Nuova Relazione tecnico-investigativa. Seconda parte
di La Redazione di InTheNet
Dopo aver analizzato, la scorsa settimana, la situazione vaccini per la Covid-19 (1) dal punto di vista economico (2), la Relazione presentata alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta si concentra su quattro studi portati avanti dal dottor Segalla.
In parte avevamo già scritto di tali ricerche (4) e vi rimandiamo all’articolo dove potrete leggere che: “il Brevetto statunitense della BioNTech N. 10,485,884 B2, intitolato RNA Formulation for immunotherapy del 26 novembre 2019 conteneva indicazioni e raccomandazioni molto rigorose e specifiche per il suo utilizzo (evitare gli elettroliti, evitare di introdurre composti ionici ed elettrolitici in un vaccino a base di RNA e nanomateriali lipidici, eccetera). Eppure nel dicembre 2020, EMA permetteva l’uso di elettroliti in un vaccino a base di RNA. Non solo, nel brevetto del 2019 si asseriva che quel tipo di composizione non era adatto all’inoculazione intramuscolare; al contrario, solo un anno dopo, era accettabile tale tipo di inoculazione”. Tra i principali effetti avversi di tali scelte, il dottor Segalla segnalava “la formazione di aggregazioni nell’organismo ospite” e citava una serie di possibili reazioni avverse, chiedendosi: “perché una formulazione instabile viene posta in commercio e somministrata a miliardi di individui in tutto il mondo?”. Nel medesimo articolo rilevavamo che gli elettroliti utilizzati nel brevetto Comirnaty, denominati Alc 0315 e Alc 0159, non sembrava fossero mai stati registrati in farmacopea e il Parlamento Europeo dichiarava, il 22 dicembre 2021, che gli stessi, secondo il produttore di tali nanoparticelle, ossia Echelon, “erano solo ‘per scopo di ricerca e non per uso umano’”.
Autorizzazione condizionata e informazioni non complete
Un capitolo della Relazione di Segalla è dedicato al fatto che “AIFA ha riconosciuto in una propria risposta del 2024 che alcune informazioni relative ad ALC-0315 e ALC-0159 erano state giudicate non del tutto complete nell’autorizzazione iniziale” e inserite nelle Specific Obligations SO4 e SO5. Il che, come si specifica nella Relazione, significa solo che “parte della documentazione relativa a componenti fondamentali della formulazione era ancora soggetta ad obblighi di completamento”.
Nello studio di Segalla intitolato Citotossicità apparente e citotossicità intrinseca dei nanomateriali lipidici contenuti in un vaccino a mRNA COVID-19 (5), pubblicato il 16 ottobre 2023 “e anch’esso sottoposto a peer review”, si analizzano alcune possibili conseguenze dell’uso del lipide funzionale ALC-0315 (che è il principale eccipiente). Dallo studio emergerebbe che “l’elevato valore del pKa intrinseco, pari a 9,6, potrebbe determinare, successivamente all’internalizzazione nella cellula ospite e alla fuoriuscita endosomiale delle nanoparticelle lipidiche, un repentino incremento della concentrazione di carica cationica positiva e, conseguentemente, la produzione di citochine pro-infiammatorie e di specie reattive dell’ossigeno (ROS). Ove presenti in quantità eccessive, tali sostanze potrebbero compromettere la membrana mitocondriale e determinarne il rilascio del contenuto, nonché provocare errori nella traduzione dell’RNA, fenomeni di polimerizzazione delle proteine e del DNA”. Sebbene queste informazioni ai più sono incomprensibili, possiamo semplificare in parte specificando che la polimerizzazione del DNA è il processo in cui la DNA polimerasi sintetizza un nuovo filamento di DNA e, quindi, la stessa deve essere il più possibile precisa per la trasmissione fedele dell’informazione genetica.
Un altro studio di Segalla cui si fa riferimento nella Relazione, intitolato Attività adiuvante e rischi tossicologici delle nanoparticelle lipidiche contenute nei vaccini a mRNA COVID-19, pubblicato il 2 marzo 2024 (6) e sottoposto a peer review, si concentra sulle nanoparticelle lipidiche (LNP) e sull’assenza di studi di genotossicità e cancerogenicità. Gli ALC-0315 e ALC-0159 di Comirnaty sappiamo che erano stati qualificati dall’EMA, nel Rapporto di valutazione del 19 febbraio 2021, come “nuovi eccipienti” in quanto “mai impiegati in precedenza in medicinali autorizzati nell’Unione Europea”. Sebbene l’EMA precisi che non sono stati effettuati studi di genotossicità o cancerogenicità, sul presupposto che lipidi e RNA non dovessero presentare tale potenziale, il Dottor Segalla spiega che tali studi “sono importanti, se non indispensabili, per tutti i tipi di nanomateriali: in particolare per la loro tendenza a formare specie reattive dell’ossigeno (ROS) all’interno della cellula ospite. L’eccesso di ROS può provocare danni ossidativi a proteine, lipidi, DNA, RNA e membrane cellulari”. In parole povere, e come ormai noto, al cosiddetto stress ossidativo si imputano numerose patologie, tra le quali il cancro, alcune malattie neurodegenerative, l’infiammazione cronica e alcuni disturbi cardiovascolari.
L’ultimo studio accluso alla Relazione, pubblicato il 18 maggio 2026, si intitola Metaboliti tossici dell’ALC-0315: criticità farmacocinetiche e regolatorie in un vaccino a mRNA (7). Senza entrare nel merito, uno tra i problemi su cui si concentra Segalla sarebbe la “validazione analitica, lo standard utilizzato, la ricostruzione della clearance, la farmacocinetica e la successiva valutazione tossicologica. Il rapporto Pfizer dichiara che lo standard dell’acido 6-esildecanoico sarebbe stato acquistato da Millipore-Sigma. Segalla rileva però che tale isomero non risulterebbe commercialmente disponibile né riconosciuto come standard analitico tracciabile”. Se ciò fosse confermato sarebbe “impossibile una verifica indipendente completa della calibrazione, dell’identificazione dell’analita e della riproducibilità del metodo”. E qualsiasi profano sa che, in ambito scientifico, è basilare la riproducibilità – sia di un esperimento o di un esame, sia del metodo stesso (questo, in parole povere). Lo studio entra anche nel merito di un altro componente, ossia l’acido 2-esildecanoico, in quanto “molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata” e, quindi, solleva dubbi sulle eventuali modalità in caso di smaltimento. Ma per tutti i dettagli – comprensibili solo a medici e ricercatori, riportiamo in toto lo studio.
Conclusioni e richieste
Secondo la Relazione, tutti gli effetti descritti da Segalla nei suoi studi “rappresentano ipotesi meccanicistiche formulate dall’autore, non effetti clinici definitivamente provati”. Ma è ancora più importante, visti i tanti dubbi, acquisire tutte le informazioni possibili sul vaccino in esame. Come negli Stati Uniti si chiedono i documenti che comprovino o liquidino l’ipotesi dell’origine in laboratorio del Sars-CoV-2 (8), così in Italia si chiedono i documenti che forniscano dati quali: “dosi acquistate, dosi consegnate, dosi effettivamente somministrate” per “determinare l’esatta esposizione economica dell’Italia verso Pfizer-BioNTech, quantificare l’eventuale valore delle dosi rimaste inutilizzate e, soprattutto, disporre della base contabile necessaria per valutare un eventuale danno patrimoniale dello Stato” (per approfondire si veda la prima parte di questo articolo riguardo all’aspetto economico dell’impegno all’acquisto di oltre 220 milioni di dosi di vaccini vari).
Sul piano medico-scientifico appare essenziale acquisire soprattutto tutti i dati grezzi del trial, oltre alle notifiche inviate ad AIFA, così da ricostruire quando i documenti relativi al vaccino e ai suoi componenti furono messi a disposizione, se e quando furono consultati, e le valutazioni dall’Ente regolatore che controlla e autorizza all’utilizzo i medicinali per uso umano in Italia.
Come leggiamo nella conclusione della Relazione: “Quando sono in gioco la salute pubblica, miliardi di euro dei contribuenti, decine di milioni di somministrazioni e la credibilità delle istituzioni, la trasparenza (art. 97 Cost.) non è una concessione ma un obbligo della Nazione nei confronti dei cittadini affinché essi possano verificare la bontà e la congruità delle scelte e delle decisioni del legislatore e del decisore in tempo di pandemia, ai fini di quel controllo democratico su cui la nostra Nazione liberale si fonda (art. 1 Cost.)”.
Per chi voglia approfondire:
(1) Già questa definizione, che indica la malattia, e non l’indicazione del vaccino come immunizzante contro il virus Sars-CoV-2 avrebbe dovuto suscitare un dubbio nei medici e nei ricercatori, e tale dubbio non avrebbe dovuto essere tacitato dalla stampa e dalla politica (sic!)
(2) https://www.inthenet.eu/2026/10/02/sars-cov-2-danni-patrimoniali-dello-stato/
(3) La Relazione è stata presentata da OSA Polizia, OSA APS e Sindacato Finanzieri Democratici; da Giovanni Trambusti, ingegnere e statistico; da Avvocati Liberi; e dal biochimico, dottor Gabriele Segalla
(4) https://www.inthenet.eu/2024/12/27/bare-e-nanoparticelle/
(5) https://ijvtpr.com/index.php/IJVTPR/article/view/87
(6) https://ijvtpr.com/index.php/IJVTPR/article/view/96
(7) https://ijvtpr.com/index.php/IJVTPR/article/view/128
(8) https://www.inthenet.eu/2026/09/18/il-costante-ricorso-al-quinto-emendamento/
venerdì, 9 ottobre 2026
In copertina: Foto di Frauke Riether da Pixabay


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