“La rinuncia ad agire è un agire insufficiente”
di Simona Maria Frigerio
Da cofondatore del movimento antinucleare, nel 1954, ad autore di Gewalt. Ja oder nein. Eine notwendige Diskussion, in cui propugna che: “La rinuncia ad agire è un agire insufficiente”, sollevando dubbi sul pacifismo non-violento. Il filosofo Günther Anders, uno dei protagonisti dello spettacolo andato in scena allo Scompiglio, Atomica, è – tra i due personaggi – sicuramente il più interessante, profondo e attuale ma, purtroppo, il meno riuscito.
In effetti, Claude Eatherly emerge – in questo ‘dramma epistolare’ – come un essere umano a tutto tondo, schiacciato dal senso di colpa per aver dato l’ok al lancio della bomba atomica su Hiroshima, e dotato di una consapevolezza che lo porta diritto in manicomio in quanto – come avrebbe detto anche Basaglia anni dopo per i malati psichiatrici – non è funzionale al sistema. Un sistema, politico ed economico di stampo capitalistico, che pretendeva che quanto accaduto a Hiroshima e a Nagasaki non fosse considerato un crimine di guerra (come avrebbero dovuto essere considerati anche i bombardamenti su Dresda e le bombe incendiarie statunitensi su Tokyo*), bensì un mezzo efficace per mettere fine alla Seconda guerra mondiale e, addirittura, salvare la vita dei soldati a stelle e strisce (sic!).
La complessa psicologia del pilota emerge, però, anche nei racconti della giovinezza, trascorsa in un Texas incontaminato, e dell’infanzia, che creano un’immediata empatia con lo spettatore: chi non ha fatto cadere la pallina di gelato, da bambino, affascinato dall’idea di vedere fino a che punto si può inclinare un cono prima che si ‘compia il dramma’? Il personaggio multi-sfaccettato e ci mette di fronte alla responsabilità individuale, a cui non si può né si deve derogare adducendo scuse quali “Ho solo obbedito agli ordini”, o “Ero solo un ingranaggio di una macchina di morte che non dirigevo”. Nessuno è innocente – ieri, complici dell’Olocausto, come Eichmann, o di Truman che, nel suo forsennato anticomunismo voleva dimostrare la superiorità tecnologica statunitense condannando centinaia di migliaia di persone all’inferno sulla terra; e oggi, complici del genocidio in Palestina a opera di Israele.
Più difficile, come scrivevamo, traslare in azione scenica la filosofia e i dilemmi di Anders. Come tradurre visivamente i concetti che lo portarono dal pacifismo alla consapevolezza che la non-violenza era una forma di accettazione passiva della violenza di una società ormai asservita alla tecnologia? Cosa avrebbe detto, oggi, Anders di fronte all’abiezione dell’intelligenza artificiale che mira a sostituire la creatività e il pensiero critico umani con risposte preconfezionate, che cristallizzano il sapere e il presente come immutabili, togliendo agli individui la volontà di opporsi e la fiducia nella possibilità di un cambiamento grazie alla capacità di trasformarsi in massa critica?
La tecnica senza etica può degenerare, e Anders quando scrive di “vergogna prometeica” ne è ben conscio. L’uomo non domina il fuoco ma ne è dominato – e la tecnologia, persino più efficiente di chi l’ha inventata, diventa la vera protagonista della storia. Come affermò Anders in un’intervista intitolata Sulla fine del pacifismo: “Nei cimiteri in cui riposeremo nessuno verrà a piangerci. I morti non possono piangere altri morti”.
Emozionante l’incipit con i ricordi frammentati degli abitanti di Hiroshima poco prima dell’esplosione dell’atomica: voci che si accavallano, raccontando attimi di quotidianità eternizzati nella tragedia. Icastico il finale con i personaggi trasformati, come gli abitanti di Hiroshima, in ombre di se stessi che vagano nel cimitero umano della nostra empietà.
Lo spettacolo è andato in scena:
Tenuta dello Scompiglio – SPE
via di Vorno, 67 – Vorno, Capannori (LU)
domenica, 31 maggio 2026, ore 19.30
Muta Imago presenta:
Atomica
liberamente ispirato al carteggio tra Günther Anders e Claude Eatherly
regia Claudia Sorace
drammaturgia e suono Riccardo Fazi
con Alessandro Berti e Gabriele Portoghese
collaborazione alla drammaturgia Gabriele Portoghese
consulenza letteraria Paolo Giordano
musiche originali Lorenzo Tomio
disegno scene Paola Villani
direzione tecnica e disegno luci Maria Elena Fusacchia
costumi Fiamma Benvignati
si ringrazia l’artista Elisabetta Benassi
fonico Giulio Ragno Favero
macchinista Chiara Previtali
per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
una produzione INDEX
in coproduzione con TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Politecnico di Torino – Prometeo Tech Cultures; Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro
con il supporto di ATCL / Spazio Rossellini, MAB Maison des Artistes Bard, Viola Produzioni / Spazio Diamante
compagnia finanziata dal MiC – Ministero della Cultura
© Günther Anders 1961. Per l’edizione italiana: © Mimesis Edizioni 2016
* https://www.inthenet.eu/2025/05/09/dopo-il-9-maggio-1945/
venerdì, 5 giugno 2026
In copertina: Muta Imago, Atomica © Eleonora Mattozzi (gentilmente fornita dall’Ufficio stampa dell’Associazione dello Scompiglio)


Reportage dal Festival Interplay 26. Seconda Parte
Con l’estate torna Tempi Moderni
Reportage dal Festival Interplay 26. Prima Parte
The Globe: da Shakespeare a Instabili Vaganti
Sinestesie sonore
EDIPOp RE