La liberta è partecipazione
di La Redazione di InTheNet (traduzione dal sito di GSF di Simona Maria Frigerio)
La comunità palestinese in Cisgiordania sta affrontando una escalation di violenza inusitata da parte dei cosiddetti coloni (più esattamente, colonizzatori) e dei soldati dell’Idf. Solo nel 2026, oltre 1.300 attacchi da parte dei succitati coloni, spalleggiati dalle autorità israliane, che hanno causato morti e danni alle proprietà dei palestinesi; ovvero 6 azioni violente al giorno contro oltre 230 villaggi o comunità sparsi nei Territori Occupati illegalmente da Israele.
Per questo motivo i palestinesi hanno chiesto l’aiuto internazionale: giovani o meno, attivisti o volontari portatori di pace, che possano recarsi in Cisgiordania in ottobre o novembre per aiutarli nella raccolta delle olive, ma anche per essere presenti in caso di violenze e testimoni delle stesse di fronte al mondo (e soprattutto di quei politici italiani che vogliono equiparare antisionismo e antisemitismo).
La raccolta delle olive è un momento importante nella vita dei palestinesi: le famiglie si riuniscono e tre generazioni cooperano in un’attività che si ripete con cadenza stagionale, di anno in anno, da secoli, su queste stesse terre. Dal raccolto dipende la sopravvivenza di circa 80/100mila famiglie.
Come denuncia la Global Sumud Flotilla: “Coloni armati bruciano gli uliveti, bloccano gli accessi alle strade e attaccano i contadini nei campi, con l’esercito israeliano pronto all’azione o ‘a spianare il terreno’. Non è vandalismo ai margini di un conflitto. È il metodo per svuotare le campagne. I coloni fanno ciò che lo Stato di Israele vuole sia fatto, e lo Stato fornisce le coperture, le armi, e l’impunità”.
Va ricordato – soprattutto a noi italiani (e ai tedeschi) che non solo ci opponiamo a livello europeo a qualsiasi forma di pressione su Israele, ma continuiamo altresì a lucrare con le armi che vendiamo a uno Stato accusato di genocidio – che “questo sistema funziona grazie alla vendita di armi, agli accordi commerciali e alle coperture diplomatiche di alcuni Governi – a Washington, Londra, Parigi, e Berlino. Ogni persona che si reca in Palestina e torna con la propria testimonianza è un problema per tale sistema”.
Global Sumud Internazionale per supportare la raccolta delle olive nella Cisgiordania occupata ha quindi deciso di dare il via all’iniziativa Stand with Palestinian families in the West Bank. Al momento hanno già aderito oltre un centinaio di candidati – che saranno affidati, sul campo, a un’esperta organizzazione internazionale. Mentre il “ruolo di GSF sarà principalmente mediatico e politico, coordinando la copertura stampa e la documentazione del raccolto, trasformando quella visibilità in pressione e leva politica”.
Tutti coloro che fossero interessati (e abbiano i requisiti richiesti) a fare questa esperienza sul campo, trasformando la solidarietà teorica in prassi politica reale, potranno approfondire l’argomento e compilare il formulario presente su: https://globalsumudflotilla.org/missions/west-bank-solidarity-2026/
La nostra Redazione sosterrà e darà voce a ogni testimonianza – scritta o fotografica – che vorrete rendere pubblica, attraverso i canali di GSF o direttamente, anche in forma anonima.
venerdì, 2 ottobre 2026
In copertina: Il Logo di GSF


“¡Somos África…. Somos Suramérica!”
Insostenibilità sociale della previdenza
Le decisioni della Nato le pagherà solo la UE?
Dove nascono le disuguaglianze economiche e sociali?
29 Stati US versus Meta: molto rumore per nulla
Le verità nascoste