Il Festival della multimedialità ricorda il primo video-artivista italiano
di Simona Maria Frigerio
Per molti anni Giacomo Verde, cantastorie, video-maker, artista intermediale, sperimentatore di linguaggi, persona impegnata politicamente (ricordiamo il suo documentario sul G8 di Genova, Solo Limoni, in delicato equilibrio tra lirismo, arte visiva e visionaria, e attivismo), ha vissuto a Lucca. Eppure solo oggi, a sei anni dalla sua morte prematura, grazie a Over The Real è stato dedicato un doppio evento all’uomo e all’artista – forse «marginalizzato per il suo impegno politico» coerente e scomodo, come ha fatto notare Anna Maria Monteverdi durante la presentazione del libro Giacomo Verde. Dialoghi videoartivisti.
Andreina Di Brino, la studiosa che ha curato il volume, ha raccontato il suo lavoro certosino, coadiuvata da studiosi e tecnici, perché fossero, prima, recuperati e restaurati i materiali audiovisivi di Giacomo Verde che rischiavano di scomparire a causa del supporto ormai obsoleto (il nastro magnetico) e, poi, per decodificare linguisticamente, esteticamente e poeticamente nove opere fondamentali – tra le quali Trattamento Solare, Senza Cognizione, Fine Fine Millennio, Stati d’animo (una rielaborazione creativa del celebre trittico boccioniano), Opera d’Arto Video e Degli Avi – Libera la memoria.
Il titolo stesso del libro rimanda al fulcro del lavoro di Verde che sapeva, da una parte, giocare con le tecnologie («soprattutto quelle povere», come sottolinea la studiosa Sandra Lischi nel documentario proiettato durante l’Omaggio) con la naïveté poetica infantile e, contemporaneamente, fare ricerca tra i diversi media artistici con professionalità e creatività. E dall’altra parte, utilizzare le tecnologie per un obiettivo che, nel mondo estetizzante ed egotistico dell’arte contemporanea, appare inconcepibile: l’attivismo politico e sociale militante.
Cambiare il mondo attraverso i linguaggi creativi a lui coevi – questa è sicuramente una delle utopie che tentava di realizzare Giacomo Verde. Oggi ci domandiamo come si sarebbe rapportato con l’Intelligenza Artificiale o con le nuove schiavitù imposte dagli algoritmi, che imbrigliano il diritto di opinione e quella ‘rete’ che avrebbe dovuto essere spazio liberato di comunicazione e artivismo. Come avrebbe potuto, Giacomo Verde, utilizzare in maniera rivoluzionaria tecnologie che stanno diventando sempre più foriere di censure e morte?
A seguire, nell’Auditorium San Micheletto, è stato proiettato il documentario Giacomo Verde non esiste – titolo che rimanda al rifiuto di Verde del diritto d’autore. Anzi, al suo rivendicare che le opere non appartengono agli artisti e non necessitano del loro imprimatur per essere manipolate, rielaborate e rimesse in circolo da osservatori, spettatori o fruitori – non a caso, la lunga mostra che si tenne al CAMeC della Spezia, nel 2022, si intitolava Liberare Arte da Artisti.
E proprio da questa esposizione inizia il percorso nell’universo di Verde del docu-video poetico Giacomo Verde non esiste che, invece di porsi come mero biopic, tenta di tradurre in narrazione (poetica) e immagini i tanti esperimenti non solo di videoarte quanto, più propriamente, artivisti di Verde, nella sua lunga carriera – che ha spaziato dal teatro di strada alle installazioni, dai tele-racconti al micro-teatro con la ripresa diretta, passando per «l’evento performativo» che, come racconta sempre Lischi nel documentario, resta la cifra stilistica di ogni sua opera – mai compiuta e sempre in divenire.
Pioniere della videoarte e della net art italiana, Verde ha saputo sperimentare ogni medium per scardinarne i presupposti valoriali che, sempre più, nella nostra società consumistica, finiscono per coincidere con l’entertainment superficiale (per la televisione) o con il prodotto mercificato (nella galleria d’arte). Questa sua radicalità, come quella di aver voluto raccontare quel fugace momento che vivemmo un quarto di secolo fa al G8 di Genova, quando pensammo di poter davvero cambiare il mondo e che si infranse nel corpo tragicamente sfigurato dalla morte di Carlo Giuliani, gli sono costati cari: quella marginalizzazione da parte delle istituzioni che Monteverdi ha più volte sottolineato anche nel documentario a lui dedicato.
Giacomo Verde non esiste ha il pregio di tentare una manipolazione anarchica del suo enorme patrimonio visivo e visionario – che la famiglia ha voluto rendere liberamente accessibile e fruibile, come da volontà dell’artista. Il filo conduttore tra le molteplici esperienze è il personaggio di L. che, attraverso il pensiero e i lavori in video o performativi di Verde, cerca di trovare la propria strada, fuggendo da un presente che gli sta stretto. L’arte/vita in Giacomo si fondevano col suo impegno costante a esser-ci (il Dasein di Heidegger) nel mondo. Mai esteta, mai artista riconciliato o che sprecasse il tempo arrovellandosi intorno al proprio ombelico – ‘concettualizzandolo’ per vendere un prodotto; sempre calato nel suo e nel nostro presente. Dopo un quarto di secolo e con ciò che sta accadendo possiamo dire che, a Genova, avevamo ragione noi. E proprio per questo il suo pensiero e il suo agire artivistico ci mancano. Come L. cerchiamo un senso nuovo da dare a parole come ‘genocidio’, una strada diversa da percorrere: dal Donbass a Gaza. Ma chi sarà il nostro cantore?
Per chi, come me, ha vissuto da vicino la mostra Liberare Arte da Artisti è molto difficile chiudere questo pezzo perché Giacomo ci manca. Manca anche a me, che l’ho conosciuto solo attraverso i suoi lavori e i suoi scritti. E allora mi sembra doveroso regalargli e regalare al lettore una canzone che, forse, rappresenta ciò che eravamo noi, i ragazzi del G8, come lo erano stati i nostri padri e madri negli anni Settanta.
L’incontro si è tenuto nell’ambito di Over The Real Festival:
Auditorium San Micheletto
via San Micheletto, 3 – Lucca
sabato 3 ottobre 2026, ore 17.00
Omaggio a Giacomo Verde
presentazione del libro
Giacomo Verde. Dialoghi videoartivisti
di Andreina Di Brino
prefazione Anna Maria Monteverdi
Cut up Edizioni
a seguire:
proiezione del documentario
Giacomo Verde non esiste
regia Gioele Gallo
realizzato con il contributo di Giovanni Vecchio
con testimonianze di Leonardo Nenna, Tommaso Verde, Annamaria Monteverdi, Sandra Lischi e Guido Segni
Italia, 2025
Il trailer:
https://www.mymovies.it/film/2025/giacomo-verde-non-esiste
venerdì, 16 ottobre 2026
In copertina: Giacomo Verde, Galleria Gennai, Pisa 2011. Foto: Dania Gennai


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