Boicottare l’Associazione Medica Israeliana: la petizione
di La Redazione di InTheNet (traduzioni di Simona Maria Frigerio)
Diverse organizzazioni sanitarie premono affinché la World Medical Association (WMA) – il prossimo ottobre – sospenda l’Associazione Medica Israeliana (IMA).
Il boicottaggio, come riporta The Lancet (1), sarebbe motivato dalle “violazioni dell’etica medica e della legge umanitaria internazionale nel corso della guerra a Gaza. Il People’s Health Movement (PHM, 2), l’Artsen voor Gaza (Doctors for Gaza, 3), e l’Health Advisory Council della Jewish Voice for Peace (4) chiedono che l’IMA sia sospesa dalla WMA in quanto non ha denunciato pubblicamente il genocidio dei palestinesi, la distruzione delle infrastrutture sanitarie, e la tortura e l’uccisione di lavoratori del settore medico-sanitario a Gaza”.
Leslie London, professore emerito di Sanità pubblica all’Università di Cape Town (in Sudafrica) e membro del PHM ha affermato a The Lancet che l’IMA è “collusa con [chi perpetra] il trattamento indicibile dei palestinesi durante questo conflitto. Non ha mai ammesso l’evidenza dei fatti: il targeting deliberato delle strutture sanitarie e dei lavoratori del settore a Gaza, così come le condizioni crudeli, inumane e degradanti in cui i reclusi palestinesi sono detenuti nelle prigioni e nei centri detentivi israeliani. Mentre i gazawi sono costretti alla fame e viene loro negato l’accesso all’acqua e ai medicinali, l’IMA tace”. Nello stesso articolo si apprende che solamente quando la British Medical Association ha sospeso i propri impegni con l’IMA, nel giugno 2025, l’IMA ha “pronunciato qualche debole appello perché le forniture mediche” siano ammesse a Gaza, assediata dall’esercito israeliano. Inoltre, Juliette Mattijsen, medico olandese e co-coordinatore di PHM Europa, denuncia come i dottori dell’IMA non stiano rispettando “il loro giuramento; per la precisione, difendere il ruolo dei colleghi affinché non siano uccisi e detenuti”.
Se vorrete leggere la risposta dell’IMA – che, ovviamente, nega ogni addebito e accusa perfino Hamas della distruzione delle infrastrutture sanitarie, fingendo di non sapere chi abbia bombardato e raso al suolo ospedali, scuole, università, moschee e abitazioni nel 70% del territorio di Gaza – basterà scorrere l’articolo su The Lancet (1). Sinceramente noi, consapevoli della realtà dei fatti, non ce la sentiamo di appoggiare un giornalismo ‘cerchiobottista’ – una cosa è dare la parola a entrambe le parti, un’altra fingere di non aver visto (su qualsiasi social o media) i bombardamenti indiscriminati israeliani.
The Lancet, a ogni modo, ammette di “non essere riuscito a trovare alcuna dichiarazione dell’IMA in cui condannasse pubblicamente gli attacchi israeliani al sistema sanitario di Gaza, criticato la condotta di Israele durante la guerra, chiesto un cessato il fuoco, o risposto ai Report delle Nazioni Unite sul genocidio del popolo palestinese”.
La richiesta di sospensione dell’IMA dovrebbe essere messa in discussione dall’Assemblea Generale della WMA a breve – per la precisione il prossimo ottobre. Già nel pieno dell’estate la petizione aveva raccolto oltre 1.150 firme tra professionisti e organizzazioni del settore medico-sanitario.
Ovviamente la risposta dell’IMA è che la sua espulsione dalla WMA “non promuoverà la pace, le cure mediche o i diritti umani. Al contrario, danneggerebbe la collaborazione scientifica, indebolirebbe il dialogo medico internazionale e stabilirebbe un precedente per cui campagne di pressione politica potranno essere usate per isolare i professionisti del settore in base alla nazionalità”. Visto che Israele vanta(va) prima della guerra contro i palestinesi il Pil della Lombardia, con le successive guerre anche contro Iran, Libano e Siria, qualsiasi taglio di fondi internazionali può essere utile, secondo noi di InTheNet, per indebolire e fermare Israele nella sua folle rincorsa alla distruzione del Medio Oriente.
Dal canto suo, un’organizzazione internazionale prova, una volta di più, con le sue dichiarazioni alla stampa che le accuse del Sud del mondo, come di Russia e Cina, di preservare solo gli interessi occidentali non sono poi così distanti dalla realtà.
La WMA avrebbe dichiarato a The Lancet: “di avere tra i propri valori l’inclusione e credere che l’impegno con i suoi costituenti 117 membri, di associazioni mediche nazionali, è vitale per il miglioramento della salute e dell’etica medica globali. Preservare il dialogo e la cooperazione tra medici a livello internazionale è essenziale in un mondo frantumato da un’escalation di conflitti e crisi umanitarie. Abbiamo sempre chiesto apertamente di garantire le cure mediche nelle zone di guerra, come Gaza, il Libano, l’Ucraina, il Sudan, la Siria, l’Iran, e il Myanmar”. E più oltre continua: “L’IMA, uno tra i nostri membri fondatori e forte difensore dell’etica e delle politiche della WMA, si è impegnata nella stesura delle nostre dichiarazioni su Gaza, e ha affrontato in proprio il Governo di Israele [sottoponendogli] le preoccupazioni condivise con i professionisti del settore medico in diverse occasioni”. La WMA ha quindi concluso, mettendo una pietra tombale sulla petizione, prima ancora di discuterne: “La WMA è contraria all’esclusione di qualsiasi tra i suoi membri per le azioni dei loro Governi – facendolo, diminuirebbe la nostra possibilità di denunciare le ingiustizie, e minacceremmo di ridurre il dialogo tra medici in un momento così critico, in cui il consenso a supporto dell’etica medica è davvero necessario”. Lascia basiti che si pensi di supportare valori etici sostenendo una Associazione che non prende minimamente le distanze da quel Governo che sta commettendo un genocidio e che, perseguendo la distopia della Grande Israele, ha innescato o è coinvolto in quasi tutti i conflitti menzionati dalla WMA.
L’articolo di The Lancet si chiude con una dichiarazione di Derek Summerfield, docente onorario al King’s College di Londra, che ha firmato la petizione e afferma che l’IMA “è contravvenuta a tutte le regole della WMA”. Già a ottobre del 2025, la South African Medical Association ha sospeso i propri accordi con l’IMA e chiesto alla WMA di fare altrettanto vista “la condotta dell’Associazione Medica Israeliana in rapporto con l’etica medica internazionale e gli obblighi umanitari” nella crisi di Gaza.
A breve sapremo l’esito della petizione.
(1) https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)01185-2/fulltext
(3) Doctors for Gaza
(4) https://www.jewishvoiceforpeace.org/
venerdì, 4 settembre 2026
In copertina: Il logo della World Medical Association


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