“Il bloqueo statunitense deve finire”
di Luciano Uggè (traduzione di Simona Maria Frigerio)
La Camera Alta russa si è pronunciata, il 14 ottobre scorso, in maniera netta e decisa contro il bloqueo statunitense che impatta sull’economia, il commercio e la finanza cubana.
Ricordiamo che il bloqueo è un insieme di sanzioni che ha pesanti ricadute sulla popolazione cubana ed è stato imposto nel 1960 dall’amministrazione del ‘democratico’ John F. Kennedy (che, nemmeno tre mesi dopo il suo insediamento, tentò l’invasione dell’isola con lo sbarco alla Baia dei Porci). Sotto l’amministrazione Trump e, viste le posizioni anticomuniste del Segrerario di Stato, Marco Rubio, vi è stata una recrudescenza tale delle misure coercitive contro la piccola isola caraibica, da includere la minaccia di dazi per i Paesi che vendono petrolio a Cuba e sanzioni a imprese e gruppi bancari che si occupano delle relative transizioni commerciali.
Il Consiglio Federale russo ha condannato con forza tali azioni che sono, peraltro, contrarie al diritto internazionale e “finalizzate a destabilizzare la situazione economica e politica della Repubblica cubana”.
I senatori hanno ricordato che, già nel 1992, “la stragrande maggioranza degli Stati membri delle Nazioni Unite aveva votato una resoluzione, presentata all’Assemblea Generale, che affermava la necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli US contro Cuba”. Una delle tante, troppe risoluzioni senza esito alcuno, ovvero bellamente ignorate dagli States, così come è accaduto a tutte quelle a favore della nascita dello Stato di Palestina e per mettere fine all’occupazione illegale della Cisgiordania da parte di Israele. Lettera morta e una tra le ragioni per cui la Repubblica Popolare Cinese e la Russia chiedono la riforma degli organismi di governance internazionale, quali le Nazioni Unite – paralizzate dai meccanismi decisionali del Consiglio di Sicurezza.
I senatori russi hanno espresso il proprio supporto alle richieste legittime del popolo cubano per rimuovere la Repubblica di Cuba dalla lista (del Dipartimento di Stato US) “degli Stati Sponsor del Terrorismo e per l’abrogazione della Legge Helms-Burton, adottata dagli Stati Uniti il 12 marzo 1996, che viola il diritto sovrano di Cuba di sviluppare commerci e legami economici e finanziari con partner stranieri”.
Il Consiglio Federale chiede l’immediata fine del blocco e supporta l’adozione della Risoluzione Onu del 2026. Domanda inoltre “all’Unione Inter-Parlamentare (2), alle organizzazioni parlamentari internazionali e ai Parlamenti di altri Paesi stranieri di chiedere che Washington abbandoni le proprie politiche di pressione, minacce e ricatti contro la Repubblica di Cuba”.
La Russia si pone ancora una volta dalla parte giusta della Storia; il Parlamento Europeo, al contrario, la rivisita compiendo un falso ideologico e accusando la scelta di un regime economico-politico comunista quale ragione della povertà cubana (3).
(1) Il Consiglio della Federazione russa è la Camera Alta, composta da 178 membri nominati e rappresentativi degli 89 soggetti federali
(2) La UIP è una organizzazione internazionale che promuove la democrazia e la cooperazione tra i parlamenti nazionali di tutto il mondo
(3) https://www.inthenet.eu/2026/06/26/lipocrisia-del-parlamento-europeo-contro-cuba/
venerdì, 30 ottobre 2026
In copertina: Cuba, foto di Noel Bauza da Pixabay


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