A Residenze Digitali vanno in ‘online’ due tra le performance vincitrici
di Simona Maria Frigerio e Luciano Uggè
Avremmo voluto scrivere un feedback di due tra i quattro progetti vincitori di Residenze Digitali 2025 ma, obiettivamente, vista anche la limitatezza degli slot di tempo dati a ogni spettatore (20 minuti) e le capacità – oltre che la tecnologia – di cui si ha bisogno per interagire, non possiamo scrivere molto di Screenvestigation, non essendo riusciti a parteciparvi attivamente.
Il primo problema è possedere il browser di internet che padroneggiano gli ideatori del progetto; il secondo, riuscire a diventare operativi in soli 20 minuti (il che potrà sembrare facilissimo per chi smanetti un pc, meno per il fruitore medio); il terzo, essere disposti (e su questo occorre essere pre-avvertiti) a condividere il proprio desktop e ciò che può contenere. Il che può essere un problema ontologico della ‘investigation’, in quanto da una parte rischia di violare la privacy dello ‘spettatore attivo’ da casa e, dall’altra, se quest’ultimo predispone il proprio desktop ad hoc – togliendo cartelle o fotografie che non vuole mostrare – si inficia la veridicità della stessa ‘investigation’ in caso abbia fini che vanno al di là del puro entertainment o del gioco.
Alle 19.30 abbiamo seguito Eburnea, i cui titoli di apertura – come potremmo definirli – sono molto intriganti sia a livello di presentazione testuale sia di immagini, con rimandi al cinema surrealista francese degli anni 20 del Novecento e al montaggio delle attrazioni, inventato dal leoncino di Riga, Sergej Ėjzenštejn.
A seguire, però, ecco nascere i primi problemi. Alice, la performer ‘in scena’, dovrebbe interloquire rispondendo alle domande che pone il pubblico da casa. Domande che dovrebbero/potrebbero diventare anche parte della scenografia virtuale nella quale si muove. Eppure il non-luogo che abita è eccessivamente materico; le domande che dovrebbero/potrebbero creare una catarsi non raggiungono la massa critica; e mancano il mestiere del commediante dell’arte e un canovaccio sul quale improvvisare se e quando latitano gli stimoli esterni. Infine, più le domande toccano corde surrealiste e meglio si può sviluppare il discorso presenza/assenza, virtuale/reale, materico/etereo, eccetera.
In breve, il primo – Screenvestigation – assomiglia a un esperimento psico-sociale adatto agli studenti universitari a scopi di marketing; il secondo – Eburnea – potrebbe trasformarsi in un prodotto performativo adatto alla fruizione online interattiva, ma occorrerebbe lavorare meglio dal punto di vista attorale e testuale.
La Redazione ha partecipato online, per la Settimana delle Residenze Digitali:
venerdì 12 dicembre 2025, ore 18.20
Screenvestigation
di Albert Figurt
ore 19.30
Eburnea
di Boris Pimenov
venerdì, 26 dicembre 2025
In copertina: Eburnea, immagine gentilmente fornita dall’Ufficio stampa di Capotrave/Kilowatt

