuto in questo incontro. La mancanza di risposte concrete rende inevitabile la prosecuzione del fermo: andiamo avanti determinati così come stabilito, a tutela dei diritti e delle istanze dei nostri territori»”.
venerdì, 23 ottobre 2026
In copertina e nel pezzo: Fotografie di Maria Federica Ruberto


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