Per una cooperazione culturale paritaria e non predatoria con l’Africa subsahariana
di La Redazione di InTheNet
Torna l’iniziativa ideata e organizzata da ALDES, in collaborazione con Nigrizia – nelle persone di Roberto Valussi e Brando Ricci – e Art Lab (società di consulenza di arte contemporanea rappresentata da Alessandro Romanini). Ancora una volta, centro dell’iniziativa sarà la Lucchesia e, ancora una volta, si cercherà di discutere di Africa non partendo dai metri di giudizio e valoriali europei, bensì tentando la strada del dialogo autentico che passa, in primis, dall’ascolto dell’altro da sé.
Il tema principale – visto anche che a ideare l’iniziativa è stato il coreografo Roberto Castello – è l’industria culturale e se la stessa possa farsi ponte tra civiltà. Ma anche se la cooperazione in tale settore possa svincolarsi dai termini neo-colonialisti (di imposizione occidentale dei propri valori e modelli di riferimento) e trasformarsi in uno scambio equo – il che comporta anche cambiare prospettiva, avvicinarsi a forme autoctone senza degradarle a cliché ‘esotici’, rispettare l’alterità.
Per affrontare temi tanto complessi, il 3 e 4 novembre, si terranno: un Convegno di due giorni a Palazzo Boccella – in località San Gennaro, a Capannori; una Conferenza serale, che sarà ospitata dal Cinema Teatro Artè, sempre a Capannori; e due performance che fanno parte del progetto Bambu, presso lo spazio SPAM! di Porcari.
Come scrivono gli organizzatori: “filosofi, antropologi, programmatori culturali, diplomatici, artisti, giornalisti e membri delle istituzioni, provenienti dall’Italia e da molti Paesi africani, si scambieranno idee ed esperienze, consapevoli della necessità di impostare i rapporti tra Nord e Sud del mondo superando ignoranze e pregiudizi storici”. E ovviamente, titolare la due giorni con i termini ‘Piano Piaggia’ vuole essere una provocazione che rimanda alle premesse del vecchio e, soprattutto, del ‘nuovo Piano Mattei’.
Qui di seguito tutti gli appuntamenti.
Le ragioni di un Piano Piaggia. Seconda edizione
martedì 3 e mercoledì 4 novembre 2026
Capannori e Porcari, varie location
martedì 3 novembre
Palazzo Boccella
San Gennaro (Capannori)
ore 09.00
Saluti istituzionali
ore 09.30
PERCHÉ È IMPORTANTE COMPRENDERE IL VALORE DELLA CULTURA E DEL PENSIERO AFRICANO
modera Alessandro Romanini (docente di estetica all’Accademia di Belle Arti di Carrara e curatore di arte contemporanea)
intervengono Severino Ngoenha (filosofo, professore di Filosofia dell’Interculturalismo presso l’Università Pedagogica di Maputo e rettore dell’Università Tecnica del Mozambico); Jean Leonard Touadi (saggista e docente di Geografia dello sviluppo, all’Università La Sapienza, consulente FAO); Paolo Israel (antropologo e storico, Senior Professor presso l’Università di West Cape a Cape Town)
ore 14.45
FINALITÀ E STRUMENTI DELLA COOPERAZIONE CULTURALE
modera Roberto Valussi (giornalista di Nigrizia)
intervengono Emilio Cabasino (responsabile settore cultura presso l’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo – Aics); Angelo Piero Cappello (Direttore Generale Unità di Missione Piano Mattei per la Cultura); Quito Tembe (coreografo, insegnante e condirettore di Kinani, piattaforma di danza contemporanea); Ndeye Mané Touré (docente presso l’Istituto Africano di Management, responsabile della Makeda Production); Ayoko Mensah (giornalista, dal 2024 su incarico del Parlamento Europeo, è co-curatrice della House of European History in Brussels); Severino Ngoenha
ore 21.00
Cinema Teatro Artè
Capannori
Cosa gli italiani (per il loro bene) non possono non sapere del pensiero africano
(Conferenza)
moderano Roberto Valussi e Alessandro Romanini
intervengono Severino Ngoenha, Jean Leonard Touadì e Paolo Israel
mercoledì, 4 novembre
Palazzo Boccella
San Gennaro (Capannori)
ore 10.00
RUOLO E FUNZIONE DELLO SPETTACOLO DAL VIVO NELL’ERA DIGITALE
modera Roberto Castello (coreografo, direttore artistico di Aldes)
intervengono Andrea Cosentino (attore, autore, comico, studioso di teatro e premio speciale Ubu 2018); Aristides Tarnagda (attore, drammaturgo, regista teatrale e direttore del Festival Panafricano Les Récréâtrales); Marina Petrillo (direttrice artistica del Festival Resistere Creare di Genova); Massimo Ongaro (direttore Centro Santa Chiara di Trento); Francesca Manica (curatrice RomaEuropa Festival); Neema Odhiambo (coreografa, responsabile della rete di artisti e operatori culturali AfriKa Mashariki Dance); Alli Hajarat (produttrice e organizzatrice del Qdance Center di Lagos); Sello Pesa (direttore artistico del collettivo di danza Ntsoana Contemporary Dance Theatre di Johannesburg); Paolo Israel e Ayoko Mensah
SPAM!
Porcari
ore 20.15
Sintesi del convegno e presentazione della bozza di vademecum sull’etica della cooperazione culturale Italia Africa
ore 21.00
BAMBU 2026
composto da tre assoli di danza:
MAHAKA di Linda Sarki Johnson (Nigeria)
KIZAZI di Stéphanie Mwamba (Repubblica Democratica del Congo)
THIN LINE di Diana Odhiambo (Kenya)
ore 22.00
Concerto di Marco Zanotti, Charles Raszl e Enfganzibao Dance Orchestra
venerdì, 30 ottobre 2026
Nella foto: La Locandina della due giorni con Oghenekevwe’s existence – the beginning of her two tales, opera di Michelle Okpare (2003) – progetto BAMBÙ 2026


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