La natura insegna: agli esseri umani imparare
di La redazione di InTheNet
È aprile, tempo di primavera e di risveglio sia per gli esseri umani sia per molte specie animali, tra le quali le femmine degli orsi polari.
Ma quale ‘sonno’ caratterizza questi mammiferi? Vi è differenza tra letargo e ibernazione. Mentre il primo è un sonno profondo, che può protrarsi anche per mesi, durante il quale un animale resta completamente immobile, mentre il suo corpo rallenta il battito cardiaco fino a 2 battiti al minuto e, ovviamente, non si ciba né beve; l’ibernazione – ad esempio degli orsi – prevede che i loro corpi si raffreddino di pochi gradi, mentre il loro sonno è meno profondo. Mentre, per entrambi gli stati, si ha un rallentamento dei processi metabolici, che può essere più o meno marcato.
La temperatura corporea di un orso in stato di ibernazione può scendere, in ogni caso, fino a 4°C e i suoi battiti cardiaci a 10 al minuto. Sebbene non tutte le specie di orsi vadano in ibernazione (o, in alcuni casi, in semi-letargo), per quanto riguarda quelli polari è solamente la femmina a ricorrere a questa ‘tecnica’ e le ragioni, oltre che gli esiti, sono del tutto inaspettati (perfino per la protagonista).
In primavera, infatti, avviene l’accoppiamento ma la gestazione è ‘sospesa’ perché la femmina, prima, deve nutrirsi abbondantemente e accumulare grasso per la stagione invernale. Le femmine gravide, con l’arrivo delle prime nevi, scavano tane sotterranee, spesso sfruttando anfratti nella roccia in cui si nascondono e, qui, in uno spazio piuttosto angusto, si creano un giaciglio di erbe e rami secchi, sul quale i loro corpi – se hanno accumulato durante l’estate sufficiente massa grassa – inizieranno la gestazione. Sempre in stato di ibernazione, mamma orsa partorisce da uno a tre cuccioli tra novembre e gennaio. Al momento della nascita i piccoli (da uno a tre) pesano meno di un chilo e, sebbene ciechi e sordi, riescono ad attaccarsi alle mammelle della madre e a crescere velocemente grazie al latte molto nutriente. Anche il fatto che siano glabri, alla nascita, non importa, visto che la tana, di dimensioni ridotte e ricoperta di neve, agisce in pratica come un igloo e i piccoli sono altresì protetti dal pelo e dal grasso della madre.
In questi giorni di aprile, sono molte le orse che si stanno risvegliando e che si trovano accanto i propri cuccioli, di cui prendono consapevolezza solamente ora. Ormai i piccoli hanno raggiunto dimensioni sufficienti per muoversi liberamente, giocare ma anche apprendere tutti i segreti della caccia. Sono ricoperti di pelo e, per la prima volta dopo mesi, vedono finalmente la luce del sole e il mondo imbiancato che li circonda.
La natura, più saggia degli esseri umani, autoregola il corpo della femmina orso in modo che partorisca solo se potrà sfamare i propri cuccioli durante il periodo di ibernazione. La società umana dovrebbe farlo per mezzo del proprio cervello, comprendendo che solo con la redistribuzione delle ricchezze si potrà avere un’esistenza più equa per tutti i nostri bambini.
venerdì, 10 aprile 2026
In copertina: Immagine generata con l’IA da Aristal Branson per Pixabay

