Reportage da OV Festival, giovedì 30 luglio 2026
di Simona Maria Frigerio
Inaugurato l’omaggio – dovuto – a Giancarlo Cauteruccio (maestro del light designing e della videomapping ben prima che diventassero una moda o un oggetto di studio accademico), nel giardino di Galleria Continua si apre Orizzonti Verticali Edizione 2026 con Sokubaku (termine giapponese che significa vincolo o costrizione), nel quale i performer in un passo a due esprimono la disfunzionalità ma anche le infinite possibilità del rapporto di coppia – fin da quella prima mela e dall’acquisizione della conoscenza del bene e del male.
Nel legame tra corpi, nel concatenarsi o riflettersi dei gesti, sottolineati dalla scansione temporale tipica del metronomo, l’attenzione per l’altro da sé può trasformarsi in controllo, la passione esuberante in violenza manifesta, la quotidianità serena in noia opprimente.
Lorenzo Di Rocco (autore anche della coreografia con Henry Tanzini) e Misia Sarti mostrano un grande affiatamento anche se la location (sebbene suggestiva di un ‘paradiso perduto’), essendo un giardino con zolle di terreno anche sconnesse, non offre al piede del danzatore quel perfetto appoggio indispensabile soprattutto nei sollevamenti. Avevamo riscontrato tanti anni fa il medesimo limite quando, nel 2010, dopo un nubifragio, i danzatori di Blanca Li dovettero (e vollero) esibirsi sull’erba nel parco del Castello di Agliè in Le Jardin des Délices – anche allora consonanza tematico/metaforica perfetta ma autentico tour de force per i danzatori.
A seguire, nei meandri del labirinto ricreato con scatoloni di cartone da Antony Gormley, nella platea di Galleria Continua, va in scena un’esperienza in cui lo spettatore deve indossare un visore 3D e, poi, è chiamato a calarsi in una situazione di violenza che sfocia in un femminicidio. Nel playing di Bodyscaping: Corpi di guerra non è, però, contemplato che lo spettatore si opponga al cosiddetto gioco, aiutando la performer o rifiutandosi di farsi confinare e assistere a un bombardamento di immagini che rimandano alla violenza fisica (personalmente ho detto no, ma sono stata l’unica). Come abbiamo recentemente appreso da una sua assistente, proprio la ribellione dello spettatore era ciò che intendeva sollecitare Enrique Vargas, antropologo e ideatore di quello che fu il Teatro de los Sentidos, in Cuore di Tenebra, spettacolo esperienziale che vedemmo al Funaro di Pistoia nel 2015 (2). Allora solo pochi, in Italia, si opposero al gioco al massacro del lager, mentre abbiamo appreso che, in Germania, gli spettatori si organizzarono per boicottarlo – con grande soddisfazione, dietro le quinte, di Vargas. Qui la medesima ferma opposizione al restare inerti o al farsi confinare dovrebbe essere un diktat per chi si dica contrario a ogni forma di violenza – da quella maschile sulle donne, e di entrambi i sessi sui figli, fino alle guerre.
Dopodiché, sebbene il testo recitato nel finale voglia legare con un filo rosso il femminicidio per antonomasia, ossia quello di Desdemona per mano di Otello, alle guerre che oggi infiammano il Donbass come il Medio Oriente fino al Sud America (dove si rapiscono impunemente i presidenti per accaparrarsi petrolio e oro col beneplacito di ‘sgovernanti’ al soldo dello zio Sam, 3), ovvero siamo finiti in quella che Papa Francesco definiva “Terza guerra mondiale a pezzi”; ebbene, in questo scenario, le donne non sono più le ‘eterne vittime di un sopruso’ (come cantava Guccini). Al contrario, sposando in toto la visione maschile, e alla guida di un fluido capitalismo finanziario transnazionale, filo-atlantista e neocolonialista, hanno azzerato il pensiero della differenza e indossato l’elmetto. Oggi personaggi come von der Leyen e Kallas – solo per citarne due a caso – portano l’Europa verso un riarmo che azzera welfare e diritti (quali la libertà di pensiero e opinione, e persino di riservatezza nelle comunicazioni private, 4), con la stessa protervia bellicosa del colonialismo razzista più che del patriarcato. Felici i tempi in cui le donne rivendicavano il pensiero della differenza, la cura, la fine del militarismo. Eravamo noi donne che avremmo dovuto mettere i fiori nei loro cannoni e, al contrario, oggi strilliamo come ‘oche del Campidoglio’ per avere i Patriot, gli F35 e i Leopard – con i quali sconfiggere la Russia per appropriarci delle sue ricchezze. E tacciamo su alcune dichiarazioni di parlamentari donne alla Knesset contro i palestinesi perché ci verrebbe solo voglia di vederle tornare tutte a ‘far la calzetta’. E lo scrive una donna, femminista.
In conclusione di serata, il concerto di due solisti d’eccezione che si sono presentati come un duo improntato al dialogo e al rispetto dell’altro da sé, oltre che dell’obiettivo comune: offrire un momento di autentica bellezza nella Chiesa di Sant’Agostino – dotata di una perfetta acustica per gli eventi musicali.
Sull’altare, trasformato in palco, il pianista britannico Ian Fountain – famoso per aver vinto nel 1989, a soli 19 anni, l’Arthur Rubinstein International Piano Master Competition a Tel Aviv. E, al violoncello, il lituano David Geringas – nato a Vilnius 80 anni fa (quando esisteva ancora l’Unione Sovietica e che ebbe la fortuna di frequentare il Conservatorio di Mosca dal 1963 al 1973 sotto la direzione del Maestro Mstislav Rostropovič – il maggiore violoncellista degli anni 60 e 70 del Novecento).
Più che analizzare il programma della serata – che ha saputo fondere Beethoven e Henze – ci interessa sottolineare tre aspetti dell’esecuzione. Il primo, la tessitura corposa del violoncello sulla quale il pianoforte ha potuto librarsi in coloriture melodiose. Il secondo, la potenza espressiva dell’archetto di Geringas, che si è sposata perfettamente con le note, che scorrevano come gocce d’acqua cristallina di Fountain. E terzo, la padronanza dello strumento, una maestria nel suo utilizzo tale da renderlo quasi una protesi corporea, per entrambi, come accade con la penna (e oggi la tastiera del computer) per lo scrittore o la voce e il diaframma per il cantante e l’attore.
Applausi infine per l’affiatamento dimostrato in scena: nessuno tra i due solisti ha voluto prevaricare sull’altro ed entrambi hanno, come scrivevamo, dialogato con rispetto per regalare al pubblico di Orizzonti Verticali un po’ di grazia.
Gli spettacoli si sono svolti nell’ambito di Orizzonti Verticali:
San Gimignano, varie location
giovedì 30 luglio, 2026
ore 16.00
Sala Cancelleria
Compagnia Teatrale Krypton presenta:
Laboratorio per l’addestramento della luce
inaugurazione installazione
(creazione originale in omaggio a Giancarlo Cauteruccio)
a cura di Stefano Fake e Massimo Bevilacqua
ore 17.00
Galleria Continua
Giardino Chiuso/Raw Tales Company presentano:
Sokubaku
coreografia di Lorenzo Di Rocco e Henry Tanzini
con Lorenzo Di Rocco e Misia Sarti
produzione Raw Tales Company e Giardino Chiuso
(creazione originale, danza)
ore 17.30
Galleria Continua
Compagnia Teatrale Krypton presenta:
Bodyscaping: Corpi di guerra
un progetto di Compagnia Teatrale Krypton
ideazione e regia Massimo Bevilacqua e Fulvio Cauteruccio
una performance-experience con Flavia Pezzo
performer Vanessa Mattei Scarpaccini e Massimo Bevilacqua
video VR in 360° Alessio Bianciardi
consulenza drammaturgia digitale Margherita Landi
in collaborazione con la sezione di Musica Elettronica e Nuove Tecnologie del Conservatorio L. Cherubini
(teatro)
ore 21.15
Chiesa di Sant’Agostino
Accademia Musicale Chigiana presenta:
Ludwig van Beethoven: Sonate
Hans Werner Henze: Serenata
David Geringas (violoncello)
Ian Fountain (pianoforte)
il programma:
integrale delle Sonate di Beethoven per violoncello e pianoforte (Parte II)
con concezione originale di Serenata ed Epitaph di H.W. Henze
Ludwig van Beethoven Sonata n. 2 in Sol minore op. 5 n. 2
Ludwig van Beethoven Sonata in Fa maggiore op. 17 (originale per corno e pianoforte)
Ludwig van Beethoven Sonata n. 5 in Re maggiore op. 102 n. 2
Ludwig van Beethoven 12 Variazioni in Fa maggiore op. 66 sul tema Ein Madchen oder Weibchen da Die Zauberflöte di Mozart
Hans Werner Henze Serenata
(ingresso libero)
(1)
(2) https://www.rumorscena.com/07/10/2015/enrique-vargas-quando-bisogna-dire-no
(3)
(4)
venerdì, 7 agosto 2026
In copertina: Bodyscaping: Corpi di Guerra (Foto gentilmente fornita dall’Ufficio stampa di Orizzonti Verticali Festival 2026)


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