Rifiuti, abbandono e spreco di denaro pubblico
di Luciano Uggè
La nostra Redazione ha voluto visitare la famosa (o famigerata) piazza Coperta sorta all’incrocio tra via Consani e via Formica per volontà della giunta di ‘sinistra’ dell’ex sindaco Tambellini.
Di fronte a noi, nonostante l’edificio (firmato dall’architetto Pietro Carlo Pellegrini, 1) sia esteticamente di una purezza asettica, e sia stato aperto al pubblico a dicembre 2024, in realtà trasuda un mare di desolazione e sporco in quanto la struttura non solamente appare avulsa dal contesto storico-architettonico circostante ma anche sproporzionata rispetto agli scopi.


Già sede di un ufficio pubblico che dovrebbe occuparsi degli affidi, dai primi di luglio ha assunto anche il compito delle pratiche di adozione sempre per la Piana di Lucca. Un servizio molto utile se si pensa che, dal 2031, secondo le previsioni dell’Istat, più della metà della popolazione sarà over 50. Ancora più utile quando, da un’indagine del Sole 24 Ore, riportata da Lucca in Diretta, la nostra è la peggior città italiana in quanto a offerta e servizi non per i giovani bensì per la terza età: “Pochi infermieri, pochi geriatri, in relazione alla popolazione over 65 della provincia, scarsa assistenza domiciliare ed esposizione eccessiva a inquinamento acustico e un consumo di antidepressivi elevatissimo, il più alto dell’intera nazione, questi gli indicatori che fanno di Lucca la peggior provincia italiana dove possano vivere gli anziani” (2).
Da poche settimane è stata anche aperta una sede fuori le Mura della Biblioteca Agorà – in un quartiere, San Concordio, che storicamente ha già una Biblioteca Popolare molto amata dall’utenza ma che, periodicamente, le varie amministrazioni vorrebbero chiudere. Nonostante ciò, la stessa resiste tenacemente non solo per prestare libri o come sala lettura e studio, ma anche organizzando eventi come la “serata di cortometraggi prodotti e realizzati dal Laboratorio di video partecipativo ed inclusivo del Centro Salute Mentale della Valle del Serchio e di Lucca della ASL Toscana Nordovest e Associazione AEDO”.
Forse un giorno il primo piano ospiterà un bar – se si troverà qualche imprenditore o catena di ristoro che voglia prenderlo in gestione e sia in vena di rischiare (data la presenza nelle adiacenze di altri locali non molto frequentati). Nel frattempo, il parcheggio sotterraneo a pagamento è ancora chiuso (per fortuna, vista la congestione del traffico anche pesante in zona) e letteralmente inzozzato di rifiuti di vario genere.


Ciliegina sulla torta, la piazza stessa è vuota e surreale come quelle di De Chirico, con blocchi di cemento o marmo che risultano essere inutili sedili piazzati a filo tettoia e, quindi, sotto il sole torrido in estate e sferzati dalla pioggia in inverno. Ma poi: perché qualcuno dovrebbe sedersi in una piazza di cemento – bianca e vuota – in cui il poco verde è demandato ad aiuolette, sistemate in vasche di cemento, fronte strada e già rinsecchite? Fossero almeno stati predisposti dei giochi per bambini – vista l’alta densità abitativa in zona e l’assoluta mancanza di aree per l’infanzia (sia nei condomini privati sia negli spazi pubblici).
6 milioni di euro dei fondi per la riqualificazione delle periferie per edificare, a ogni costo, una struttura inutile (che, all’inizio, doveva essere venduta come residenziale ai privati). Il Comitato del quartiere di San Concordio, che si è sempre opposto al progetto, spiegava: “Le sviste circa la valenza archeologica dell’area e il suo grave inquinamento sono potute emergere a progetti approvati e lavori già iniziati, troppo tardi quindi per potervi porre realmente rimedio, solo a seguito degli esposti dei comitati cittadini alla soprintendenza (2008) e all’Arpat (2010)” e ancora: “Nel 2014, dopo i sequestri e la chiusura del cantiere, Gesam e Polis avevano definitivamente abbandonato il progetto dello Steccone: non solo la sua costruzione era diventata insostenibile dal punto di vista economico, non garantendo più un margine di guadagno, ma era venuto meno l’interesse degli originali committenti e destavano preoccupazione i gravi problemi della bonifica ambientale e della pressione della falda” (3).

Ma grazie al social washing pare sia bastato cambiare destinazione d’uso per procedere comunque. Così il Chiesone, immobile vincolato quale bene architettonico, è rimasto in stato di abbandono e, sempre come puntualizzava il Comitato tempo fa, è ormai impossibile attuare “la valorizzazione del sito del porto fluviale di Lucca e del primo impianto ottocentesco del gasometro”, avendo seppellito “definitivamente le strutture murarie che erano state portate alla luce e cancellandone anche la topografia” (3).
Lucca, come sempre, si dimostra città murata, nel senso che fuori dalle Mura – dove abitano 8/9 della popolazione – regnano abbandono, degrado e i progetti di riqualificazione si rivelano sempre insensati. Tra questi segnaliamo anche la pista ciclabile di via Squaglia, interrotta prima dell’incrocio e promiscua, quando al suo posto potevano sorgere una pista più stretta e, accanto, un marciapiede; e lo spazio verde sempre su via Squaglia, a qualche centinaio di metri dalla piazza Coperta, disseminato di inutili piantine – senza nemmeno delle panchine, all’ombra degli alberi che saranno – usato indiscriminatamente dai padroni dei cani, disseminato di erbacce e rifiuti ed ennesima occasione persa per la creazione di un’area per l’infanzia o di un campo da basket o da tennis per i ragazzi.
(1) https://www.lagazzettadilucca.it/rubriche/piazza-coperta-lei-architetto-non-e-mai-venuto-a-s-concordio-a-illustrare-il-suo-progetto-ai-residenti
(2) https://www.luccaindiretta.it/dalla-citta/2023/05/29/indagine-del-sole-24-ore-lucca-non-e-un-paese-per-vecchi/351874
venerdì, 3 ottobre 2025
In copertina e nel pezzo: Foto della Redazione di InTheNet (scattate a luglio 2025)

