Nonostante la grazia preventiva, Fauci rifiuta di rispondere. Perché?
di La redazione di InTheNet (traduzione di Simona Maria Frigerio)
Secondo la Costituzione degli Stati Uniti il Quinto Emendamento, oltre ad altri diritti, garantisce anche quello a non autoaccusarsi (rimanendo in silenzio). Ben noto anche al grande pubblico grazie a film e serie Made in US, ci pare poco logico che qualcuno che ha ottenuto la grazia preventiva (già di per sé fatto inusuale, tanto che si ricordano ben pochi casi simili, quale il pardon concesso da Gerald Ford a Richard Nixon nel 1974), come il dottor Anthony Fauci, se ne sia avvalso di fronte al Senato rifiutando di rispondere a oltre un centinaio di domande, lo scorso 29 luglio.
A tale proposito, abbiamo letto un interessante articolo pubblicato da Neil L. Harrison, professore in Farmacologia della Columbia University, e Jeffrey D. Sachs – anch’egli docente universitario di fama internazionale (1).
Harrison e Sachs partono da una constatazione di fatto: “In 250 udienze di fronte al Congresso Fauci non ha mai invocato il Quinto Emendamento. Lo ha invocato di fronte alla domanda su dove la peggiore pandemia del secolo è iniziata, e per tutte le successive domande”.
Sebbene i due professori affermino che tale emendamento ha ragion d’essere (ovviamente) e che il silenzio non equivale a una ammissione di colpa, il punto sarebbe un altro: “Fauci ha diretto l’Istituto Nazionale di Allergologia e Malattie Infettive per 38 anni, diventando il volto dell’establishment medico statunitense (una volta autodefinendosi: ‘Io sono La Scienza’) ed è stata la sua Agenzia, tra le altre, che ha finanziato le ricerche sul coronavirus in Wuhan e in North Carolina. Ma quando la domanda è: come ha fatto un milione di statunitensi a morire? L’uomo che ha giocato il ruolo del’‘dottore d’America’ non può restare in silenzio e conservare il ruolo di guida del mondo scientifico”.
Anche se nel 2022 la richiesta di una Commissione indipendente per stabilire l’origine del Sars-Cov-2 è stata tacitata in quanto la risposta ufficiale era che lo stesso fosse di origine naturale, tutto ciò che è emerso successivamente, a ogni livello, porterebbe a conclusioni diverse. Quindi, secondo Harrison e Sachs, Fauci avrebbe dovuto mostrare la documentazione in suo possesso e aiutare a fare chiarezza – anche perché già a gennaio 2025 la CIA si sarebbe “finalmente allineata con tale giudizio, affermando ‘con scarsa certezza che un’origine in laboratorio della pandemia da Covid-19 è più probabile di quella naturale’. L’FBI ha raggiunto le medesime conclusioni con un grado moderato di certezza. Così come il Dipartimento dell’Energia, che dirige i laboratori nazionali. Tre agenzie statunitensi e la tedesca BND (2) sono ora a favore di una origine in laboratorio. Eppure tale giudizio non è ancora stato analizzato alla luce di tutti i documenti statunitensi rilevanti riguardo a tale questione”.
2018: il progetto DEFUSE
Gli autori dell’articolo continuano ricordando come nel 2018 “Ralph Baric (3) dell’Università della North Carolina, Peter Daszak (4) di EcoHealth Alliance (5) e Shi Zhengli (6) dell’Istituto di Virologia di Wuhan inoltrarono una proposta alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA, 7) denominata DEFUSE (8). In essa era esposto un progetto specifico: usare la piattaforma di genetica inversa (9) di Baric – la tecnologia che ha sviluppato e brevettato per assemblare coronavirus da frammenti sintetici – per produrre la struttura portante del genoma di un sarbecovirus (10) dei pipistrelli, incluse sequenze di consenso (11) assemblate da campioni sul campo; dopodiché innestando un sito di taglio della proteasi alla giunzione S1/S2 della proteina Spike. Un sito di taglio della proteasi è essenziale perché questi virus dei pipistrelli superino la ‘barriera di specie’ tra pipistrelli ed esseri umani, e in questo caso è denominato sito di taglio per la furina. Quando apparve, il SARS-CoV-2 era il solo virus noto della sua famiglia (il clado (12) di sarbecovirus) a possedere tale sito di taglio. E rimane l’unico sotto questo aspetto”. Va anche ricordato che, in Cina, non è mai stato trovato un animale infettato da un progenitore del SARS-CoV-2.
I due autori non vogliono, però, accusare gli statunitensi di essere coinvolti nello sviluppo del virus (il che, a quanto leggiamo, sarebbe già teorizzabile), ma “Fauci e altri funzionari e scienziati statunitensi per aver ostacolato la ricerca della verità”. E qui dovremmo chiederci anche chi li abbia coperti e perché – vista l’amnistia preventiva del Presidente Joe Biden per il dottor Fauci.
Da quanto scrivono i due autori già il 31 gennaio 2020, “eminenti virologi avevano detto a Fauci che il genoma sembrava ingegnerizzato. Jeremy Farrar del Wellcome Trust (13) li convocò il giorno successivo, e l’indomani mandò a Fauci e Francis Collins (14) un resoconto sulla loro posizione. Michael Farzan (15), che aveva scoperto il ricettore usato sia dal SARS-CoV 1 sia dal 2 per entrare nelle cellule umane, propendeva tra 60/40 e 70/30 in favore di un incidente di laboratorio. Edward Holmes (16) si esprimeva con un 60/40 per l’origine in laboratorio. Farrar scrisse che in una scala dove 0 è natura e 100 è fuga (accidentale?, n.d.t.), onestamente era a 50. Nulla di tutto ciò è stato reso pubblico. Sei settimane dopo, cinque di questi scienziati pubblicarono The proximal origin of SARS-CoV-2 (17) in Nature Medicine, concludendo che nessuna situazione di laboratorio era plausibile. Fauci promosse tale versione dal podio della Casa Bianca come scienza indipendente e risposta definitiva. In un messaggio rilasciato solo a giugno di quest’anno, Collins ha rivelato ai colleghi che tale documento era il frutto che lui stesso, Fauci, Farrar e Lawrence Tabak (18) avevano «aiutato a stilare ma, appropriatamente, non eravamo stati menzionati in maniera esplicita»”.
Quel documento, secondo Harrison e Sachs si fondava su prove confutabili, quali affermare che “costruire un tale virus in un laboratorio sarebbe stato difficile”. Infatti un laboratorio tedesco ne avrebbe assemblato uno con frammenti sintetici in meno di due settimane con un sistema basato sul lievito (19). In The proximal origin of SARS-CoV-2 si dichiarava altresì che: “una caratteristica molecolare vicina al sito di scissione della furina dimostrava che il virus si era formato dentro un organismo vivente e non in laboratorio”. Ma detta caratteristica (un gruppo di zuccheri noti come O-glicani, 20) “era stata prevista”, secondo Harrison e Sachs “con analisi computerizzate degli autori del documento – mentre in laboratorio gli studi dimostravano che questa caratteristica non esisteva realmente”. In The proximal origin of SARS-CoV-2, infine, si afferma che in laboratorio si sarebbe ottimizzato il collegamento del virus con il recettore umano per mezzo della proteina Spike, eppure l’epidemiologo Ralph Baric (di cui abbiamo già scritto), secondo Harrison e Sachs, “aveva già tenuto un esperimento che mostrava come l’infezione nelle cellula umane trae vantaggio dal fatto che il legame tra la proteina Spike e il sito del recettore non è ottimale. Nessuna rettifica a tali errori nel testo è stata mai pubblicata. Gli autori presto persero la certezza delloro stesse conclusioni, come rivelano le loro email e i messaggi via Slack (21), ma non ritrattarono”.

Come è stato scoperto il Progetto DEFUSE
Baric stesso sarebbe stato interpellato per collaborare al succitato documento. Nel frattempo, la sua proposta di studio per il guadagno di funzioni virale era rimasta negli archivi del Pentagono e dell’intelligence statunitense per 18 mesi, dopo lo scoppio dell’epidemia, senza che nessuno la producesse; fu resa pubblica da un whistleblower. Quando questo accadde, secondo Harrison e Sachs, “gli autori di The proximal origin of SARS-CoV-2, privatamente, concordarono di aver bisogno di «ri-convincere se stessi che la somiglianza (con il Sars-Cov-2, n.d.t.) fosse una coincidenza» – e uno suggerì di astenersi dalle email o selezionarne attentamente alcune per il freedom-of-information record (22) . Baric ha fornito la propria testimonianza, in parte secretata probabilmente perché connessa con l’intelligence”.
Ma qui sorge a noi un dubbio: la proposta di studio di Baric per il guadagno di funzione di un virus è stata secretata – nonostante la denominazione DEFUSE – perché, in realtà, considerata utile a scopi militari? O perché avrebbe rivelato che Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese fanno ricerche congiunte su quelle che possono, a tutti gli effetti, considerarsi armi biologiche, nonostante entrambi i Paesi abbiano aderito alla Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione e dello stoccaggio di armi batteriologiche (biologiche) e tossiniche e sulla loro distruzione?
In ogni caso, secondo Harrison e Sachs un certo numero di servizi segreti, tra i quali la tedesca BND e la CIA, propendono ormai per l’origine non naturale del Sars-Cov-2 e per una fuga accidentale dal laboratorio di Wuhan. Ma Harrison e Sachs, non capirebbero perché, se fosse vero, sarebbero occorse simili coperture ai più alti livelli politici e scientifici (degli States e di altri Paesi) e come mai i ricercatori si affannino tanto a sostenere tale tesi pur non essendone convinti.
Rispondiamo noi con alcune ipotesi. Perché l’industria farmaceutica è interessata al business dei vaccini? Oppure perché molti ricercatori e medici hanno guadagnato notorietà e, magari, posizioni di prestigio con affermazioni date per vere a priori e che oggi dovrebbero sconfessare? O ancora, per l’enorme perdita di tempo nell’ammettere l’esistenza del virus (da parte della Cina ma anche dell’OMS), nel doverlo poi scoprire in laboratorio, e infine nel capirne il funzionamento nel corpo umano – un ritardo che ha causato milioni di vittime in tutto il mondo e che sarebbe potuto essere evitato se fossero stati resi noti i dati della ricerca di Baric & Co.? E ancora, perché tutti coloro che sollevarono dubbi sull’origine del virus, i metodi di contenimento dell’epidemia e l’inoculo indiscriminato – e di fatto obbligatorio – di un vaccino non immunizzante e ancora in fase sperimentale (tacciati di complottismo o diffusione di fake news), adesso dovrebbero essere riabilitati mentre la cosiddetta ‘libera scienza’ dovrebbe ammettere i suoi limiti, la sua fallibilità e, soprattutto la compromissione grave con il settore farmaceutico e i diktat politici? E infine, se le assicurazioni sanitarie private avessero le prove di tali ritardi volontari e chiedessero i danni agli States per gli esborsi in ricoveri e monoclonali versati per loro assicurati?
Le conclusioni e le richieste di Harrison e Sachs
Gli autori dell’articolo continuano: “Se il virus è stato effettivamente coltivato, ingegnerizzato o riassemblato in un laboratorio, parte della tecnologia utilizzata era statunitense, il design era statunitense, e alcuni tra i finanziamenti erano statunitensi – e così sono i documenti che chiarirebbero la faccenda: i notes di Baric; un inventario dei freezer; i campioni delle sequenze dei virus di EcoHealth Alliance (23); i registri tenuti dall’Università della California, con sede a Davis, per il programma PREDICT (24) dell’USAID (25); gli accordi di trasferimento e le ricevute d’imbarco tra l’Università della Carolina del Nord e altri laboratori federali statunitensi; così come i registri delle assegnazioni di finanziamenti dell’NIH (6) se la ricerca proposta in DEFUSE (rifiutata da DARPA, 7) è stata finanziata a pezzi da altre agenzie statunitensi”.
Gli autori chiedono che si accerti la verità e, per farlo, occorrerebbe una commissione d’inchiesta indipendente con potere di emettere mandati di comparizione, che non abbia legami con le agenzie che potrebbero essere coinvolte.
L’amara conclusione di Harrison e Sachs è che “L’unica assoluzione che vale la pena ottenere” è quella che si ottiene con le prove.
(1) L’articolo in lingua originale
https://www.commondreams.org/opinion/fauci-fifth-amendment-covid-origin
e la richiesta di una Commissione indipendente d’inchiesta, datata 19 maggio 2022, stilata dagli stessi autori dell’articolo:
https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2202769119
(2) I servizi segreti tedeschi
(3) Epidemiologo e virologo statunitense
(4) Ex presidente di EcoHealth Alliance
(5) Organizzazione no-profit internazionale, con sede a New York, che si occupa di ricerca scientifica
(6) Virologa cinese con laurea in genetica
(7) Agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DARPA) responsabile dello sviluppo di tecnologie e strategiche per uso militare
(8) Defuse significa disinnescare ma anche rendere meno pericoloso
(9) Si muove nella direzione opposta rispetto alla genetica classica. Anziché cercare il gene partendo da una malattia o da una caratteristica, modifica o disattiva un gene noto per scoprire a cosa serve
(10) Indica un sottogenere di virus che appartiene alla famiglia dei Coronaviridae e al genere Betacoronavirus
(11) Sequenze ideali di DNA, RNA o proteine che rappresentano i nucleotidi o gli amminoacidi più frequenti in ciascuna posizione, dopo l’allineamento di più sequenze simili
(12) Con il termine clado si indica un gruppo di organismi formato da un singolo antenato comune e da tutti i suoi discendenti
(13) Dal 2013 al 2023 Sir Jeremy Farrar è stato il direttore del Wellcome Trust, ente fondato nel 1936 grazie all’eredità del magnate statunitense dell’industria farmaceutica Sir Henry Wellcome (fondatore della Burroughs Wellcome & Co., incorporata in GlaxoWellcome e oggi parte di Haleon/GSK), con lo scopo di finanziare la ricerca per migliorare la salute umana e animale
(14) Francis Collins ha guidato lo Human Genome Project dal 1993 al 2008; è stato, altresì, il direttore del National Institutes of Health (NIH), l’Agenzia federale di cui fa parte il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), diretto a lungo da Anthony Fauci, configurandosi di fatto come il suo superiore gerarchico
(15) Michael Farzan è professore di pediatria presso la Harvard Medical School e Direttore della Ricerca Virologica al Boston Children’s Hospital
(16) Edward Holmes è stato Ricercatore associato del Fogarty International Center presso gli U.S. National Institutes of Health (NIH) dal 2005 al 2012; oggi è professore di virologia presso l’Università di Sydney. Studia, in particolare, i meccanismi grazie ai quali i virus a RNA fanno il salto di specie tra animali e da questi ultimi agli esseri umani
(17) Lo studio fu pubblicato a nome Kristian G. Andersen (US), Andrew Rambaut (UK), W. Ian Lipkin (US), Edward C. Holmes (AU), Robert F. Garry (US): https://share.google/ZdCx0L2L1zmfhx497
(18) Lawrence Tabak era un funzionario ai massimi livelli dei National Institutes of Health (NIH), dimessosi improvvisamente nel 2025, dopo aver ammesso di fronte al Congresso statunitense, nel 2024, che la sua Agenzia aveva finanziato una ricerca rischiosa sul guadagno di funzioni di un virus in Cina: https://nypost.com/2025/02/13/us-news/nih-principal-deputy-director-lawrence-tabak-who-led-agency-during-covid-abruptly-resigns/
(19) Tecnica di laboratorio che usa cellule di lievito (di solito Saccharomyces cerevisiae) come organismo vivente anche per produrre proteine ricombinanti
(20) Catene di zuccheri legate all’ossigeno di specifici amminoacidi
(21) Piattaforma di messaggistica istantanea e per la collaborazione aziendale
(22) Il FOIA Record è un documento, dato o file in possesso della pubblica amministrazione che chiunque ha il diritto di richiedere e consultare per legge
(23) Organizzazione non governativa con sede negli Stati Uniti che aveva quale mission proteggere le persone, gli animali e l’ambiente dalle malattie infettive emergenti, sciolta nel 2025. È stata anche accusata dal Cremlino di essere coinvolta nella gestione di laboratori biologici militari segreti in Ucraina, finanziati dagli US
(24) Programma mondiale di sorveglianza, finanziato da USAID, lanciato nel 2009 per scoprire e identificare virus animali con potenziale pandemico prima che facciano il salto di specie da animale a essere umano
(25) L’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) era stata creata nel 1961 per contrastare l’influenza dell’Unione Sovietica nel mondo, sia attraverso assistenza allo sviluppo economico e umanitaria, sia sostenendo economicamente il settore dell’informazione in molti Paesi esteri (tra i quali l’Ucraina). Nel 2025 le sue attività sono state sospese dall’amministrazione Trump. Molti Paesi hanno via via bandito l’agenzia con l’accusa di ingerenze nella politica interna degli Stati, manipolazione mediatica, corruzione, eccetera
(26) Gli Istituti Nazionali di Sanità (National Institutes of Health, NIH) sono l’Agenzia del governo degli US che si occupa della ricerca biomedica e sanitaria
venerdì, 18 settembre 2026
In copertina: Il professor Sachs. Vienna, 25 novembre 2019, Global meeting of the Foreign Ministries Science & Technology Advice Network (FMSTAN) & Global meeting of the Science Policy in Diplomacy and External Relations Network (Spider). Foto: Mahmoud (CC BY 2.0); nel pezzo: una immagine del Sars-CoV-2 creata da Joseph Mucira su Pixabay


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