Romano Prodi ‘pontifica’ sul gas russo
di Luciano Uggè
Qualcuno avrà forse letto la dichiarazione dell’ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi: “Il gas russo tornerà in Europa, ma prima i fondi americani entreranno nei gasdotti. È il piano di Trump”.
Questa sarebbe la strategia del Presidente statunitense per risollevare l’economia europea e, soprattutto, tedesca in picchiata libera? Ovvero: far guadagnare agli States una ‘bustarella’ per permetterci di comprare ciò che a Bruxelles spergiurano di non volere mai più, ossia l’energia (prima della guerra in Iran) a buon mercato russa, che ha permesso all’industria europea di diventare un competitor temibile per gli Stati Uniti?
Ma questa interpretazione da ‘fattucchiera’ su cosa sarebbe basata? In realtà, confutarla è fin troppo facile.
Come ben sappiamo, Gazprom PJSC, in un’economia mista pubblico/privato come quella russa (e come era l’Italia con l’IRI del boom economico), si occupa di gas e petrolio e controlla i principali gasdotti e oleodotti che hanno rifornito anche l’Europa. Forse l’ex Presidente della Commissione Europea, il succitato Prodi, non sa però che, sebbene lo Stato russo sia il principale holderistituzionale, il terzo in ordine di partecipazione azionaria è, già ora, BlackRock. Tra gli altri, anche i fondi di investimento (o speculativi) statunitensi: JP Morgan Asset Management, GQG Partners LLC, Kopernik Global Investors LLC, Van Eck Associates Corporation, Geode Capital Management LLC, Fidelity International Ltd; oltre al giapponese Nomura Investment Management Business Trust (1).
Sfatata la penosa leggenda metropolitana, la realtà è che è Bruxelles – persino in questo momento in cui gli States hanno tolto le sanzioni per 40 giorni sul petrolio russo e, ad esempio, la Thailandia si è affrettata a farne scorta – a ribadire in ogni modo che non farà un passo indietro perché lo scopo non è rimettere in moto l’economia della UE, bensì vincere la guerra contro la Federazione Russa affidata al corpo dei soldati ucraini ma alle tasche dei cittadini europei.
Detto ciò, visto che già l’amministrazione Biden era contraria al Nord Stream II, che avrebbe reso la Germania ancora più potente economicamente; e visto che l’amministrazione Trump, attaccando l’Iran, non sembra essersi preoccupata della crisi energetica che avrebbe causato, non pensiamo che il fine degli US sia che società statunitensi – che già guadagnano dalle azioni che possiedono nelle società russe – smettano di farlo, a fronte della fantomatica vittoria euro-ucraina contro la Russia. Sarebbe al contrario necessario superare il wishful thinking e riconsiderare chi sono i nostri veri amici.
(1) https://it.investing.com/equities/gazprom_rts-ownership
venerdì, 10 aprile 2026
In copertina: Il logo di GazProm, Pubblico dominio. Government of Russia –https://www.pngegg.com/es/png-einzv/download

