Il Chinese New Year a Chang Mai
Ogni scarrafone è bell’ ʻa mamma soja
di La Redazione di InTheNet
Quante volte si è sentito dire che i Thai mangiano blatte e cicale? L’italiano medio, quello che ha girato la Cina (l’intero continente) in soli 12 giorni e ha visto proprio «tutto tutto, te lo assicuro!» e ha assaggiato il canguro in Australia e la scimmia nel Borneo (magari proprio a Labuk Bay, dove vi è il santuario della scimmia nasica), figurati se in Thailandia non si è cibato di scorpioni!
E allora… in vista della campagna europeista pro insetti sulle nostre tavole (meglio se inconsapevoli di quanto stiamo mangiando grazie al nome latino e al fatto che, in polvere, il grillo saprebbe di nocciola), e nonostante la stessa Unione Europea vieti la produzione e commercializzazione del casu marzu perché “in contrasto con le norme igieniche e sanitarie stabilite in sede comunitaria” (ma larve, locuste, grilli e perfino mosche sono ʻigieniche’), mettiamo un po’ le cose in chiaro. Senza nemmeno sottolineare che solamente la piccola comunità cinese Thai si ciba di simili ʻleccornie’ (non sempre e non tutta), vi raccontiamo per immagini gli unici due luoghi in Thailandia dove potrete farvi fotografare con un stecchino in mano con tanto di blatta al seguito.
A Chiang Mai, nel nord del Paese, si celebra ogni anno il Capodanno cinese, una tradizione da quando i cinesi hanno preso a frequentare, sia per vicinanza e clima, sia per ragioni economiche, il Siam. E i loro e nostri ospiti non si sono tirati indietro. Ottimi commercianti e famosi per la loro ospitalità, accanto agli stand con gamberoni e Pad Thai offrono insetti di ogni genere (sperando che i cinesi arrivati provengano dalle regioni e comunità che li gradiscono).


Nel resto del Paese, però, sono ben altre le specialità culinarie – almeno per i turisti, dato che gran parte dell’alimentazione dei thailandesi si basa tuttora su ali e zampe di pollo, noodle, vari tipi di zuppe, papaya salad, pesce essiccato o marcio e frutta tagliata a cubetti e venduta in sacchetti di plastica trasparente, acerba e condita se si tratta di manghi, e con uno stecchino per servirsi al posto della forchetta.


nel ghiaccio




Ma un luogo a Bangkok esiste ancora dove abbiamo visto con i nostri occhi comitive di italiani farsi fotografare con lo scorpione mentre fingono di addentarlo (ma tenendosene ben lontani). E persino una troupe riprendere gli insetti per qualche servizio che, come sempre con i nostri media, ci restituirà una narrazione fedele al vero. Si tratta di Khao San Road, la strada dei turisti tra i venti e i trenta soprattutto europei (e molto bevuti), della house music a palla fino alle 5 del mattino, dei tossicodipendenti da strada, delle partenze dei bus per le isole del Golfo della Thailandia, e degli insetti per foto a pagamento. 10 Th Bath (circa 30 centesimi di Euro) per la foto con l’insetto o con il caimano squartato. Coi nostri occhi non abbiamo visto nessun turista (e tanto meno thailandesi) mangiarne, ma le foto sono andate a ruba, con grave dispetto per i venditori di cibo autenticamente Thai.


“Se vuoi descrivere ciò che è vero, lascia l’eleganza al sarto”, ha detto Albert Einstein. Questo articolo ovviamente non diventerà virale perché non altera la narrazione. Al contrario siamo certi che il servizio Made in Italy con i finti viaggiatori che si mettono in posa per addentare uno scorpione sarà la bibbia dell’italiano medio, che ha girato l’intera Cina in 12 giorni…
venerdì, 16 ottobre 2026
In copertina: Chiang Mai durante il Chinese New Year. Tutte le foto sono di proprietà della Redazione di InTheNet (vietata la riproduzione anche parziale)


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